• Google+
  • Commenta
5 dicembre 2014

Pareri Esame Avvocato 2014: tracce e svolgimenti pareri Esame Avvocato

Tutto pronto per la tornata 2014 dell’Esame di avvocato. Le date da cerchiare sul calendario sono 16, 17 e 18 Dicembre 2014: Ecco tutte le news sui Pareri Esame Avvocato 2014-2015

Il 16, 17 e 18 Dicembre 2014 si terranno le attese prove scritte, ovvero prima prova scritta sulla parte civilistica, seconda prova scritta sulla parte penale e infine terza prova e l’atto giudiziario.

superate le quali (e concluse le operazioni di correzione delle Corti di appello) si procederà alla prova orale.

La scaletta del maxi-concorso sarà quella classica: il primo giorno, il 16, sarà la volta del parere motivato civile, cui seguiranno, il 17, la redazione del parere motivato penale e l’elaborazione, per molti “meno impegnativa”, dell’atto giudiziario il 18.

Ma come si struttura nel dettaglio l’Esame di abilitazione alla professione forense? Come approcciare le prove e come superarle? In cosa si sostanziano i pareri esame avvocato e l’atto giudiziario? Come redigere dei pareri esame avvocato “vincenti”? E quali sono, in un elaborato, le qualità che più facilmente possono incontrare l’apprezzamento delle commissioni giudicanti? E ancora, come organizzare utilmente la preparazione in vista della redazione dei pareri esame avvocato 2014? Scoprilo con Controcampus.it.!

Pareri Esame Avvocato 2014: in cosa consistono le prove e tracce

Anzitutto chiariamo sinteticamente la “struttura dell’Esame di stato, appuntamento delicatissimo, spesso oggetto di scuole di pensiero divergenti, in cui la necessità di riesumare le nozioni istituzionali dei manuali universitari si interseca con l’esigenza di superare l’astrattezza della teoria con applicazione logica, pragmatismo ed originalità.

Il D.M. 28.5.2003 n. 191, che lo disciplina, lo definisce “prova attitudinale per l’esercizio della professione di avvocato” e stabilisce che  “l’esame, da svolgersi in lingua italiana, si articola in due momenti sostanzialmente e cronologicamente distinti: una prova scritta ed una orale”.

La parte scritta si distribuisce su tre momenti, tre prove scritte da svolgere sui temi formulati dal Ministero della Giustizia in giorni consecutivi ed hanno durata di 7 ore ciascuna.

Le prove hanno per oggetto:

  • redazione di un parere motivato da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
  • redazione di un parere motivato da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
  • redazione di un atto giudiziario che verifichi conoscenze di diritto sostanziale e processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale dell’esame avvocato segue, invece, la correzione da parte delle Corti d’appello preposte e verte su non più di cinque materie scelte dal richiedente tra quelle indicate nel decreto di riconoscimento oltre che su ordinamento e deontologia professionale”. Durante il colloquio ogni candidato dovrà, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, trattare brevi questioni relative a 5 materie preventivamente scelte dal seguente elenco (almeno una deve essere di diritto processuale):

  • Diritto costituzionale
  • Diritto civile
  • Diritto commerciale
  • Diritto del lavoro
  • Diritto penale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto tributario
  • Diritto processuale civile
  • Diritto processuale penale
  • Diritto internazionale privato
  • Diritto ecclesiastico
  • Diritto comunitario

Per la valutazione di ciascuna delle suddette prove ogni commissario dispone di dieci punti di merito. Sono ammessi agli orali solo i candidati che abbiano riportato in ogni prova scritta una votazione minima complessiva pari a 30.

Come svolgere e superare i pareri esame avvocato 2014: consigli

Cominciamo, ovviamente, dai “famigerati” pareri (civile e penale), ovvero dalle prove che (notoriamente) più tengono in ambasce gli aspiranti avvocati. Più dell’atto giudiziario, che ha invece fama di essere la “meno complicata” delle tre.

Non dei semplici atti in cui si perorano le ragioni dell’assistito, assumendo monoliticamente le argomentazioni della controparte solo per contestarle, né delle fredde rassegne degli orientamenti giurisprudenziali esistenti, di cui riportare acriticamente le massime.

La redazione dei pareri esame avvocato, tanto in materia civile che penale, consiste nell’esposizione ragionata, solida nel complesso, ma scorrevole e fruibile nelle sue articolazioni strutturali della soluzione giuridica di un caso concreto.

Per lo svolgimento dei pareri esame avvocato, i candidati hanno facoltà di scegliere tra due tracce: una di parte generale e l’altra di parte  speciale. Nel primo caso, i pareri esame avvocato si concretizzeranno nello sforzo argomentativo di sostenere la tesi più favorevole all’ipotetico assistito, anche se minoritaria o risalente in giurisprudenza. Nel secondo caso, invece, si tratterà di redigere dei pareri esame avvocato “pro veritate”, forniti, cioè, non nell’interesse esclusivo del cliente, bensì nell’interesse equidistante della verità .

Come redigere brillantemente i pareri esame avvocato: scaletta

Per un “solido” sviluppo dei pareri esame avvocato, la possibilità di consultare i codici all’esame avvocato rappresenta, indiscutibilmente, un’eccezionale database nozionistico. Ma a decidere la validità di un elaborato è, anzitutto, la capacità del candidato di comprendere la ratio degli istituti da applicare alle tracce attraverso un percorso  personale, coerente ed ordinato. Nella produzione dei pareri esame avvocato, pertanto, è buona prassi darsi una scaletta chiara ed organica:

  • nella fase di studio della traccia, definiamo il fatto giuridico portante e gli elementi accessori che integrano il quadro.
  • si inizia così con una breve introduzione in cui si individuano le questioni principali da affrontare;
  • si “inquadrano” gli istituti rilevanti, facendo riferimento alla giurisprudenza esistente sull’argomento, descrivendo brevemente la disciplina e arrivando rapidamente alla questione principale;
  • sulla base dei codici, descrivere gli orientamenti giurisprudenzialie le relative tendenze dottrinali;
  • si approfondisce la parte “motivazionale”, in cui si illustra la risoluzione della questione.
  • si chiude con brevissima conclusione in cui il candidato rassegna le motivazioni nell’interesse del richiedente.

Pareri Esame Avvocato 2014.  In cosa consiste l’atto giudiziario, come svolgerlo e  superarlo

Veniamo ora a note più liete: la redazione dell’atto giudiziario. Qui il compito appare spesso più agevole rispetto alla stesura dei pareri esame avvocato. Durante i due anni di pratica forense, la maggior parte dei candidati avrà probabilmente compilato un atto di citazione o una comparsa di risposta o, comunque, riscontrato delle ricorsività giurisprudenziali divenute col tempo familiari, maturando, quindi, rispetto a queste attività un proprio “stile”. Un motivo in più per non concedersi “autolesionistici” cali di concentrazione. Anche nella stesura dell’atto giudiziario occorre, insomma, usare alcune cautele ed accorgimenti:

  • inquadrare opportunamente il fatto, sulla base della rappresentazione di esso fornita dal cliente;
    valutare le risultanze documentali ed istruttorie (deduzioni);
  • articolare una propria tesi conforme al diritto;
  • confutare l’eventuale tesi avversaria, sia in fatto che in diritto (controdeduzioni);
  • sintetizzare armonicamente la pretesa nelle conclusioni.
  • adottare uno stile chiaro, scorrevole, logicamente solido ed adeguatamente persuasivo.

Come approcciare (e vincere), allora, le naturali difficoltà riscontrabili nella redazione dei pareri esame avvocato? Esistono tecniche o accorgimenti che possono aiutare il candidato a produrre elaborati sufficientemente convincenti? Lo abbiamo chiesto all’Avv. Paolo Franceschetti, Direttore scientifico della rivista “Schede di giurisprudenza”, Codirettore della rivista “La pratica forense” edita da Maggioli; Coordinatore della collana “L’esame da avvocato”, Docente nei corsi Altalex per l’esame da avvocato e, recentemente, esperto di esoterismo, delitti contemporanei e massoneria per Mistero (Italia 1).

Avv. Franceschetti, il giorno 16 Dicembre comincia la tre giorni dell’Esame di avvocato 2014. Intanto l’ansia dei candidati si fa di ora in ora sempre più palpabile, specie rispetto alla redazione dei pareri esame avvocato. Quali sono, a Suo giudizio, le difficoltà più comunemente riscontrate nella produzione di pareri motivati ed atto giudiziario?

“Normalmente i pareri (civile e penale) non sono particolarmente difficili, giacché riguardano materie generali, quindi solitamente sono alla portata del candidato. Il problema semmai è un altro: la scarsa preparazione dei candidati perché all’università si studia poco e, soprattutto, non ci si abitua allo scritto, non ci si abitua a risolvere casistica. Si studia il manuale e si va all’esame con un po’ di concetti di teoria generale e basta. È quello il problema: dopo la laurea, la maggior parte dei candidati non studia, quindi l’esame sembra difficile perché non si ha una preparazione adeguata a quello che viene richiesto. In realtà i pareri sono assolutamente a livello di un qualsiasi praticante avvocato che meriti questo nome. Un aspirante candidato, che vuole aiutare le persone a risolvere casi giuridici ed assisterle legalmente, deve sapere determinate cose. Purtroppo l’università e il percorso di lavoro che ci fanno fare dopo non ci prepara opportunamente. Questo per dire che non è tutta colpa dei candidati, ma è colpa anche del sistema che non ci mette nelle condizioni.”

Un esame spesso contestato dai candidati, che ne lamentano l’eccessiva selettività e farraginosità fino a parlare di prova iniqua, di tritacarne, lotteria. Con esiti spesso emblematici, come la corsa ai cosiddetti paradisi dell’”esame facile” italiani e stranieri (Spagna docet9. Accuse fondate? Se sì, in che misura?

“L’esame tricolore è assolutamente iniquo, un vero terno al lotto, per due fattori patologici tipici un po’ di tutta l’amministrazione italiana: il primo problema è che non ci sono commissari adeguati, che abbiano la preparazione sufficiente per giudicare in molti casi. Questa è la prima grosso difficoltà. In molti nel loro percorso professionale non hanno, ad es., pubblicazioni, quasi la maggior parte, oppure se sono docenti universitari spesso insegnano materie diverse a quelle dell’esame, quindi sono docenti di altre materie, oppure sono avvocati che hanno fatto solo attività pratica e non attività di studio, di docenza ecc. Insomma il 90% dei commissari è spesso inidoneo a giudicare i candidati. Il secondo elemento patologico è l’alto numero di candidati per commissioni, che fa sì che in molti casi parte dei compiti non venga corretta e che i voti siano dati in modo arbitrario. Non in tutte le sedi chiaramente, ma nella maggior parte. Ricordiamoci ad es. lo scandalo di Catanzaro del 2001. Da docente, mi piacerebbe dire che più si studia più sono alte le possibilità di superare l’esame. Purtroppo invece data l’aleatorietà del nostro sistema, lo dico forse contro il mio stesso interesse,i compiti non sono sempre corretti in modo equilibrato ed imparziale. Poi non meravigliamoci se la gente fugge verso la Spagna o altrove. Il che mi sembra un fenomeno assolutamente naturale e normale, stanti cosi le cose.”

Come ci si prepara alla produzione dei pareri esame avvocato e dell’atto giudiziario?

“Bisognerebbe prepararsi adeguatamente oltre il manuale, quindi improntare la preparazione sia sui concetti generali sia sulla giurisprudenza per esercitarsi a ragionare e maneggiare i casi giuridici. Un percorso che spesso non fa nessuno. Prevedo, anzi, che per il prossimo anno, se non dovesse cambiare la legge, l’esame di avvocato, come avvenuto in questi 25 anni, continuerà a dare degli esiti pessimi relativamente alla preparazione dei candidati.”

Toto traccia 2014. Secondo Lei, è ipotizzabile che le tracce dei pareri esame avvocato possano essere attinte dall’attualità giuridica o quantomeno ispirate alla giurisprudenza più recente?

“Normalmente vengono selezionate tracce che sono tratte da sentenze relativamente recenti, che affrontano questioni di attualità e possono essere ispirate dalla cronaca giudiziaria più attuale, quindi senza sentenze oppure spiegabili attraverso la teoria generale del diritto. Per il 70/80% delle volte, comunque, la selezione ricade su questioni giuridiche controverse su cui si è prodotta una giurisprudenza spesso recente.”

Esistono tecniche o accorgimenti teorico-pratici per strutturare più efficacemente i pareri esame avvocato?

“Se vogliamo sintetizzare il candidato deve in prima battuta semplificare l’istituto giuridico rilevante, la problematica rilevante del caso, dopodiché porsi la questione se ci sono eventuali domande che la traccia sottende e che si dovranno articolare progressivamente, poi si svolge la parte centrale, in cui si spiega perché si propone una certa soluzione eventualmente supportata dalla giurisprudenza, che non necessariamente deve essere richiamata per esteso o virgolettata come fanno molti che vanno sulle massime giurisprudenziali tout court. Piuttosto la giurisprudenza va assunta come un supporto per rafforzare quello che è il proprio orientamento per arrivare in maniera fluida e scorrevole alle conclusioni. Conclusioni che, ovviamente, debbono riassumere senza troppe lungaggini il percorso così come lo abbiamo impostato, con opportuna chiarezza ed immediatezza”.

Quali sono le caratteristiche dei pareri esame avvocato solitamente più apprezzate in sede di correzione? L’originalità può essere un’alleata?

“Spesso purtroppo l’originalità non viene premiata come dovrebbe. Il giurista non deve essere per forza originale, deve, però, scrivere bene, in modo chiaro, esaustivo e convincente. Poi che sia originale, non è quello che si richiede in primissima battuta, ma si richiede, invece, chiarezza di idee e di esposizione, oltre ad un percorso giuridico che sia ferreo, a prova di critica”.

Di seguito una ricca rassegna di tracce dei pareri Esame avvocato (penale e civile) somministrate negli anni scorsi, tutte corredate da relativo svolgimento. Tracce e svolgimenti a cura della Redazione Controcampus.


© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy