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12 Dicembre 2018

Terza prova esame avvocato 2018: tracce e svolgimenti anni passati

Terza prova esame avvocato 2018
Terza prova esame avvocato 2018

Terza prova esame avvocato 2018

Indicazioni su come si svolge la terza prova esame avvocato 2018: come scrivere un atto giudiziario di diritto civile, penale e amministrativo, tracce e svolgimenti PDF anni passati

L’ultima tappa del percorso accademico e formativo di un aspirante giurista è l’esame avvocato per l’abilitazione alla professione forense.

Si tratta di una prova complessa e selettiva. Una prova che consente di far assurgere il candidato al rango di professionista. A patto che abbia conseguito una laurea in giurisprudenza e che abbia svolto due anni di tirocinio presso uno studio legale.

Le prove scritte dell’esame avvocato sono basate su tematiche formulate dal Ministero della Giustizia. La prima prova consiste nella redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due tematiche relative al diritto civile. La seconda prova è, invece, caratterizzata dall’elaborazione di un parere motivato di diritto penale.

Mentre la terza prova, che si terrà il 13 dicembre, è incentrata sulla redazione di un atto giudiziario. La sua elaborazione richiede conoscenze relative sia al diritto sostanziale (diritto civile, penale, amministrativo), sia al diritto processuale (procedura civile, penale, amministrativo). Nel redigere il parere all’esame avvocato, il candidato ha il compito di fornire validi consigli al suo cliente immaginario.

L’aspirante avvocato, dunque, deve focalizzare l’attenzione sui principali istituti giuridici estrapolabili dalla traccia. Ed, infine, proporre una valida soluzione del caso. Per redigere un atto giudiziario all’esame avvocato, invece, è necessario che il candidato abbia svolto i due anni di pratica. Questa prova, infatti, richiede adeguate conoscenze giuridiche, sia teoriche, sia pratiche. Il candidato, assunte le vesti dell’avvocato, è tenuto, da un lato, ad arguire dalla traccia quale sia l’atto giudiziario più idoneo. Dall’altro, ad attuare una vera e propria osmosi tra strumenti di diritto processuale e diritto sostanziale. Pertanto, la redazione dell’atto impone l’ottemperanza ad appositi schemi giuridici.

Terza prova esame avvocato 2018: atto civile, penale e amministrativo anni passati in PDF

Per esercitarsi è utile rivedere alcuni degli svolgimenti possibili delle tracce anni precedenti. La terza prova scritta dovrebbe essere la cartina di tornasole per verificare se il candidato abbia effettivamente svolto la pratica forense. Anche perché non c’è nessun sussidio che possa aiutare il candidato se non il codice di procedura civile, qualora, ad esempio, il candidato scelga di realizzare l’atto giudiziario di diritto civile. E’ quindi necessario aver svolto una buona pratica forense, ed aver avuto la possibilità di redigere, durante i due anni di praticantato, atti, citazioni, ricorsi ed istanze varie, in modo da saper articolare poi nel caso specifico, il tema oggetto della prova d’esame.

La terza prova esame avvocato è la più facile, ma solo a condizione che si sia fatta la pratica. Infatti, nei due anni di praticantato, capita di doversi confrontare con citazioni, comparse di costituzione, ricorsi per decreto ingiuntivo o per sequestro, ecc. Grazie ai due anni di pratica, dovrebbe aver compreso lo schema essenziale dell’atto giudiziario.

L’atto di citazione, ad esempio, ha uno schema ben preciso. Il suo contenuto variabile è rappresentato soltanto dalla descrizione della fattispecie giuridica e del caso di cui ci si occupa. L’altra parte dell’atto ha, invece, uno schema fisso: l’intestazione, l’esposizione dei motivi, le richieste istruttorie e le conclusioni da formulare. Quindi, anche per un semplice ricorso, sia esso effettuato per decreto ingiuntivo o per sequestro conservativo, si osservano i medesimi schemi logici. Pertanto, se il candidato avesse svolto una proficua pratica, non dovrebbe aver grandi problemi nella redazione di un atto giudiziario. Spesso, purtroppo, non tutti i candidati sostengono l’esame di avvocato con alle spalle una buona pratica. Ed in questo caso l’aspirante avvocato resta ancorato ad una preparazione prettamente teorica, che potrebbe esser sufficiente per la redazione dei pareri, ma non per l’atto giudiziario.

Consigli sulla terza prova esame avvocato 2018: come scrivere un atto

Dopo aver letto attentamente la traccia ed individuato l’atto più idoneo, il candidato deve elencare tutte le norme ed i principi ad esso correlati. Successivamente citare le massime giurisprudenziali di riferimento. Dopo aver redatto la parte introduttiva, è necessario indicare la natura dell’atto giudiziario da adottare, inserendo all’interno dello schema giuridico i dettagli relativi al quesito. Infine, l’aspirante avvocato, dopo aver completato lo schema della terza prova esame avvocato, deve formulare le richieste (da espletare a beneficio, o per conto, del cliente) e redigere, se necessario, le eventuali annotazioni (con riferimenti normativi).

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