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4 settembre 2012

Circuiti illegali, corse clandestine e sfruttamento dei cavalli

Circuiti illegali e cavalli da corsa
Circuiti illegali e cavalli da corsa

Circuiti illegali e cavalli da corsa

Il mondo dei cavalli da corsa nelle corse clandestine e nei circuiti illegali.

Le tantissime sfaccettature del “mondo cavallo” hanno fatto emergere, oltre ai più classici aspetti ben ovvi al grande pubblico, anche ahimè tantissimi anfratti nei quali sono stati possibili far emergere fenomenologie macabre e oscure.

I vari atti di violenza e abusi nei confronti dei nostri amici cavalli, sono stati quindi la costante, delle svariate trattazioni precedenti, nelle quali i cardini erano il rispetto e il benessere.

Abbiamo quindi spaziato geograficamente e sportivamente in aree molto diverse tra loro, eterogenee per complessità ma accomunate da tratti non condivisibili dai veri amanti e sostenitori del cavallo nei suoi aspetti più morali. Tal peregrinazione oggi ci porta in Italia, in cui tra pali, corse clandestine e circuiti illegali.. il più delle volte la salute del quadrupede con coda e criniera viene messa a rischio.

Approfondendo oggi il discorso delle cosiddette corse clandestine nei circuiti illegali, il nostro costante istinto di approfondire la notizia ci porta nel centro-sud del nostro paese, nel quale è oggettivamente ovvio, come il fenomeno sia ben radicato e consolidato da tempo. Tale tipologia di “eventi” rientra nella complicata maglia di tutte quelle azioni illegali che associazioni malavitose attuano sul territorio, in particolare potremmo inserire il fenomeno della trattazione nel ramo delle Zoomafie. Tale business frutta capitali per circa 3 milioni di euro, e il dato risalente al 2011 non sembra andare in controtendenza alla grossa crisi economica che investe l’economia reale, coinvolgendo un vasto numero di scommettitori, addetti ai lavori, “scuderie” ecc…

Molto interessante notare l’iter d’arruolamento dei corridori, rintracciando a tal fine due sostanziali strade diverse. La prima è la banalmente ovvia produzione autoctona in fatiscenti strutture e circuiti illegali all’interno di quartieri popolari adibite a vere e proprie stalle (anche se il termine è azzardato in quanto sarebbe preferibile parlare di loculi stabulativi) nelle quali far sopravvivere al buoi e senza possibilità di movimento i poveri animali costretti ad una vita di segregazione e isolamento. La seconda strada invece si intreccia in una fitta rete di import da i più importanti ippodromi italiani, nei quali specifiche figure dall’alto valore professionale, rintracciano i migliori “fuoripista” (cavalli non più competitivi) per acquistarli ad un prezzo inferiore ed immetterli così nel circuito illegale. Attenzione perché parliamo di meccanismi ben collaudati ed oleati, nei quali la costante presenza delle forze dell’ordine, non sembra far arrestare l’ondata di un fenomeno così radicato ed esteso, a ragion veduta, su tutto il territorio.

Ciò che colpisce comunque è lo svolgimento delle corse, le quali non si svolgono nei circuiti illegali, ambienti particolarmente appartati o di difficile localizzazione, bensì in strade provinciali di pubblica fruizione, nelle quali il traffico momentaneo viene interrotto per dar vita a centinaia di scommettitori, cavalli, orde di scooter con clacson assordanti e quant’altro per passar inosservati. Inoltre non si capisce come il sostanziale passaparola non giunga all’altrettanto complessa trama di legalità delle forze dell’ordine, che come il più delle volte avviene, riescono solamente a bloccare qualche sporadica corsa, ma non tutto il complesso sistema.

Alla fine, comunque, resta solamente l’amarezza di un popolo che incentiva sostanzialmente (in quanto si ritiene che l’omertà sia paragonato a qualsiasi atto di complicità) tali pratiche contenenti le più svariate forme di illecito che vanno dal doping, alla violenza alla macellazione clandestina senza una vera rivoluzione culturale che cambi le sorti di una morale il più delle volte asservita e compiacente, e troppe poche volte degna di slanci intellettuali di alto valore. Trascendendo da tali tematiche ai quali i più avvezzi intellettuali potranno far ricorso, noi rivolgiamo il nostro pensiero ai tanti poveri cavali inseriti in tali giri malavitosi che corrono e corrono…. ma corrono per andare incontro alla morte!

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