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Russia: Tagli all’istruzione

Redazione Controcampus 10 Agosto 2012
R. C.
29/11/2021

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una riorganizzazione delle università statali che porterà alla chiusura di alcune di queste.



Putin sostiene: “C’è necessità di identificare le università inefficienti entro l’anno corrente. Allo stesso tempo il programma di riorganizzazione, che comprende anche la fusione con università più forti, dovrebbe essere sviluppato e approvato entro il maggio del 2013.

L’implementazione di questi piani all’interno del disegno di legge sull’Istruzione sono avvenuti il 7 agosto 2012, anche se non c’è stato alcun riscontro mediatico dalla Russia, nei giorni passati , ad eccezione dell’eclatante caso di arresto e giudizio del gruppo PussyRiot.

La decisione è stata intrapresa dopo che sul Times Higher Education(THE), organo statistico che classifica ogni anno il valore delle università di tutto il mondo, è stata pubblicata la più recente classificazione.
Il metodo di classificazione del T.H.E. è basato su 13 elementi di valutazione che sono stati sinteticamente ridotti a 5 insiemi ( possono essere trovati QUI), i quali permettono di dare una visione di insieme a riguardo della crescita educazionale di ogni stato. Nel, così detto, “ranking” si individuano anche università italiane, tra le quali spicca al posto 25 l’Univesità di Milano – Bicocca ( vd. QUI – Inoltre due precedenti articoli pubblicati su Controcampus spiegano alcune particolarità di questo sistema di classificazione 2010 – 2012).

Phil Baty, esponente editore del Times Higher Education, ha dichiarato che la Russia ha sofferto di un’enorme fuga di cervelli ed è preoccupata che la sua comunità scolastico-universitaria sia isolata dal resto del mondo.

Proprio nel periodo di pubblicazione dei dati, il ministro Andrei Fursenko, in carica dal 2004, aveva denotato il calo di qualità nelle due istituzioni universitarie di punta della Russia:

  • la Lomonosov Moscow State University, che era stata posizionata al 33 posto l’anno passato è scivolata inspiegabilmente tra il 276-300 posto nel 2012.
  • la St. Petersburg State University, alla stessa maniera, dal 60 posto nel 2011 si è ritrovata al 361 nel 2012. Attualmente, andando a vedere la lista, si trova al 386, prima dell’Università del Salento e dopo il Politecnico di Torino.

Proprio per questo, era stata decisa un’analisi approfondita sul sistema scolastico russo anche se lo stesso ministro Fursenko, in un’intervista con l’agenzia di stampa Interfax, aveva aggiunto: ” In molti modi, i sistemi di valutazione sono uno strumento utile a creare competitività. Consciamente o inconsciamente sono influenti(N.d.A. sulle scelte).”

In questo maniera, il ministro dell’istruzione è andato poi a sottolineare le possibili motivazioni economiche che molto spesso possono distorcere i sistemi valutativi del britannico Western higher education institutes.

Il Primo Ministro Vladimir Putin si era già occupato della questione in un meeting con Fursenko, nel febbraio del 2011, assumendo la tesi che il W.h.e institutes usi di fatto uno strumento che vuole accrescere la competitività all’interno del mercato del lavoro. “Proprio per questo, noi dovremmo[…] sviluppare un nostro metodo oggettivo per determinare la qualità dell’istruzione che le nostre università forniscono.

Arriviamo ad oggi: Dimitry Livanov, il ministro dell’istruzione e della Scienza, dal maggio di quest’anno, annuncia che un’univesità su cinque sarà costretta a chiudere o, al meno, a venire accorpata, nell’ arco dei prossimi due o tre anni.

Nel frattempo, il governo ha già iniziato a prepare il suddetto accorpamento al disegno di legge, così come ordinato da Putin.
Secondo Livanov, questi piani porteranno ad eliminare un quinto delle università nazionali e a ridurre del 30-35% gli sportelli universitari. Secondo una stima in Russia sono presenti circa 600 università e oltre 1400 sportelli universitari.
Sono già partite molte critiche da parte di alcuni rappresentanti degli studenti nei confronti di Livanov che ha annunciato l’intenzione di ridurre della metà il numero di posti finanziati dallo Stato nelle università russe.
Il ministro dell’Istruzione sostiene però che l’identificazione delle università inefficienti, da un punto di vista formativo ma anche burocratico, dovrebbe essere basato su risultati derivanti da un effettivo monitoraggio delle loro attività, il quale sarà completo entro la fine di quest’anno.
Le attività di queste università saranno valutate in base a diversi criteri che includono la qualità delle procedure di ammissione, le attività di sviluppo e ricerca e la competitività dei laureati nel mercato del lavoro.
A compensare il tutto, all’inizio del prossimo anno, il ministro preparerà una proposta di ottimizzazione del network tra le università nazionali.
Teoricamente la chiusura sistematica delle università ritenute inefficienti partirà nel biennio 2013/2014, in concomitanza con il consolidamento delle restanti per dare vita a nuovi e più potenti poli di ricerca.

Artyom Khromov, appartente al Russian Students’ Union, mette in guardia sulla fusione delle università, progetto da cui risulterebbero massivi licenziamenti di importanti figure professionali e guadagni derivanti dalla vendita di strutture/immobili per mano di organizzazioni commerciali.
Come proposta è molto controversa” – dice – ” Noi supportiamo la chiusura di strutture inefficienti, ma siamo preoccupati che questa ristrutturazione potrebbe venire strumentalizzata da alcune persone per ricavarne profitto. Il progetto di fusione dovrebbe essere messo in atto per il bene della Scienza, non per interessi finanziari.

Secondo Vladimir Rimsky, a capo del dipartimento di Sociologia – “Indem”, la decisione finale dipenderà dai rapporti tra le amministrazioni delle università e quelle persone a capo dell’organo statale che ha direttamente il compito di decidere per la chiusura e la riorganizzazione.
Quelle università che si sono relazionate male con lo Stato avranno alte possibilità di essere chiuse.” – L’effettiva collaborazione e appoggio da parte di alcuni dipartimenti nei confronti delle scelte politiche intraprese dallo Governo Russo, molte volte, può non risultare ovvio data la loro natura molto conservatrice e, quindi, limitativa.  Rimsky conclude -” Al contrario, quelle istituzioni che hanno saputo mantenere buoni rapporti continueranno ad operare sul territorio, anche se le loro performance accademiche fossero, di norma,basse.

Fonte Foto:www.modernrussia.com

 

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto