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14 aprile 2012

Nei macachi il capogruppo si riconosce dai geni

Un vero capo si riconosce dai geni: lo conferma una ricerca condotta alla Duke University, a Durham in California, e pubblicata poi sulla rivista Pnas. Non stiamo però parlando di leadership sociale umana, ma delle scimmie, per la precisione di macachi rhesus. A quanto pare i risultati di questa ricerca hanno consentito di predire il ruolo sociale dei macachi con l’80% di accuratezza.

Lo studio, coordinato da Jenny Thung, ha preso in esame dieci gruppi di scimmie, ognuno dei quali formato da cinque scimmie femmine. Alcuni processi di regolazione del Dna, come la metilazione e l’azione degli ormoni, sarebbero influenzate dalle dinamiche del gruppo in cui si trova inserita la scimmia. Non si tratterebbe di una vera e propria modifica del DNA, ma di una modifica epigenetica, cioè, come conseguenza dello status sociale, vengono attivati certi geni piuttosto che altri.

Questa modulazione genetica lascerebbe le relative tracce sul DNA. I ricercatori si sono concentrati nello studio particolareggiato di un gruppo di geni coinvolti nella regolazione del sistema immunitario, arrivando a scoprire che più si eleva il rango sociale e più il sistema immunitario reagisce in maniera positiva.

In un’altra ricerca, pubblicata dallo stesso gruppo di studiosi su Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato approfondita la relazione che lega lo status sociale dell’animale alla sua salute e alle risposte del suo sistema immunitario. Sono stati studiati il Dna e il rango sociale di ciascun membro in un gruppo di 49 macachi femmina, successivamente si è provveduto a inserire le scimmie in un nuovo contesto sociale.

Come in natura, ogni gruppo si auto-organizza in un sistema gerarchico, alla cui base vi è la capacità del singolo di procurarsi il cibo e difendersi. I macachi femmina sono stati preferiti perché ereditano il rango sociale della madre quando fanno parte di un gruppo dalla nascita. Se invece vengono inserite in un nuovo gruppo in cattività, il dominio è determinato dall’ordine di ingresso nel gruppo e non in base al gruppo sociale in cui si nasce.

Le scimmie che così subivano un declassamento sociale venivano sopraffatte dallo stress che si ripercuoteva sui geni. Confrontando i genomi dei 49 diversi esemplari femmina, sono stati rilevati cambiamenti significativi nell’espressione di 987 geni, tra i quali 112 legati al sistema immunitario. Ma migliorando la posizione sociale del campione, anche l’espressione genica si è modificata nel giro di poche settimane.

I ricercatori sono convinti che i risultati potrebbero essere estesi anche agli esseri umani. «Il nostro studio lascia intravedere la possibilità che se si migliora la posizione sociale, anche la salute ne può trarre beneficio», sostiene Tung, «questi risultati fanno luce sull’importanza della risposta molecolare, e in particolare del sistema immunitario, alle condizioni sociali, e dimostrano il ruolo chiave della regolazione dei geni nel legame tra l’ambiente sociale e la fisiologia individuale».

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