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15 aprile 2012

Viagra, contro la cardiomiopatia diabetica: la ricerca La Sapienza

Viagra, contro la cardiomiopatia diabetica
Viagra, contro la cardiomiopatia diabetica

Viagra, contro la cardiomiopatia diabetica

La famosa “pillola blu”, usata per  l’impotenza, può curare la cardiomiopatia diabetica, patologia responsabile dello scompenso cardiaco, ovvero del progressivo ingrossamento del cuore affaticato.

A sostenerlo è un gruppo di ricercatori italiani coordinati da Andrea Lenzi, direttore della sezione di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Roma La Sapienza.

L’associazione tra diabete e malattie cardiovascolari è oramai cosa risaputa e la cardiomiopatia diabetica è di gran lunga la patologia più comune tra i diabetici.

Si tratta di graduali modificazioni dovute ad una alterazione delle fibre del ventricolo sinistro che, durante il battito, si ispessiscono, si contraggono meno e inducono il cuore a ruotare di più sul proprio asse con un movimento che inibisce la spinta propulsiva al sangue.

L’organo va quindi incontro ad un rimodellamento, di conseguenza si ha un battito più affaticato. Lo scompenso cardiaco è una cardiopatia progressiva e poco curabile, riscontabile non solo nei diabetici, ma anche in soggetti che soffrono di ipertensione arteriosa, di  altre patologie cardiache e in soggetti che hanno avuto un infarto.

La ricerca italiana sul viagra dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza

La ricerca italiana è stata condotta su un campione di 59 uomini di età media 60 anni, affetti da diabete di tipo 2, detto anche diabete alimentare, con cardiomiopatia diabetica ancora asintomatica. Al gruppo sono state somministrate 100 mg al giorno di viagra, o meglio di sildenafil, principio attivo dell’omonima pillola, per poi monitorare, attraverso le sofisticate tecniche di risonanza magnetica cardiaca, i cambiamenti cardiaci; i risultati sono stati straordinari.

Dopo tre mesi di terapia, in tutti i soggetti trattati si è osservato un ritorno alla normalità del cuore, in termini di “geometria” e di contrazioni.

“Questi dati potrebbero aprire le porte ad una nuova classe di farmaci anti-rimodellamento e anti-scompenso cardiaco, che rappresenta la principale causa di morte nel paziente diabetico” – spiega Andrea Lenzi  .

Gli effetti del sildenafil, continua Lenzi, sono diretti nel cuore perché la molecola bersaglio del farmaco, la fosfodiesterasi di tipo 5, agisce direttamente sulle trasformazioni cardiache indotte dal diabete, che portano al temuto scompenso cardiaco”.

Lo studio italiano, a breve pubblicato sulla rivista più famosa al mondo nel settore cardiovascolare, Circulation, potrebbe dunque dare un aiuto non indifferente, dal momento che potrebbe condurre alla nascita di nuovi farmaci per i cardiopatici e i diabetici.

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