4G Smartphone: Il futuro della telefonia mobile

Redazione Controcampus 1 Febbraio 2013

La Rivoluzione dei 4G Smartphone: vedremo film, scaricheremo musica e immagini in un battito di ciglia.

In pochi secondi faremo ogni cosa e ci sembrerà di avere in tasca l’infinito, anzi l’adsl.

La smartphone – mania, infatti, strariperà, come un fiume in piena, e travolgerà un numero di consumatori sempre crescente; e difficilmente potrà essere arginata, perché il futuro, in realtà, è già scritto, e, d’ora in poi, sarà sempre più “mobile”, trendy ed a portata di click.

Il Mercato della telefonia mobile è in continua evoluzione socio-tecnologica. Cellulari e smartphone hanno conquistato circa il 90% della popolazione mondiale: si parla di 4,1 miliardi di utenti attivi. Siamo alle soglie di una nuova era. Un’era scalfita ed edulcorata dalla brama d’informazioni e di servizi mobili, veloci ed istantanei. All’orizzonte, quindi, c’è una nuova e sublime luce. Una luce, rivoluzionaria ed eterea: quella della Quarta Generazione, cioè dei 4G Smartphone.

Al fin di comprendere al meglio l’importanza dei 4G smartphone, abbiamo deciso di intervistare il Dott. Giuseppe Migliorino, Content Manager di iPhoneItalia – iPadItalia – SlideToMac, giornalista ed esperto iOS presso Stile TV.

Dott. Migliorino, potrebbe renderci edotti sull’importanza delle frequenze relative ai 4G smartphone? Che differenza c’è tra 3G e 4G?

 “Se da una parte i telefoni cellulari hanno ormai raggiunto una copertura pari al 90% della popolazione mondiale, c’è da ricordare un altro importantissimo dato reso noto solo alcune settimane fa: negli USA e, presto, anche in Europa, la quota di mercato degli smartphone (i cellulari intelligenti, piccoli computer tascabili) ha superato la soglia del 50%. Insomma, presto avremo più smartphone che semplici telefonini, e in questo quadro s’inserisce la rivoluzione 4G. Il 4G (o LTE) è un’evoluzione dello standard GSM, in quanto è in grado di offrire una velocità di trasferimento dei dati in download fino a 326,4 Mb/s e in upload fino a 86,5 Mb/s. Tradotto: la velocità massima raggiungibile in 4G è superiore a molte connessioni ADSL domestiche utilizzate in Italia. La sua importanza è strettamente collegata proprio alla crescente diffusione degli smartphone e dei tablet, strumenti che stanno pian piano sostituendo i PC nella vita ludica e lavorativa di tante persone: gli utenti chiedono sempre più dati, vogliono visualizzare filmati, scaricare allegati, inviare foto agli amici, condividere documenti e vogliono farlo senza rallentamenti di alcun tipo. Con la connessione 4G avremo l’ADSL (e anche di più…) in tasca”.

Secondo Lei, il Long Term Evolution (Lte 4G) è davvero in grado di mandare in pensione gli attuali smartphone, tablet e pc?

“E’ ancora presto per dirlo, anche perché la diffusione del 4G in Italia è ancora lontana dall’essere completa. I maggiori operatori nostrani hanno iniziato solo da poco a lavorare su questa tecnologia e nel 2013 la copertura raggiungerà al massimo una ventina di città. Tra queste, almeno per il momento, non viene menzionata Salerno. Proprio per tali motivi, almeno per i prossimi due anni, gli smartphone e i tablet non ancora compatibili con le reti 4G venderanno ancora bene, dato che gli utenti non sentiranno l’esigenza di attivare una connessione disponibile solo in poche aree del paese. Solo dal 2015 potremo parlare di diffusione completa di questa tecnologia e della necessità di mandare in pensione, allora sì, terminali non ancora collegabili in LTE”.

Ormai la rivoluzione mobile di quarta generazione, cioè quella relativa agli smartphone 4G, sembra essere alle porte. Uno studio condotto dalla Ericsson rivela che entro il 2017, l’85% della popolazione mondiale avrà accesso alla rete tramite connessioni 3G ed il 25%, invece, tramite reti 4G. Dunque, in futuro ci connetteremo ad internet soltanto con gli smartphone?

“In futuro la connessione mobile assumerà un ruolo sempre più importante, proprio grazie alla diffusione di smartphone e tablet dalle prestazioni simili a quelle di un PC. Dire, però, che ci collegheremo solo con questi dispositivi mobili è prematuro, anche se la strada intrapresa va proprio in questa direzione. Tra l’altro, le nuove tecnologie consentono di sfruttare uno smartphone come modem e di utilizzare la connessione mobile per navigare anche tramite un qualsiasi PC collegati via Bluetooth. Insomma, nei prossimi anni qualcosa sicuramente cambierà negli equilibri tra connessione domestica e connessione mobile”.

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La fame di tecnologie “smart” sembra davvero inarrestabile. I telefoni intelligenti vanno a ruba e le potenzialità di crescita sembrano essere tutt’altro che labili. Potrebbe parlarci delle nuove frontiere relative ai prodotti Apple?

“Apple ha praticamente cambiato e rivoluzionato il mondo degli smartphone nel 2007, quando presentò il suo primo iPhone. Stessa cosa è successa con i tablet: prima dell’iPad, siamo nel 2010, questi apparecchi erano praticamente sconosciuti mentre ora sono la nuova frontiera del mercato consumer. Già queste invenzioni possono essere considerate le due frontiere che hanno aperto la strada verso il futuro degli apparecchi mobile, ed ora Apple sembra volersi concentrare più su altri mercati da cambiare radicalmente, come quello delle TV o come quello, emergente, degli smartwatch. Ma questi, per ora, sono solo rumor. Parlando di cose concrete, non dimentichiamo altri prodotti Apple in grado di cambiare la vita lavorativa e personale di ogni utente, come iCloud o come l’assistente virtuale Siri, una segretaria sempre presente sui nostri iPhone e iPad con la quale poter interagire semplicemente parlando. Di sicuro, l’azienda lavorerà molto su tali software nei prossimi anni, proprio per migliorarli e offrire nuovi servizi ai propri utenti”.

Lei è Content Manager del più importante Blog italiano dedicato all’Apple. Ma è vero che l’iPhone 6 ci riconoscerà dall’impronta digitale? Quali sono le scommesse del futuro?

“Quando si parla di futuri prodotti Apple è meglio… non parlarne! Questo perché la società di Cupertino ha fatto della segretezza una delle sue armi vincenti, malgrado nel 2012 molti avevano già previsto il design dell’iPhone 5. Ma quella è stata un’eccezione: di solito, nulla trapela dalle stanze segrete degli ingegneri Apple e per questo è impossibile dire quali saranno le novità del prossimo iPhone. Alcuni hanno parlato di una possibile nuova tecnologia, cioè un sensore di impronte digitali in grado di rilevare i polpastrelli del legittimo proprietario e, solo a quel punto, attivare l’iPhone. Ma, ripeto, sono solo voci che non hanno avuto alcuna conferma ufficiale. Scommesse per il futuro? Sicuramente continuare sulla strada della soddisfazione del cliente, offrendo un sistema operativo semplice da utilizzare, ma ricco di funzioni avanzate, e dotato di una sicurezza e di una protezione da virus che la concorrenza non è ancora in grado di offrire. Si parla poi di un possibile iPhone “economico”, che Apple potrebbe lanciare entro la prossima estate nei mercati emergenti, come quelli dell’India o del Sud America, allo scopo di conquistare nuovi utenti”.

Capitolo Università. Nel 2010 ha partecipato ad un’importantissima conferenza nazionale dedicata al mondo degli sviluppatori di videogames, che si è tenuta a Roma presso l’Università Luiss “Guido Carli”. Secondo Lei, come saranno i videogiochi del futuro? 

“I videogiochi del futuro saranno di due tipi: sempre più mobile e sempre più freemium. Nel primo caso, proprio grazie all’evoluzione di smartphone e tablet, già oggi è possibile installare giochi che nulla hanno da invidiare a console classiche come la PSP o il Nintendo DS. Inoltre, l’App Store di Apple ha rivoluzionato il modo di acquistare i giochi: non più supporti fisici come cartucce o dischi, ma titoli da acquistare e scaricare direttamente dal dispositivo. Con queste importanti novità, le console portatili sono destinate a cedere il passo ai nuovi dispositivi mobile. Resteranno in auge, per una serie di motivi, solo le console domestiche come Xbox e PlayStation. I videogame saranno poi sempre più freemium: con questo termine si intendono quei giochi che vengono offerti gratuitamente agli utenti, ma che poi hanno al loro interno una serie di funzioni da sbloccare a pagamento. In questo modo, il giocatore può provare il videogame e giocarlo nella sua interezza, ma può pagare per avere potenziamenti, accesso rapido a quadri segreti o attivazione di altre funzioni altrimenti non utilizzabili”.

Differenze terminologiche tra Lte e dei 4G smartphone.

Il Long Term Evolution (Lte) è il futuro della telefonia mobile. Infatti, Lte è il successore delle tecnologie di seconda (GSM) e terza generazione (3G – UMTS). Un successore di tutto rispetto, capace, secondo gli esperti, di prestazioni a dir poco stupefacenti: 326,4 Mb/s e 86,4 Mb/s, che in parole povere significa poter scaricare un film in pochi secondi. 4G, invece, indica lo standard di telefonia mobile di quarta generazione.

I dei 4G smartphone, quindi, è un telefono in esecuzione su di un protocollo di rete particolare:

Lte.Secondo il Traffic and Market Report – On The Pulse of the Networked Society, entro il 2017 l’85% della popolazione mondiale avrà accesso ad una connessione a banda larga 3G, e il 25%, invece, fruirà delle reti 4G, edulcorate dalla banda ultra-larga. Per gli esperti della Ericsson, in pratica, assisteremo ad un vera e propria impennata delle connessioni via smartphone. Le previsioni sono davvero molto interessanti: si stima che, dal 2013 al 2017, il traffico dati in mobilità crescerà di 16 volte.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto