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10 Dicembre 2018

Prima prova esame avvocato 2018: tracce e svolgimenti anni passati

Prima prova esame avvocato 2018
Prima prova esame avvocato 2018

Prima prova esame avvocato 2018

Consigli sulla prima prova esame avvocato 2018: tracce e svolgimenti dell’atto civile degli anni passati, prove scritte degli esami per l’esercizio della professione forense in PDF.

Alla vigilia dell’inizio ufficiale degli esami di avvocatura 2018, le aspiranti toghe iniziano a concentrarsi sulle possibili tracce da svolgere. I dubbi sono sempre tanti ed i tirocinanti cercano di sfruttare in maniera efficace le ultime ore a loro disposizione. Quindi si interrogano su quale possa essere il metodo migliore per poter superare lo scritto. Quali sono i consigli dell’ultimo minuto da tenere presenti? Come superare l’ esame avvocato 2018 e limitare al massimo gli errori?

La prima prova dell’esame avvocato 2018 è il parere di civile. Le possibilità di riuscire ad ottenere la sufficienza possono aumentare se si considerano i criteri di valutazione che la commissione applica agli elaborati redatti dai praticanti.

Infatti il bando illustra chiaramente come deve essere strutturato il parere, ad esempio. E quali sono le regole da seguire per poter conseguire l’ammissione. Durante le ore a disposizione per lo svolgimento della prima prova scritta, gli aspiranti avvocati dovranno cercare di puntare il tutto per tutto sulla loro preparazione e le capacità richieste per poter conseguire l’ammissione alla prova orale.

Il primo punto che deve essere soddisfatto è quello della chiarezza e logicità dell’esposizione. Come più volte ribadito, è inutile riempire il proprio lavorato con excursus poco attinenti alla traccia della prima prova. Bisogna essere sintetici ma chiari, esaustivi ma non prolissi. Il secondo punto è quello del rigore metodologico che consente quindi di risolvere il quesito esposto nella traccia in maniera immediata ed efficace. In questo modo si esporrà la propria capacità di riuscire ad applicare le norme al problema proposto. Infine ogni avvocato deve dimostrare di sapere persuadere per difendere o assistere il proprio cliente, ricorrendo alle tecniche tipiche della professione.

Prima prova esame avvocato 2018: tracce svolte parere civile degli anni passati in PDF

Ricordiamo che il regime transitorio del nuovo esame di abilitazione all’esercizio della professione forense è stato prorogato di altri 2 anni, passando così da 5 a 7 anni. Nella sessione dell’esame di avvocato 2018, sia in quella del 2019, i candidati potranno continuare ad utilizzare i codici commentati con la giurisprudenza. La novità, anticipata dal sottosegretario alla Giustizia Morrone, è ormai ufficiale: nella Gazzetta Ufficiale è stata infatti pubblicata la conferma con legge 21 settembre 2018 n. 108 di conversione del Decreto Milleproroghe (Decreto Legge 91/2018). La norma che prevede il rinvio riporta “All’articolo 49, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, la parola: “cinque” e’ sostituita dalla seguente: “sette”. Nulla cambia, quindi, rispetto agli anni precedenti, per i praticanti.

Uno dei metodi più diffusi per poter testare la propria preparazione è quello di esercitarsi con le prove svolte degli anni precedenti. La prima prova esame avvocato 2018 prevede la redazione di un parere, che è l’esposizione ragionata della soluzione giuridica di un caso concreto proposto nella traccia. Vi sono diverse tecniche di redazione del parere. Di seguito i consigli di due professionisti per lo svolgimento della prima prova esame avvocato 2018 dell’11 dicembre.

Consigli sulla prima prova esame avvocato 2018: come scrivere un parere

Lo Studio Legale Leone-Fell & Associati ha fornito alcune indicazioni sulla corretta redazione del parere civile dell’esame avvocato. In particolare, sulla scaletta da seguire per fornire una soluzione sufficiente e completa.

Come si scrive un parere? Quale schema bisogna seguire?

“Lo svolgimento del parere serve a dimostrare alla commissione che si è davvero pronti a esercitare la professione di avvocato. Per questo è preferibile fornire soluzioni e argomenti certi.  Meglio evitare di fornire non un tomo di 20 pagine di forbiti richiami a dottrina e giurisprudenza”.

“E’ certo che la commissione apprezzerà qualche approfondimento e richiamo a sostegno del parere. Ma di certo pretenderà chiarezza, semplicità espositiva e conclusioni utili per una soluzione concreta al problema sottoposto.”

“Se il parere non soddisfa queste esigenze, il rischio fallimento è sicuramente dietro l’angolo.  Ciò vale anche se si è riusciti a dimostrare la migliore delle preparazioni e ci si è cimentati in mirabolanti esercizi stilistici e ragionamenti giuridici.”

“Pur consapevoli che non esistono regole assolute e sempre valide è opportuno non scordarsi di:

  • Inquadrare e riassumere la fattispecie sottoposta dalla traccia;
  • Analizzare gli istituti e le norme rilevanti in relazione alla fattispecie concreta, con una loro semplice, ma al tempo stesso puntuale, spiegazione e inquadramento;
  • Citare le norme e le sentenze per fondare il parere e trasmettere alla Commissione la sicurezza che, quella presentata, non sia un’opinione soggettiva. Al contrario quest’ultima è la conseguenza di una razionale valutazione del problema concreto, alla luce delle norme applicabili e delle interpretazioni date da giudici e studiosi del diritto;
  • Fornire la soluzione”. – Conclude lo studio legale.
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