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17 Maggio 2012

La Biblioteca Universitaria di Napoli per Massimo Troisi

La Biblioteca Universitaria
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La Biblioteca Universitaria di Napoli per Massimo Troisi.

A diciasette anni dalla sua scomparsa e a trent’anni dall’uscita di “Ricomincio da tre”, il film che lo consacrò autore, attore e regista, Massimo Troisi continua a vivere attraverso le parole del libro “Oltre il respiro. Massimo Troisi… mio fratello”, scritto dalla sorella Rosaria Troisi e Lilly Ippoliti, presentandolo in una serie di incontri letterari, realizzati grazie alla collaborazione dell’Associazone Italiana Biblioteche.

Il prossimo incontro si terrà presso La Biblioteca Universitaria di Napoli il 24 maggio 2012 ore 16.00, Sala Convegni “F. De Martino”, Dipartimento Diritto romano e Storia della scienza romanistica, Via G. Paladino, 39 Napoli. Interverranno Anna Bolognese direttore della BUN, Demetrio Salvi docente e critico cinematografico, Lello Esposito scultore e pittore, amico di Massimo Troisi.

Il libro è diviso in due parti: la prima, racconta Massimo nella sua infanzia con foto e aneddoti, la seconda invece, è un dialogo tra lui e la sorella Rosaria che racconta di lui come uomo altruista, semplice, ma malato e che della sua malattia non ne ha mai fatto uno scudo per avere pietà, compassione o ancora in un certo qual senso, il beneplacito del pubblico.

Tutti i film di Troisi, dai comici a quelli drammatici, ci hanno fatto conoscere Massimo per quello che realmente fosse. Sfidando con forza la sua malattia ha calpestato palcoscenici, teatri, set cinematografici e stretto la mano ai più importanti registi, abbattendo anche molti degli stereotipi sulla meridionalità e  facendosi amare da tutti,  ma soprattutto dai suoi compaesani.

Probabilmente per quelli che erano i suoi personaggi e per come fosse lui realmente, riusciva a far confondere il personaggio con la sua reale personalità. Forse è stato anche questo a farlo amare da tutti, la sua genuità, la sua voglia di raccontare il quotidiano, stringere la mano con un pubblico che non lo conosceva affatto e che ha imparato a conoscerlo, amarlo, viverlo e soprattutto apprezzarlo.

Basta vedere il suo ultimo film il “POSTINO”, in cui era pienamente cosciente di aver iniziato il suo countdown a causa di quella sua malattia, che all’età di 41 anni lo portò alla morte 12 ore dopo aver terminato le riprese del film. Nonostante tutto, la sua forza lo fa esprimere nei migliori dei modi, tanto da essere al numero uno tra i film di maggiore incasso come film italiano. Inoltre, nel 1996 fu candidato all’oscar con 5 candidature: miglior film, migliore attore protagonista, migliore colonna sonora drammatica, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale.

Terminate le riprese e alzando il bicchiere disse “Ricordatevi di me”, facendomi portatrice di un pensiero unanime posso rispondere: non ti dimenticheremo mai!

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