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24 Luglio 2019

Sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7: intenzioni di voto

Sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7
Sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7

Sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7

Ecco quali sono gli ultimi sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7 dopo la decisione del presidente del consiglio sulla TAV, del caso Bibbiano e di Di Maio sul doppio mandato.

Il sondaggio politico è stato effettuato da Swg per il tg di La7 ed esprime le intenzioni di voto degli italiani a oggi. I numeri premiano ancora la Lega di Matteo Salvini, primo partito con il 37,8%, alle spalle dalla Lega c’è il Pd al 21,5% e il M5S al 18,5%.

Rispetto alla settimana scorsa dobbiamo registrare la perdita di mezzo punto percentuale per il partito democratico e contemporaneamente anche il balzo del M5S, che conquista più di mezzo punto in una sola settimana. Il due partiti non erano così vicini da un paio di mesi. La distanza tra Pd e M5S nelle ultime settimane è sempre stata di circa 5 punti percentuali. Oggi però la forbice tra i due partiti che si contendono la seconda piazza si è ridotta a 3 punti.

Trend negativo per i partiti di centrodestra e per il partito +Europa. Risalgono invece i Verdi e la Sinistra, anche se soltanto rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%.

L’importate passo in avanti dei grillini sommato al leggero aumento dei consensi della Lega determinano un aumento di fiducia dei cittadini per l’attuale esecutivo, che oggi è al 56,3%. I governo giallo-verde ritorna a macinare consensi dopo un ultimo mese difficile, dove il gradimento per l’esecutivo ha toccato i minimi storici.

Sondaggi politici oggi 24 luglio 2019 SWG LA7: chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi

Sondaggi politici partiti minori

Sondaggi politici partiti minori

Con riferimento ai sondaggi politici effettuati da Swg possiamo determinare chi vincerebbe le elezioni se si votasse oggi.

Rispetto al grafico se si votasse oggi le elezioni le vincerebbe la lega e quindi Matteo Salvini. I numeri continuano a dare ragione al partito del ministro dell’interno, oramai da diversi mesi in testa ai sondaggi politici e perennemente in crescita. Alle spalle della Lega troveremmo il Pd, secondo, braccato dal M5S, ad oggi sul gradino più basso del podio.

Con questi numeri il primo partito d’Italia potrebbe addirittura far cadere il governo e vincere , presentandosi come partito unico, le prossime elezioni.

La soglia del 40%, molta vicina al 37,8% di oggi, dovrebbe garantire la maggioranza in Parlamento per la Lega. Con questi numeri e sopratutto una volta raggiunta la “quota 40” il partito del Carroccio potrebbe candidarsi alle prossime elezioni da solo, senza far parte di nessuna coalizione, e sopratutto senza correre il rischio di ulteriori contratti di governo con altre forze politiche.

La tenuta dell’attuale esecutivo è nella mani del leader della Lega, che ha due possibilità: proseguire la legislatura con i grillini, con i costanti alti e bassi, o far cade il governo e magari vincere le prossime elezioni gareggiando da solo.

Il sondaggio politico dopo la scelta di Conte sulla Tav, sconto nel M5s

Nuove polemiche all’interno della maggioranza di governo, questa volta è la Tav a dividere il governo giallo-verde. Il leader leghista è favorevole all’opera mentre è contrario il suo alleato di governo Luigi di Maio.

Ad far aumentare ancora di più la tensione ci ha pensato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che questo pomeriggio alla Camera si è espresso favorevolmente alla realizzazione dell’opera con queste parole: “Non realizzarla (Tav) costerebbe più che completarla. In ogni occasione con i partner francesi e le istituzioni europee ho sempre sostenuto con chiarezza la volontà dell’Italia di ridiscutere l’opera, in attesa di un eventuale pronunciamento del Parlamento, il governo non potrà sottrarsi agli adempimenti necessari al proseguimento dell’iter (per la realizzazione dell’Alta Velocità).

Alle parole dei Premier i leghisti presenti in aula hanno applaudito. Ad opporsi alla linea del Presidente c’è Luigi di Maio, che al momento resta fermamente contrario all’alta velocità Torino-Lione,insieme ad altri esponenti del movimento.

Al Parlamento spetterà l’ultima parola sull’ennesima questione spinosa che fa litigare i due leader di governo. 

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