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Fondo Universitario. Il governo taglia sul fondo universitario, i rettori protestano. Ecco il rettore Compagno

Redazione Controcampus 9 Agosto 2013
R. C.
08/12/2021

Dal decreto del fare nuovi tagli ai fondi universitari FFO.



Dal decreto del fare nuovi tagli ai fondi universitari FFO. Tagli sul fondo universitario per la didattica la ricerca, per il diritto allo studio.

Il decreto prende piede ma i rettori dicono di no! La Crui si oppone fermamente al decreto del fare e alla manovra dei tagli sul fondo universitario e FFO.

Rettori

Rettori

Scatta inevitabilmente la protesta dei rettori rispetto ai tagli sul fondo universitario : i rettori si mobilitano per proteggere il diritto allo studio e alla ricerca.

Al fine di scendere nel merito della protesta delle università, esattamente sull’argomento tagli sul fondo universitario del decreto del fare, abbiamo sentito uno dei primi rettori italiani impegnati nella controffensiva del governo: il rettore Compagno dell’Università friulana di Udine

Rettore Compagno, è grande polemica in questi giorni intorno all’emendamento, approvato in commissione, che taglia del 20% la “quota premiale” del FFO, la parte del finanziamento statale destinata alle università più efficienti. Lei è stata una delle prime voci a levarsi contro il provvedimento sui tagli sul fondo universitario. Perché?

RettoreCompagno, Uniud

Rettore Compagno, Uniud

“Innanzitutto mi auguro che il Senato provveda (so che forse c’erano delle notizie positive in questo senso) a ripristinare almeno la situazione di partenza. Questo è stato un emendamento che dimostra la totale ignoranza dello stato di definanzimento nel quale si trova il sistema universitario nazionale. Premesso che il diritto allo studio a livello naturale deve raggiungere gli standard europei, questo non si può raggiungere sottraendo risorse da fondi risicatissimi come quelli che vengono destinati al funzionamento delle università.

Sotto questo punto di vista siamo sotto la media europea e se ci fosse una Maastricht delle Università i nostri atenei sarebbero abbondantemente fuori, cioè sotto la media. Quindi siamo definanziati, vittime di un sistema fortemente indebolito anche dalla stagione di riforme molto importanti a cui si sottraggono ulteriori finanziamenti e fondi universitari per finanziare un principio sacrosanto che è il diritto allo studio, a spese di un’Università già ampiamente de finanziata.”

La misura arriva dopo la pubblicazione delle «classifiche» dell’Anvur sugli atenei che hanno ottenuto la migliore performance e in parallelo con la notizia che la quota premiale per le università più «meritevoli» salirà dal 13,5 al 20%, circa 1,2 miliardi. Alla luce di ciò, quali sono gli effetti di questo spostamento sul fondo universitario dal merito al diritto allo studio?

Universitari

Universitari

“Un elemento positivo delle Legge Gelmini è stato quello della premialità del merito. Questo evidentemente ha attivato dei processi di qualità e di competizione tra università , nel confronto anche europeo,avviando appunto dei percorsi virtuosi. Per compensare i tagli sul fondo universitario molti atenei hanno lavorato per migliorare le performance rispetto alle quali venivano finanziati, come nel caso dell’Università di Udine di cui sono Rettore, che ad es. ha compensato parte dei tagli con i premi sui risultati.” – dice il rettore Rettore Compagno –

“Ora se la premialità, che è un elemento positivo in sé perché pone al centro il riconoscimento del merito, viene erosa e resa priva di significato, in quanto ci sono pochissime risorse, veniamo meno a questo principio di merito e di qualità al quale solo a voce il sistema politico si ispira. Gradualmente la quota premiale deve arrivare ad essere la parte preponderante rispetto alla base storica di finanziamento degli atenei che è una base evidentemente distorsiva. Il finanziamento su base storica è distorsivo di per sé e queste distorsioni sono giustamente perequate attraverso il calcolo delle premialità.” – continua il rettore Rettore Compagno – 

Protesta ricercatori precari

Protesta ricercatori precari

“Quindi questo è un percorso da perseguire con grande forza per il nostro sistema universitario nazionale. Le risorse per il diritto allo studio devono essere trovate ma non sottraendole ad un’università che è già sul lastrico. Il principio del diritto allo studio va salvaguardato in Italia. Su questo evidentemente salvo il principio, ma condanno fermamente il meccanismo attraverso il quale il principio viene affermato, cioè uno spostamento di risorse dall’università al diritto allo studio. No. Le risorse per il diritto allo studio devono uscire da altre fonti, perché l’università è già de finanziata così com’è e d è già ai minimi per una competizione europea vera”

Gli atenei italiani si trovano da anni a fare i conti con un grave sottofinanziamento statale. Che importanza ha il principio del finanziamento su base “valutativa” per la sopravvivenza e la competitività dell’università italiana a livello europeo? È possibile immaginare soluzioni che prevedano fondi universitari specifici e additivi per la causa dei capaci e meritevoli che non intacchino il FFO?

