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4 agosto 2012

La truffa di Italia-programmi.net e .org

Il sito, già al centro di numerose segnalazioni e denunce, è stato oscurato con un sequestro preventivo dalla Procura di Milano, ma gli ideatori lo hanno riaperto ad un altro indirizzo.

Se un vostro amico vi proponesse di creare una fiduciaria estera (magari alle Seychelles), attraverso la quale controllare un sito web nel quale far scaricare agli utenti (dietro pagamento) dei software in realtà gratuiti,  che cosa pensereste? Probabilmente in voi si instillerebbe il sottile seme del dubbio sulla “regolarità” della cosa e, elegantemente, declinereste l’offerta.

Un gruppetto di nostri connazionali molto più “scaltri” di tutti noi, invece, ci hanno pensato su e hanno deciso di provare. Dal 2011, infatti, hanno messo online il dominio Italia-programmi.net, un portale user friendly che permetteva ai naviganti del web di scaricare, previa registrazione gratuita, qualunque software cercassero.

Peccato, però, che pochi giorni dopo la registrazione, l’utente riceveva una serie di mail che più o meno erano scritte così: “Gentile Signor ___, ci dispiace comunicarla che, ad oggi, non abbiamo percepito il pagamento della nostra fattura  nr. XXXXX, e non avendo preso in considerazione le nostre comunicazione di solleciti tramite e-mails, lettere ed anche da parte del nostro ufficio recupero crediti, siamo costretti:

– a fissare una udienza presso Giudice tributario tramite nostro avvocato.

– spese a carico Vostro per le ingiunzioni tributarie.

Le comunichiamo che, se entro il giorno __/__/__ non provvedera ad effetuare il pagamento di 122,90 Euro per la Vostra iscrizione al nostro sito fatto senza dubbio da lei come dimostrato nelle precedenti comunicazione, Le faremo fissare dal nostro avvocato la data di udienza presso il Tribunale Regionale Giudiziario.[…]

Molti, leggendo toni così minacciosi, si sono spaventati e hanno provveduto al pagamento (nelle mail era presente anche l’IBAN per il bonifico dell’importo, intestato ad una banca di Cipro). Certo, gli elementi per sospettare che le lettere nascondessero altro, c’erano: in primo luogo, nessun regolamento di debiti e crediti tra soggetti privati si regola davanti ad un giudice “tributario”, semmai davanti ad un giudice civile (dunque anche parlare di ingiunzioni tributarie non aveva senso), senza considerare che non esiste nessun organo di giustizia, in Italia, chiamato “Tribunale Regionale Giudiziario”.

Tuttavia, il metodo intimidatorio e truffaldino al tempo stesso non ha impedito agli ideatori di questo “giochino” di raggirare 25 mila persone solo in Italia: nella trappola virtuale, insieme a tutti gli altri, è finito anche un utente chiamato Giorgio Napolitano, residente in Roma, Palazzo del Quirinale, il quale ha immediatamente sporto denuncia all’autorità giudiziaria.

Così, alla società proprietaria del sito, la fiduciaria Estesa Ltd, veniva comminata una multa di 1,5 milioni di Euro, direttamente da parte della AGCM (Autorità Grante della Concorrenza e del Mercato).

A quel punto la Procura della Repubblica di Roma, anche su sollecitazione delle associazioni dei consumatori, provvedeva ad aprire un procedimento per truffa e interveniva, dopo mesi nei quali il sito aveva continuato a rimanere operativo, con una misura preventiva di sequestro del sito web, oscurando, di fatto, il portale.

Ma, come nelle migliori truffe nostrane, una volta tolto di mezzo dalla polizia postale il dominio “.net”, i nostri “pirati del gratuito” hanno spostato il contenuto del sito all’indirizzo www.italia-programmi.org, (un dominio con server basato su territorio estero, non italiano, dunque non sequestrabile senza una formale e complessa procedura di rogatoria internazionale), quindi, i tanti utenti “sprovveduti” rispetto all’intera vicenda saranno le prossime vittime.

Insomma, se qualcuno di noi avesse bisogno di scaricare un antivirus gratuito, un software per leggere file pdf o file immagine di formati particolari, un programma per masterizzare un cd o un dvd, impariamo a diffidare dei siti che ci promettono il download immediato e gratuito, per evitare di trovarci poi a ricevere richieste di pagamento del tutto infondate.

Quello di Italia-programmi.net, peraltro, è solo l’ultimo di tanti casi simili già scoperti (uno su tutti il portale easydownload), il che significa che, ancora oggi, fenomeni di questo tipo, in rete, hanno gioco facile. Solo una navigazione prudente, consapevole e, in caso di necessità, la consultazione di associazioni preposte alla tutela dei consumatori, ci consentiranno di rendere il web uno spazio libero: libero dai furbetti e, quindi, libero per tutti.

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