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24 aprile 2012

Parola d’ordine: sciopero

Tra Sit- In, manifestazioni e proteste, gli studenti italiani sembrano essere particolarmente impegnati in questi mesi. Dopo le svariate manifestazioni di dissenso inerenti alla probabile abolizione del valore legale della votazione di laurea, gli studenti di tutto il paese si concentrano ora su altrettanti importanti tematiche.  

C’è profumo di rivoluzione nell’aria. In un paese flagellato da un incessante crisi economica, dove le prospettive di un futuro roseo sembrano diminuire di giorno in giorno, i giovani sembrano aver trovato una voglia di rivalsa. Stanchi di subire passivamente le continua  manipolazioni politiche e finanziare dell’istruzione, gli studenti dicono NO e scendono in piazza.

IL POST GELMINI– Tra gli  oggetti delle manifestazioni studentesche in atto e in programma, ci sarebbero anche  gli effetti indesiderati della riforma dell’ex Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini.
Lo scopo di tale normativa è quello di riformare l’intero sistema scolastico italiano. Per quanto riguarda l’università per chi non lo sapesse la riforma è cosi articolata:

 Legge 133/2008

All’Art. 16 la legge prevede la facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato.
La delibera di trasformazione è adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta (Comma 1). Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali (Comma 4), hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile (Comma 8), e subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università (Comma 2). Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti delle fondazioni universitarie. Detti regolamenti devono essere approvati dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati (Comma 6). Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico (Comma 9). La vigilanza sulle fondazioni universitarie è esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Comma 10), con il controllo della Corte dei Conti.

Legge n. 240/10

La legge n. 240/10 del 30 dicembre 2010 si propone di riorganizzare il sistema universitario attraverso la modifica di settori strutturali dello stesso. Essa ha introdotto sostanziali modifiche agli organi ed all’articolazione interna delle Università, oltre a prevedere il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale, la federazione e la fusione di atenei e restrizione dell’offerta formativa (meno Facoltà); ed una significativa riduzione della rappresentanza studentesca negli organi di gestione degli atenei.

Decreto Ministeriale n. 17 del 22 settembre 2010

Il decreto determina i requisiti necessari dei corsi di studio, e causerà un forte ridimensionamento dell’offerta formativa delle università pubbliche.
LE MANIFESTAZIONI IERI– Meno facoltà, più tasse e privatizzazione a manetta. Ecco dunque i punti principali del decreto contro la quale sono scesi ieri in piazza gli studenti romani. Sul sito unionedeglistudenti.net è stata riportata parte dell’intervista a  Diego Ciarafoni, uno degli studenti- manifestanti :

“  siamo qui sotto al ministero per difendere ancora una volta l’università e la scuola pubblica, per ribadire la nostra contrarietà all’aumento delle tasse universitarie previste dai decreti attuativi della riforma Gelmini e per contestare il pdl Aprea sulla privatizzazione delle scuole”.

La protesta non è limitata però alla sola capitale. Più di cinquanta le città in cui gli studenti hanno esposto sagome di cartone raffiguranti i ministri dell’istruzione Profumo e l’ex Gelmini.

QUELLE DI’ DOMANI– I manifestanti sembrano non aver intenzione di alzare bandiera bianca molto presto. Il calendario delle proteste previste nei prossimi mesi è infatti alquanto fitto. Si scende in piazza ; il giorno venticinque Aprile, per ricordare la Resistenza, il primo maggio in occasione dello sciopero generale dei lavoratori e il sedici maggio, stavolta contro il test Invalsi. Questi infatti dopo elementari e medie sarà sottoposto anche agli studenti dei licei.

In materia Mariano di Palma , coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, in un intervista rilasciata per il giornale la Repubblica , dice la sua :

“I test non vengono somministrati a campione anzi sono tracciabili, ignorano deliberatamente degli importanti elementi d’indagine statistica e non hanno pertanto nessuna validità scientifica e nessun’altro scopo se non quello di essere uno strumento ambiguo da agitare per giustificare le politiche scolastiche più scellerate .E’ un inutile costo di milioni di euro”.

Voce in capitolo in quello che è “il loro territorio”, ecco cosa reclamano gli studenti nostrani che non sembrano disposti a fermarsi prima di averla ottenuta. Da che mondo e mondo i grandi traguardi si raggiungono a piccoli passi. Che sia questo l’inizio di un cambiamento all’interno del nostro paese?
Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

 

 

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