• Google+
  • Commenta
27 novembre 2013

Grande Fratello 2014: come partecipare e vincere il Grande Fratello

Gabriele Belli

“Il Grande Fratello è una macchina (quasi) perfetta per fare audience sfruttando gli istinti ancestrali (direi primordiali) dei partecipanti e di conseguenza dei telespettatori. Un dichiarato esperimento psicologico di manipolazione, vedete voi che esperienza può essere. Sicuramente interessante, ma non priva di effetti collaterali”. Gabriele Dario Belli

Grande Fratello 2014: tra qualche settimana andrà in scena la puntata d’esordio della tredicesima edizione italiana del Grande Fratello. I fan del fortunato programma televisivo attendono con impazienza di conoscere i volti dei concorrenti che varcheranno la leggendaria porta rossa.

Ideata nel 1997 dall’olandese John De Mol, genio dei mass media e creatore della Endemol, il Grande Fratello è senza ombra di dubbio una delle trasmissioni più rivoluzionarie della televisione mondiale. Un esperimento psicologico che ha il pregio di concedere ai telespettatori la possibilità di sbirciare, scandagliare e giudicare le reazioni emotive dei coraggiosi ed estroversi concorrenti, costretti a vivere da reclusi in una casa presidiata ventiquattro ore su ventiquattro dalle telecamere.

Come Partecipare al GF. La tredicesima edizione italiana del Grande Fratello sarà condotta ancora una volta da Alessia Marcuzzi ed andrà in onda su Canale 5 a partire da gennaio. Continuano imperterriti, intanto, gli open casting indetti dagli autori della ormai storica capostipite dei reality show. Lo scorso 23 novembre, ad esempio, tantissimi aspiranti inquilini, spinti da inesorabile verve e brama di successo, si sono sottoposti ai provini presso l’Hotel Ibis Milano Centro, situato in Via Camillo Finocchiaro Aprile, a pochi passi dalla suggestiva Piazza della Repubblica.

Come vincere la tredicesima edizione del Grande Fratello, il così detto Big Brother. Il Grande Fratello è un reality caratterizzato da afflati d’impronta sociologica tutt’altro che irrisori. Dopo aver varcato la soglia dell’edificio ubicato all’interno di Cinecittà, fulcro dell’industria cinematografica europea, i concorrenti dovranno convivere con l’idea di esser spiati, analizzati, giudicati ed alla fine eliminati da un gioco “catodico” corredato di strategie, lotte psicologiche, sorrisi, amori, indiscrezioni e adattamenti darwiniani.

Il retaggio storico del game ci rende edotti in merito ad alcune emblematiche caratteristiche relative ai profili psicologici dei vincitori. Riavvolgendo il nastro delle passate edizioni, infatti, risulta non del tutto inverosimile scorgere l’esistenza di una peculiarità caratteriale, di un leitmotiv comportamentale, capace d’indurre il concorrente alla vittoria: la sincerità. Per vincere il Grande Fratello, dunque, è necessario essere sinceri con se stessi, con i coinquilini e con il pubblico. Ma è importante anche saper stare al gioco, non prendersi troppo sul serio e mettersi sempre a disposizione degli altri.

Il Grande Fratello: un esperimento scientifico. Qualche mese fa, nel corso di un’intervista, De Mol ha avuto il pregio di raccontare alcuni retroscena relativi al programma di punta della sua Endemol, svelandone, in maniera a dir poco minuziosa, le reali origini. L’ideologia di fondo del Grande Fratello, ha spiegato De Mol, trae origine da un esperimento scientifico, denominato Biosfera 2, finalizzato alla creazione ed allo studio degli organismi di un ecosistema artificiale.

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito al Grande Fratello ed al mondo dello spettacolo, abbiamo deciso d’intervistare Gabriele Dario Belli, uno dei protagonisti della decima edizione della trasmissione televisiva targata Endemol.

Gabriele Belli è stato uno dei personaggi più amati della decima edizione del Grande Fratello. Un personaggio che per molti anni si è sentito prigioniero in un corpo che non ammetteva sguardi indiscreti. Ma alla fine è riuscito a sconfiggere i suoi timori, andando ad abitare nella casa più famosa e spiata d’Italia, e soprattutto a realizzare il desiderio di diventare uomo.

Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito all’utilità ed alle conseguenze relative alla notorietà? Che cosa vuol dire diventare famosi in Italia? Ci parli dell’esperienza nella casa del Grande Fratello.

“Cominciamo con il dire che la notorietà, soprattutto quella generata dai reality e simili non ha nulla a che vedere con il talento, la bravura, la preparazione. Anzi se ragioniamo in termini di utilità, per chi ha veramente dei numeri, raramente diventa un trampolino di lancio, anzi rischia di essere un grosso freno e di far perdere di vista la crescita personale per emergere davvero nel cinema o nella televisione. Lo aveva capito bene il povero Pietro Taricone. Questo tipo di notorietà è come la luce per le falene, un mero richiamo dell’ego che porta solo a scottarsi. Tra l’altro si pensa spesso che chi va in televisione diventa ben presto ricco ed entra a far parte di una specie di mondo parallelo dove tutto è permesso. Viviamo ancora nel ricordo di un certo tipo di informazione divulgata ad hoc negli anni scorsi, dove l’illusione di diventare velocemente VIP senza arte né parte, ha soppiantato la concretezza e il buon senso di studiare, impegnarsi, formarsi per seguire le proprie inclinazioni artistiche. In Italia diventare famosi vuol dire non sapere assolutamente chi si è, cosa si sa fare, e sopratutto dove si sta andando. Ancora oggi, che qualche “fuga di notizie” c’è stata, la convinzione di arricchirsi e “cambiare la propria vita” partecipando ai reality o a certi talk show è molto difficile da abbattere. La verità non piace, e a fronte di qualche rarissimo esempio di veloci quanto brevi fortune, abbiamo migliaia di giovani e meno giovani che ogni anno si lanciano in questa mattanza delle coscienze, senza immaginare che forse, la vera fortuna è rimanere fuori da un meccanismo che può diventare molto crudele.

Io ho partecipato con in testa e nel cuore un ideale: abbattere un pregiudizio verso la definizione di persona transessuale e dimostrare che un uomo e una donna sono tali al di là della classificazione biologica di “maschio” e “femmina”. Partecipare al Grande Fratello mi ha dato la visibilità utile per far sì che chi avesse orecchie per intendere, intendesse, tutto qui.

Il Grande Fratello è una macchina (quasi) perfetta per fare audience sfruttando gli istinti ancestrali (direi primordiali) dei partecipanti e di conseguenza dei telespettatori. Un dichiarato esperimento psicologico di manipolazione, vedete voi che esperienza può essere. Sicuramente interessante, ma non priva di effetti collaterali”.

Gabriele, Lei ha molteplici interessi ed attività. E’ un esperto di psicologia umanistica, gestaltica, bioenergetica e quantistica. Tra l’altro, ha avuto il pregio di creare una nuova filosofia, un nuovo concetto di “energia del genere”. Potrebbe parlarci dell’EnerGender? 

“La transizione si può vivere in due modi: come semplice ma non meno sofferto adeguamento fisico al proprio percepito affrontando con tenacia e determinazione l’iter previsto dalla Legge 164/82, fermandosi però al solo “contenitore”, ovvero il corpo: adeguarsi fisicamente, socialmente, tenendo  però dentro di sé questa esperienza  molto spesso come un dolore non compreso, non risolto,  e rischiando quindi di ritrovarsi comunque sempre “incompleti”, bisognosi di una qualche rassicurazione esterna o al contrario incapaci di vivere la propria vita al di là della transizione e quindi chiudersi a qualunque confronto; oppure si può fare un “lavoro” più profondo su se stessi, sul significato di quello che si è vissuto e che diventa poi fonte di inesauribile ispirazione, scoperta per ognuno di noi.

EnerGender è la visione di un Uomo Transessuale che crede nell’impegno di avvalersi dell’Energia Umana per sviluppare la massima capacità di auto espressione creativa, nasce dal confronto “energetico” tra il maschile e il femminile che c’è in ognuno di noi, concetto già ampiamente riconosciuto, e che ho codificato come una combinazione fluida per bilanciare la propria vita.

E’ un  richiamo alla comprensione di ciò che siamo, sentiamo e desideriamo, riformulando la realtà e stabilendo una relazione tra uguaglianza e individualità approfondendo l’idea di sviluppo armonico come base per l’impossibilità alla discriminazione. Considero il corpo uno strumento che, se ascoltato al di là della mera forma fisica, può vibrare nella maniera più perfetta e regalarci sensazioni inimmaginabili. I seminari che propongo sono un viaggio esperienziale attraverso il potenziale elettrico/cerebrale/maschile e quello magnetico/cardiaco/femminile per rielaborare completamente la propria realtà e…. liberare se stessi”.

Com’è il mondo dello spettacolo? Quali consigli darebbe ad un giovane che desidera entrare nella casa del Grande Fratello o ancora di più far parte del mondo dello show business?

“Il mondo dello spettacolo è uno dei più difficili per l’alta percentuale di trappole illusorie messe apposta da chi “divora” letteralmente  i sogni altrui.

Un consiglio?  Studia, preparati, allenati, sii pronto a lottare ma  non permettere a nessuno di cambiarti, e sopratutto non perdere la dignità dietro l’illusione di un compenso di qualunque tipo.

Oggi ci sono talmente tante offerte di persone disposte a tutto…. che la dignità non ha neanche più un valore di scambio, quindi giocarsela per nulla è davvero inutile”. 

Secondo Andy Warhol in futuro ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di notorietà. Non crede che i social network stiano, seppur in maniera embrionale, ipostatizzando la profezia del genio americano?

“Certo, è già così. Il futuro si sta già concretizzando in maniera esponenziale; il problema è che più tutti saranno noti per quei quindici minuti, meno saranno ricordati se non sapranno distinguersi. E’ la qualità del messaggio che si lancia, la sua efficacia, a fare la differenza. E dalla sua efficacia dipendono i 15 minuti successivi e poi quelli dopo e dopo ancora, perché se saranno solo 15 minuti, per qualcuno sarà davvero una tragedia”.

Alcune correnti di pensiero sostengono che per diventare famosi si debba per forza scendere a compromessi di qualsiasi tipo o che sia necessaria una raccomandazione. Si tratta delle solite malelingue? Oppure c’è un fondo di verità?

“Per forza non si deve nulla, e la verità ha molte sfumature, ma chi ha chiaro quanto vale e dove può arrivare con le sue forze e le sue competenze arriverà a prescindere, statene certi”.

In collaborazione con Antonio Migliorino

Google+
© Riproduzione Riservata