“È sicuramente possibile. Mi sembra che questo governo stia tentando di applicare una politica di rigore della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica dai quali mi auguro emergeranno risorse abbondanti per affermare il diritto allo studio e trovare nuove opportunità per i nostri giovani. Il finanziamento in base ai risultati spinge le università a lavorare meglio, ad utilizzare meglio le risorse, ad affermare il principio dell’autonomia responsabile perché è da come ti comporti, da quali risultati consegui che derivano i finanziamenti e si responsabilizzano gli organi di governo delle università nei confronti dei risultati. Questo è un meccanismo cruciale per affermare l’autonomia responsabile dei nostri atenei. Questa autonomia responsabile delle università, laddove c’era un finanziamento su base storica, non necessariamente emergeva, anche se c’era sulla carta. Oggi se noi ancoriamo il finanziamento al risultato tutta la comunità universitaria con i suoi organi di governo deve responsabilizzarsi ed essere maggiormente attenta ad una programmazione su attività e risultati. Questo attiva dei comportamenti virtuosi, di qualità scientifica, didattica, dei servizi erogati che ci pone in condizione di svolgere meglio il nostro ruolo all’interno e di compete meglio a livello comunitario.”

Tra gli insorti sulla questione tagli sul fondo universitario universitari ovviamente ci sono anche gli studenti. A dispetto della tanto sbandierata VQR, i servizi agli studenti appaiono ad oggi sempre meno garantiti. Il suo giudizio?

Protesta Studenti

Protesta Studenti

“I ragazzi devono volere un’università di qualità nel loro paese, questa è la prima condizione e la prima garanzia per un diritto allo studio serio. Diritto allo studio che deve trovare fonti diverse, quindi diritto alla mobilità, capaci, meritevoli e privi di mezzi devono essere aiutati. Insomma l’Università deve tornare ad essere una fonte di ascensione sociale, di riconoscimento del merito, di valorizzazione di talenti, ma dentro un contenitore di qualità. Se non lo priviamo di risorse, torniamo inevitabilmente indietro. Non bisogna mortificare gli sforzi che gli studenti e le comunità universitarie hanno fatto e fanno tuttora applicando la riforma, riproponendo la propria programmazione sulla base dei risultati, avviando una serie di comportamenti virtuosi che hanno visto l’università, il primo comparto della Pubblica Amministrazione ad essere valutato e finanziato, quindi possiamo essere degli esempi. Si è appena chiuso il grande esercizio di valutazione della ricerca dell’Anvur, che ci testimonia questo dato. Allora viene da chiedersi: vogliamo tornare indietro o vogliamo rilanciare le premialità e il merito? Tagliare e spostare le risorse all’Università per finanziare il diritto allo studio è vergognoso per tutto il sistema paese.”

Nell’incontro avuto lo scorso 20 giugno con il Ministro Carrozza, il Presidente Mancini ha affermato che “E’ fondamentale che l’Università sia accompagnata verso un nuovo assetto” in vista di “un’Università né malata né denigrata”. Quali sono secondo lei le questioni più urgenti di cui il Decreto del Fare deve tenere conto oltre alla questione sul fondo universitario FFO?

Tagli all'Università

Tagli all’Università

“Mi sembra che la Ministra Carrozza abbia dato dei segnali chiari di centralità dell’università per la crescita e lo sviluppo sociale ed economico-culturale del Paese, dal quale non si può prescindere. Questi segnali e questo impegno ovviamente devono portare a dei risultati e i risultati sono finanziamento all’università in base a qualità e merito e, soprattutto, semplificazione della macchina organizzativa universitaria.  Siamo sommersi da decreti attuativi della riforma  e circolari e questo evidentemente condiziona i processi organizzativi in peggio. È sempre più necessario semplificare, de materializzare e andare a valutare ex post quello che fanno le università, non controllare i processi attraverso decreti e circolari inutili. Insomma finanziamenti, liberalizzazioni, semplificazioni e controllo dei risultati ex post, rigido e chiaro e solo a quel punto si decide chi viene premiato e chi, invece, penalizzato. Liberata, quindi, da lacci e lacciuoli la nostra università, finanziatela e poi andate a controllare i risultati. I risultati attiveranno dei premi e delle sanzioni, e queste sanzioni vengano finalmente applicate com’è giusto che sia. È difficile dire su quali capitoli di spesalo Stato potrebbe attingere per il finanziamento al diritto allo studio e all’Università.” – dice il rettore compagno –

“Io credo che la politica di razionalizzazione e rigore della spesa pubblica possa essere urgentemente fatta con connesse riduzioni dei costi della politica cosicché tutto questo risparmio della burocrazia statale possa essere investito nel futuro del nostro Paese. Questo significa investimenti nella ricerca scientifica, nell’alta formazione, nei giovani, nella politica dell’innovazione senza intaccare i centri vitali della nostra università. I contadini anche nelle più grandi carestie risparmiano su tutto ma non sulla semina. La semina crea futuro. Se noi, in questi anni drammatici per l’università italiana e per tutto il sistema paese, continuiamo a privare il contadino della semina evidentemente andiamo verso il precipizio.” – conclude il rettore –

In Collaborazione con Matteo Napoli

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto