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29 dicembre 2012

Come diventare giornalista professionista: requisiti, costi e retribuzioni Ordine Giornalista

Come diventare giornalista professionista in  Italia e come diventare giornalista pubblicista in  Italia

Talento e dedizione non ti mancano ma i tuoi passi in questo sperduto universo sono ancora confusi ed incerti?

A saggiare la tenuta di sogni ed ambizioni ci sono – come sempre –  dubbi, incertezze e perplessità di ogni genere, cui spesso ci si scopre impreparati solo al momento del dunque. La domanda capitale, ciononostante, è la stessa per tutti: Come diventare giornalista professionista?

Come abbiamo avuto modo di apprezzare nel precedente articolo, tra pubblicisti e professionisti c’è di mezzo non solo un chiaro discrimine terminologico-concettuale, ma soprattutto un bel carico di fatiche aggiuntive.

La vetta del professionismo, si sa, è vetta ardita e dura e la scalata, se presa con sufficienza, può spesso riservare rovinosi scivoloni.

Occorrono spirito di sacrificio (tanto), abnegazione (altrettanta) e un lungo periodo di formazione e sperimentata esperienza, il quale – triste realtà – finisce spesso per fare lo scalpo anche ai propositi apparentemente più orgogliosi e sicuri.

Subito una puntualizzazione. Come per i pubblicisti, anche per i professionisti condizione necessaria all’esercizio dell’attività giornalistica è l’iscrizione all’apposito albo di categoria: l’Albo dei Professionisti (ce n’è uno allestito presso ogni Ordine Regionale).

Come diventare giornalista professionista: due i possibili percorsi

Scuole di Giornalismo. La strada più semplice sul versante “organizzativo”, ma certamente la meno vantaggiosa dal punto di vista della vile pecunia, è senza dubbio quella rappresentata dall’iscrizione ad una delle 12 Scuole di giornalismo attualmente riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti (scuole a numero chiuso, la cui frequentazione sostituisce a pieno titolo il praticantato classico, di cui parleremo più avanti).

Ventiquattro mesi di studio ed applicazione.(Leggi anche)

Esame di abilitazione professionale. Al termine del tirocinio, è di solito previsto uno stage presso una redazione affermata. Dopodiché si è ammessi alla prova di abilitazione professionale, che si tiene due volte l’anno a Roma. I promossi potranno iscriversi all’Albo dei professionisti.

Fondamentale, per l’iscrizione all’elenco, il possesso dei seguenti requisiti:

  • compimento del 21esimo anno di età;
  • l’esercizio continuativo della pratica giornalistica previa iscrizione nel registro dei praticanti per almeno 18 mesi, attestato da una dichiarazione di compiuta pratica del direttore, oppure titolo rilasciato da una delle scuole di giornalismo riconosciute in Italia che attesti il tirocinio dell’allievo per la durata di due anni;
  • il possesso dei requisiti di legge (cittadinanza, assenza di precedenti penali, attestazione di versamento della tassa di concessione governativa);
  • l’esito favorevole della prova di idoneità professionale di cui all’art. 32 l. 69/1963, consistente in una prova scritta e orale di tecnica e pratica del giornalismo integrata dalla conoscenza delle norme giuridiche che hanno attinenza con la materia del giornalismo (cfr. artt. 44 e seguenti dpr 115/1965).

L’esame abilitativo, sia per quelli che escono dalle scuole che dalla praticantato classico, si compone di due prove:

  • una prova scritta, della durata di 8 ore, consistente nella redazione della sintesi di un articolo tra quelli proposti dalla commissione per un massimo di 1.800 battute, nella risposta a questionari su temi di attualità e di cultura politico-economico-sociale concernenti l’esercizio della professione e, infine, nella redazione di un articolo della lunghezza massima di 2.700 battute su un argomento di attualità scelto dal candidato tra quelli proposti dalla commissione (Interni, Esteri, Economia, Cronaca, Sport, Cultura, Spettacolo).
  • una prova orale, consistente in  colloquio teso a valutare l’effettiva conoscenza, da parte del candidato, dei principi della deontologia giornalistica, delle norme giuridiche afferenti al giornalismo e delle tecniche e pratiche collegate all’esercizio della professione.

Eccovi un ricco elenco di testi utili consigliati dall’Ordine stesso:

Pratricantato

Parallela a questa via, per fortuna, ne corre un’altra, certamente la più battuta, lunga, travagliata e travagliante, ma non per questo meno formativa e professionalizzante della prima.

Parliamo del praticantato:18 mesi di tirocinio retribuito presso una qualsiasi delle tante testate giornalistiche regolarmente registrate, con annessa frequentazione di corsi di formazione o preparazione teorica (durata minima di 45 ore), tenuti anche a distanza e promossi dall’OdG Nazionale o dai diversi Ordini Regionali.

Condizio sine qua non per essere ammessi alla prova di abilitazione è l’iscrizione all’apposito registro, il Registro dei praticanti.

Cosa occorre per essere iscritti all’albo dei praticanti ce lo spiega il sito internet dell’Ordine dei giornalisti:

“Per iscriversi nel registro dei praticanti occorre documentare la pratica presso una testata giornalistica (anche on line) oppure frequentare una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”.

Requisiti di Studio

A fronte delle modifiche al testo della legge costitutiva dell’ordine, la famosa legge “Gonella” del ’63 (il titolo di studio richiesto allora era la licenza di scuola media superiore o titoli culturali, anche non scolastici, giudicati equipollenti dal Consiglio dell’Ordine), al professionista, colui cioè che esercita “in modo esclusivo e continuativo la professione”, vale a dire il professionista a tempo pieno, si richiede oggi, ai fini dell’iscrizione all’Albo dei professionisti, almeno una laura di primo livello (laurea triennale di qualsiasi area, preferibilmente in materie linguistiche e letterarie, sociali, economiche e scientifiche).

Il titolo di studio richiesto per svolgere l’attività di pubblicista è, invece, la licenza media. A differenza del professionista, non è prevista per il pubblicista alcuna prova di abilitazione professionale. Tuttavia alcuni consigli regionali (es. Lazioe Campania) possono richiedere agli aspiranti pubblicisti un breve colloquio informativo, teso ad accertare l’effettiva conoscenza dei rudimenti della deontologia professionale e dell’etica giornalistica. Colloquio che si tiene immediatamente prima dell’attesa consegna del tesserino.

Per saperne di più su come diventare giornalista professionista, vi invitiamo a consultare i seguenti dati relativi a come diventare giornalista professionista:

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