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31 Marzo 2020

Saturimetro da dito: a cosa serve, come funziona, quale scegliere

Saturimetro da dito
Saturimetro da dito

Saturimetro da dito

Ecco cos’è il saturimetro da dito: a cosa serve, come funziona, quale scegliere in farmacia e quanto costano i vari modelli disponibili chiamati anche pulsiossimetro od ossimetro.

Detto anche pulsiossimetro od ossimetro, si tratta di uno strumento utilissimo per tenere sotto controllo alcuni valori nel sangue. Quale saturimetro da usare sul dito è meglio scegliere, e in base a cosa? Ecco tutti i dettagli, quanto costa, come funziona e a cosa serve nello specifico.

Il pulsiossimetro, anche detto ossimetro, nasce grazie ad una tecnologia all’avanguardia creata dal giapponese Takuo Aoyagi nel 1974. La maggior parte dei modelli sono formati da una sonda che fa la vera e propria misurazione, e da un’unità che calcola e rende visibile il valore di riferimento. La sonda, che ha la forma di una pinza, di solito, va applicata sull’ultima parte del dito di un paziente, e, talvola, sul lobo dell’orecchio, per poi procedere alla misurazione.

Il saturimetro da dito serve, nello specifico, a controllare la saturazione dell’ossigeno nel sangue (detta anche emoglobina legata), la frequenza cardiaca e l’intensità del battito. E’ utilizzato, ovviamente, dai medici in ospedali e cliniche, ma c’è anche la versione portatile che può essere usato anche a casa. I pazienti che ne hanno più necessità sono sicuramente coloro che hanno difficoltà respiratorie, oppure sono tendenti ad averne, per mantenere sotto controllo i livelli di ossigeno nel sangue. Vediamo, dunque, come funziona il saturimetro da dita, quanto costa di preciso, a chi e a cosa serve.

Cos’è il saturimetro da dito: a cosa serve e come funziona il pulsiossimetro od ossimetro

Innanzitutto, vediamo, nello specifico, cos’è il saturimetro da dito a cosa serve e come funziona. Il meccanismo di funzionamento è veramente elementare. Come anticipato, è formato da una sonda, a forma di pinza, e da un’unità che serve a calcolare e rendere visibile il risultato. Il principio di funzionamento, tecnicamente, è quello della spettrofotometria. La sonda, ha dei diodi fotoemittenti che emettono dei fasci luminosi, da un lato, e un rilevatore dall’altro. I fasci luminosi passano attraverso il dito, lo attraversano e raggiungono il rilevatore. Nel percorso, alcune radiazioni sono assorbite dall’emoglobina e, a seconda, di quante e quali sono si calcola il valore. Nello specifico, si avrà il valore di saturazione dell’ossigeno, che sarà visualizzato sul monitor, insieme con il ritmo cardiaco, che dipende da vari fattori, come l’alimentazione.

Va specificato che la sonda va posta sempre in zone del corpo in cui vi è una circolazione superficiale, dunque, o all’estremità del dito o sul lobo dell’orecchio. Se il valore di saturazione dell’ossigeno è nella norma, la percentuale dovrebbe essere intorno al 95%. Se, per esempio, i valore è del 100%, si è di fronte ad un’anormalità, e, ipoteticamente, ad una condizione di iperventilazione. Al contrario, se la percentuale è troppo bassa, si è in presenza di ipossiemia. Questa è moderata, se i valori sono tra 91% e 94%, grave se vengono rilevate percentuali tra 86% e 90%, e ancora più grave, se scende sotto l’85%. Il pulsiossimetro od ossimetro è usato soprattutto per monitorare la respirazione di pazienti, durante visite specifiche o ricoveri, per valutare eventuali anomalie nel funzionamento delle vie aeree. Tra queste, la polmonite, l’asma bronchiale e la bronchite.

Migliori saturimetri portatili e il più economico pulsiossimetro od ossimetro

Quali sono, dunque, i migliori saturimetri portatili? Il più economico pulsiossimetro, detto anche ossimetro, è sicuramente quello del marchio Kungfuren. Costa solo 26 euro. E’ molto intuitivo perchè emette un segnale sonoro se la saturazione o il batitto cardiaco è troppo basso o troppo alto. E’ adatto per anziani, adulti, atleti, e bambini e ha un grande schermo OLED, molto chiaro. La misurazione è precisa, grazie ad un buon sensore che dà il risultato in pochi secondi. Anche quello firmato Wanning è ben fatto. E’ facile da usare ed ha un unico pulsante, così da non sbagliare. Si spegna automaticamente se non viene utilizzato dopo un minuto. E’ molto leggero e può essere portato comodamente in viaggio.

Uno dei migliori sul mercato, con buone recensioni, è Oxy 5, che, però, costa un po’ di più. Permette di rilevare saturazione, battito e perfusione dal dito del paziente (dito 8-16 mm). Affidabile e preciso, dà l’esito in pcohi istanti, e funziona con allarmi visivi ed acustici. Quello del marchio Homiee, è un altro buon prodotto, venduto su Amazon a 50 euro. Funziona molto bene e velocemente, e permette di ruotare lo schermo di 180°. Le letture sono esatte e il colore rosso a caratteri grandi è comodo da leggere, soprattutto per gli anziani. Nella confezione, c’è anche una cover in silicone e un laccetto. Il Gima 34266 è adatto soprattutto per i bambini. Funziona benissimo: è preciso, accurato e puntuale. Il prezzo è sugli 88 euro.

Quale saturimetro da dito scegliere e comprare: elenco e prezzi

Ecco l’elenco, con i prezzi, di vari saturimetro da dito da comprare, per scegliere bene:

  • Kungfuren: 26 euro.
  • Wanning: 23 euro.
  • Oxy 5: 56 euro.
  • Homiee: 50 euro.
  • Gima 34266: 88 euro.
  • Beurer PO 40: 57 euro.
  • KQW: 42 euro.
  • Jumper: 60 euro.
  • Beuer PO 80: 186 euro.
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