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11 aprile 2016

Nuovo esame avvocato e riforma forense: cosa cambia dal 2016

Ultime novità sul nuovo esame avvocato ed esercizio della professione forense: cosa cambia per avvocato e praticante dai prossimi esami 2016-2017, nuovo regolamento e riforma.

Tutte le novità sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n.81 del 7 aprile 2016, e con i decreti ministeriali n. 47 e 48, sono state fissate le nuove modalità con cui si disciplinerà la professione forense.

Ma cosa cambia con la nuova riforma dell’esame avvocato per il praticante e per chi esercita la professione?

Cosa succederà agli avvocati abilitati che non esercitano la professione?

Le nuove regole sono piuttosto rigide se paragonate alla libertà finora riconosciuta a quanti hanno sostenuto le prove scritte o si sono forgiati del titolo senza esercitare la professione, secondo quanto previsto ora dal Ministero di Giustizia.

Nuovo esame avvocato 2016-2017: cosa cambia per le prove scritte e orali – scarica regolamento

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I due decreti ministeriali introducono delle disposizioni volte ad accertare la pratica forense effettiva, nonchè disciplinano le nuove procedure per lo svolgimento dell’esame di avvocato.

In particolare il decreto n. 48 è costituito da 11 articoli che descrivono dettagliatamente le nuove regole cui devono attenersi i commissari d’esame delle corti d’appello e gli aspiranti avvocati. L’art. 3 disciplina la formulazione e consegna dei temi, che avverrà tra i 120 ed i 60 minuti prima della prova. Il Ministero invia tramite PEC le tracce, e solo i presidenti delle commissioni distrettuali potranno prenderne visione nella loro area riservata prima dell’ora stabilita per l’inizio della prova scritta. Il sistema è sicuro e protetto da un meccanismo di crittografia a chiavi asimmetriche.

Tra le modifiche apportate al nuovo esame avvocato c’è anche il monitoraggio dello spettro radioelettrico con schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei collegamenti wi-fi nelle aule dove si tengono gli esami. I candidati non potranno in nessun modo comunicare con l’ambiente esterno, ne ricevere suggerimenti e aiuti in nessun modo dall’esterno. Inoltre è fatto divieto assoluto per gli aspiranti avvocati introdurre in aula appunti, sistemi informatici, fogli non autorizzati o codici commentati non previsti dal nuovo regolamento.

Al nuovo esame per diventare avvocati anno 2016-2016 non saranno più ammessi codici commentati o altri testi.

Tra le novità del nuovo esame avvocato all’interno del decreto ministeriale che disciplina la riforma forense si legge: “I candidati possono portare per la prova esclusivamente testi di legge stampati e pubblicati a cura di un editore, ivi incluso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.  Il timbro di riconoscimento della commissione distrettuale, la data in cui e’ effettuato il controllo ed il visto di uno dei suoi componenti sono apposti sulla prima di copertina dei testi di legge ammessi.

Secondo le nuove regole dell’esame avvocato previste dalla riforma forense, i candidati non possono parlare o collaborare tra loro, pensa l’esclusione stessa dagli esami.

Secondo quanto previsto dall’art 5, le correzioni dei compiti del nuovo esame avvocato devono avvenire i un tempo massimo di 6 mesi dalla data in cui sono state svolte le prove scritte, e nel caso in cui un compito risulti copiato da un altro o da altra fonte esterna, questo verrà immediatamente annullato.

Per gli ammessi alla prova orale è previsto lo svolgimento del colloquio in un tempo compreso tra i 45 ed i 60 minuti. La prova orale deve essere pubblica e le domande che i commissari potranno fare ai candidati saranno estratte attraverso modalità informatica tra quelle contenute in un apposito data base. I commissari possono fare liberamente delle domande di approfondimento, ma attenersi all’argomento stabilito dal sistema informatico.

Il Ministero di Giustizia ha quindi spiegato cosa cambia con il nuovo esame avvocato, e le novità per le aspiranti toghe sembrano favorire i criteri di giustizia e trasparenza. Superare la selezione potrebbe quindi risultare più difficile, ma le ultime novità potrebbero compromettere la carriera anche di chi ha già ottenuto  l’abilitazione alla pratica forense.

Requisiti del nuovo esame avvocato e dell’esercizio della professione

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Il decreto ministeriale n. 47, ossia il “Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione forense” entrerà in vigore il 22 aprile 2016. A partire da questa data il Consiglio dell’Ordine circondariale verificherà che gli avvocati iscritti all’Albo pratichino la professione forense in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente.

Le novità non sembrano interessare solo il nuovo esame avvocato, ma anche chi ha già ottenuto l’abilitazione dovrà dimostrare di essere in possesso di alcuni requisiti.

Per verificare l’esercizio continuativo della professione forense, ogni avvocato dovrà essere titolare della partita IVA o far parte di un’associazione o società con partita IVA.

Ciascun avvocato abilitato, in base alla nuova riforma forense, deve avere almeno un’utenza telefonica intestata destinati allo svolgimento dell’attività professionale esclusiva o in condivisione con altri colleghi; avere trattato almeno cinque affari all’anno.

Inoltre deve essere titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al consiglio dell’Ordine o avere in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione.

Tra le novità della riforma, nel caso non sussista l’esercizio continuativo della professione forense, è prevista cancellazione dall’Albo.


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