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12 gennaio 2012

Vita dura per i laureati in architettura negli USA

Una recente indagine effettuata della Georgetown University e riguardante la formazione e il lavoro negli USA, ci informa che, tra gli studenti che hanno conseguito il proprio titolo di laurea triennale da poco, i picchi più alti di disoccupazione sono toccati dai laureati in architettura.
La ricerca si basa su alcuni dati messi a disposizione dal Census Bureau’s American Community Survey, inerenti agli anni 2009 – 2010.

Tra i neo – laureati il tasso di disoccupazione per i giovani architetti corrisponde al 13,9 per cento, a dispetto di quello registrato per i laureati in materie umanistiche che consiste, invece, nel 9,4 per cento.

Hanno maggioro fortuna, invece, i laureati in discipline sanitarie, per i quali il tasso di disoccupazione si limita al 5,4 per cento e anche coloro che scelgono di concentrare i propri studi sull’agricoltura: in quest’ambito, infatti, solo il 7 per cento dei laureati resta privo di lavoro.

L’obiettivo originario della ricerca è quello di valutare se negli Stati Uniti d’America il conseguimento di un titolo di studi più elevato agevoli, in qualche modo, le possibilità di trovare un impiego. La risposta sembra essere positiva: infatti tra coloro che posseggono solo il diploma ben il 22,9 per cento va ad accrescere le file dei disoccupati statunitensi.

Le possibilità di trovare un’adeguata attività lavorativa, tuttavia, salgono di gran lunga per gli studenti che scelgono di continuare i proprio studi ed ottenere anche un titolo di laurea specialistico o intraprendere un master: infatti, tornando ai laureati in architettura, il tasso di disoccupazione per coloro che hanno concluso anche gli studi specialistici cala sensibilmente al 7,7 per cento, registrando un abbassamento, dunque, di più di 6 punti.

Giuseppina Iervolino

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