Facoltà di ingegneria: quali sono le migliori e dove iscriversi

Redazione Controcampus 9 Maggio 2017

Informazioni e consigli sulle facoltà di ingegneria: quali sono le migliori in Italia, dove iscriversi e quale università scegliere, info sul test d’accesso e numero chiuso.

Classifica Università facoltà di ingegneria 2016-2017 Censis-Repubblica e intervista esclusiva alla Prof.ssa Anita Maria Tabacco del Politecnico di Torino.

Quella dell’ingegnere è una figura professionale particolarmente ricercata. Secondo un recente studio del CNI, infatti, in Italia il 75% dei laureati in ingegneria ha un lavoro. Fra questi, la maggior parte ha un’occupazione come dipendente in un’impresa. E la restante parte, invece, esercita la libera professione. Ma le competenze tecnico scientifiche degli ingegneri sono particolarmente richieste altresì nei settori industriale e terziario. Grazie anche alla repentina evoluzione tecnologica degli ultimi anni.

Le lauree più ambite sono quelle relative alle facoltà di ingegneria meccanica, civile ed elettronico-informatiche. Insomma, oggigiorno diventare ingegneri vuol dire entrare con successo e serenità nel mondo del lavoro.

Va detto che in linea di massima, l’ingegnere è un professionista eclettico, ossia dotato di molteplici competenze tecniche. E questa è senza dubbio una grande virtù. Una dote che li rende particolarmente appetibili alle aziende. Non a caso, di norma, il mondo del lavoro è alla costante ricerca di profili professionali poliedrici. Di giovani capaci, quindi, di giostrarsi su diversi fronti. E di sfruttare al meglio le proprie conoscenze matematico-scientifiche.

Facoltà di ingegneria: cosa si studia e a cosa serve, quali sono le migliori e dove iscriversi

Progettazione, gestione degli asset industriali, pianificazione, progettazione di opere edilizie, sviluppo di sistemi informatici e tanto altro. Sono queste, forse, alcune fra le principali attività svolte dai laureati in una facoltà di ingegneria.

Ovviamente, le mansioni variano a seconda del titolo di studio e della qualifica professionale. Bisogna dire che esistono molteplici corsi di studio offerti dalle facoltà ingegneristiche italiane. L’elenco è piuttosto lungo. Ma, in soldoni, le lauree principali sono quelle in ingegneria edile, informatica, meccanica, gestionale ed elettronica.

Va altresì detto che il Bel Paese annovera molteplici esempi positivi di dipartimenti di ingegneria in cui potersi iscrivere. Fra questi spicca, per qualità ed eccellenza universitaria, il Politecnico di Torino. Non a caso, il recentissimo Rapporto Anvur ne ha promosso tutti e 9 i corsi di studio con valutazione soddisfacente o pienamente positiva. Per l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, insomma, i dipartimenti di ingegneria del Politecnico di Torino sono all’avanguardia e, pertanto, meritevoli di accreditamento.

Anche quest’anno, come già accennato, è stata pubblicata la Grande Guida Università 2016-2017 curata da Censis-Repubblica. Quanto alle lauree triennali, bisogna dire che al primo posto della classifica dei corsi di laurea d’ngegneria, stilata dalla Grande Guida Censis-Repubblica (2016-2017), c’è l’Università di Modena e R. Emilia con 103,5 punti di media. Ottimi risultati anche per Trieste (102,5), Politecnico di Torino e Milano (99,5), che salgono sul podio.

Tra le lauree magistrali a ciclo unico relative alle facoltà di ingegneria edile e architettura, spiccano per eccellenza Ferrara (110,0), la Basilicata (96,0), Pavia (96,0) e Napoli II (96,0).

Consigli sulla facoltà di ingegneria del Prof.ssa Tabacco del Polito

Con l’intento di far luce sui pro e contro, e, dunque, sui pregi ma anche sugli aspetti più complessi dei corsi di studio offerti dalle facoltà di ingegneria, abbiamo contattato la Prof.ssa Anita Maria Tabacco, Vice Rettore per la Didattica nonché docente di Analisi Matematica del DISMA (Dipartimento di Scienze Matematiche Lagrange) al Politecnico di Torino.

Di norma, il primo ostacolo è rappresentato dal test d’accesso ad ingegneria. Ci spieghi!

“Il test di ammissione è sicuramente il primo ostacolo, e verte su matematica e fisica, ma anche su logica e comprensione verbale. Mira a valutare nel complesso le nozioni e le capacità acquisite da ciascun candidato nei precedenti tredici anni di studio. Negli ultimi cinque anni abbiamo raddoppiato il numero delle aspiranti matricole dei corsi di laurea triennali.

E abbiamo dovuto inserire per tutti i corsi il meccanismo del numero programmato. Anche per motivi logistici. Per farle un esempio, per i corsi d’ingegneria, l’anno scorso, a fronte di 4.500 posti previsti nei vari corsi di studio, abbiamo ricevuto 9.000 domande. Il numero programmato ci ha permesso di selezionare gli studenti tramite un test di ammissione erogato su piattaforma nostra – continua la Prof.ssa Anita Maria Tabacco -”.

Quali sono le possibilità occupazionali correlate alla laurea in ingegneria.

“Purtroppo bisogna dire che, di solito, la triennale è soltanto propedeutica alla magistrale. Cioè molti studenti preferiscono completare l’intero percorso universitario prima di cercare un impiego. Ma ci sono alcuni che scelgono di fermarsi alla triennale. Ciò vale ad esempio per i laureati in ingegneria informatica, che trovano subito impiego. Per noi è importante dare agli studenti una formazione trasversale”.

Il caso della facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino

Perchè scegliere la facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino?

“Una formazione che sia imperniata su fondamenti solidi. Proprio con l’intento di incentivare ancor di più le opportunità lavorative, noi dal 2018-2019 istituiremo un corso di laurea triennale professionalizzante, nell’ambito dell’ingegneria industriale. L’idea è quella di formare degli studenti che escano subito dopo la laurea triennale, senza la necessità di proseguire con la magistrale. Anche perché dal 2020, gli aspiranti periti e geometri non potranno iscriversi ai rispettivi ordini senza aver almeno conseguito un titolo triennale – conclude la Tabacco -”.

Prof.ssa Tabacco, è vero che i vostri studenti d’ingegneria hanno delle chance occupazionali superiori alla media nazionale?

“Nei giorni scorsi è stata pubblicata la valutazione dell’Anvur, a cui il nostro ateneo si è sottoposto in maniera volontaria. Devo dire, con orgoglio, che tutti i corsi di studio del Politecnico di Torino valutati hanno ottenuto risultati soddisfacenti o pienamente positive. Siamo davvero molto orgogliosi, anche perché abbiamo una valutazione di sistema estremamente positiva.

Abbiamo lavorato tantissimo, e i numeri ci hanno dato ragione. Non solo in termini di reclutamento, ma anche in termini di risultati della formazione. I nostri studenti hanno delle chance occupazionali, ad un anno o a cinque anni dal titolo, che sono di gran lunga superiori alla media nazionale per corsi omologhi. Ciò significa che la formazione offerta dal Politecnico di Torino è riconosciuta dalle aziende e dal mercato del lavoro – afferma la Prof.ssa Tabacco -”.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto