• Google+
  • Commenta
10 Dicembre 2012

Consiglio di Stato chiarisce alcuni aspetti sull’esame avvocato

Il Consiglio di Stato chiarisce sugli aspetti dibattuti dell’esame avvocato. Aggiunge la sua opinione l’avvocato Fabio Moliterno del foro di Salerno.

Su questo esame sono tante le voci e le opinioni non proprio positive che circolano: commissioni estremamente rigorose durante le prove, difficoltà logistiche dovute al sovraffollamento delle aule, incertezze sull’effettiva correzione delle prove scritte.

Inoltre, la percentuale dei promossi negli ultimi anni è drasticamente diminuita.

Ora, sono i laureati della nostra generazione che presentano grosse lacune non solo tecniche (si parla anche di tanti e grossolani errori grammaticali) oppure le correzioni degli anni precedenti avvenivano un po’ “alla buona”?

Consiglio di Stato chiarisce sull’esame avvocato e sulla Riforma Forense

E parliamo proprio di questa riforma. Tra l’altro, un paio di settimane fa l’Avv. Moliterno ha partecipato al Congresso Nazionale Forense di Bari. Gli chiediamo quindi: è una riforma che soddisfa la vostra categoria?

L’Avv Moliterno non le manda certo a dire: “Uno dei temi più dibattuti è stato sicuramente quello relativo alla proposta di riforma forense, che era stata già approvata dal Parlamento e che dovrebbe essere discussa in Senato a breve. Una riforma che l’Avvocatura attende da circa 80 anni  (l’attuale  legge professionale è del 1933)  e che, a mio sommesso avviso, poteva e doveva essere migliorata. Quasi tutti i delegati presenti hanno avanzato forti perplessità, ho visto e sentito accogliere Ministri, Senatori e Deputati con sonori fischi, ma nonostante ciò, incredibilmente, al momento delle votazioni, la maggioranza dei Congressisti ha votato a favore di questa riforma. Ma la cosa che mi ha fatto più rabbia è stato ascoltare i commenti rilasciati alla stampa dai massimi esponenti dell’Avvocatura nazionale, i quali hanno affermato che si tratta di “una riforma per i giovani”. Eppure vi assicuro che non ho trovato un solo articolo a favore dei giovani, nè ho visto tra i circa 1250 delegati presenti a Bari altri giovani!”

Il Consiglio di Stato sull’esame Avvocato e facoltà di giurisprudenza 

Facciamo un passo indietro e parliamo della facoltà di Giurisprudenza, una facoltà che sembra sempre più lontana, non solo dal punto di vista didattico, dal mondo dell’Avvocatura: esami poco utili ai fini della formazione professionale, elevato numero di studenti – non essendo previsto il numero chiuso – poco interesse o disinteresse totale degli studenti su tematiche fondamentali che vanno al di là dei libri da studiare per l’esame da sostenere – e per questo al di fuori siamo giudicati come studenti “buoni soltanto a imparare le cose mnemonicamente, senza ragionare”. Come uscirne da tutto questo?

Sugli esami poco utili (per dirla con un eufemismo) rischiamo di far arrabbiare l’Avvocato: “Non tocchiamo l’argomento “esami inutili”, perchè rischierei di perdere la diplomazia necessaria in certe occasioni e di offendere alcuni “professori” che, non essendo in grado di fare gli avvocati, hanno dovuto ripiegare sull’insegnamento di materie universitarie la cui utilità è sconosciuta a loro stessi. …d’altronde “chi sa, fa, chi non sa, insegna! La facolta’ di Giurisprudenza, purtroppo, è sempre stata lontana dalla reale Avvocatura e dalle aule del tribunale. Eppure credo sia molto più facile e produttivo per uno studente imparare la Procedura Civile partecipando ad un’udienza, piuttosto che stando chiuso in camera ad imparare a memoria gli articoli di un codice che, di fatto, nei Palazzi di Giustizia, spesso non vengono nemmeno applicati. La colpa non è certo degli studenti. Occorrere dare maggiore spazio all’attività  pratica e ridurre quella mnemonica.”

Esame Avvocato e praticantato per il Consiglio di Stato

Ritornando all’Esame d’Avvocato forniamo un chiarimento che può essere molto utile per i candidati che sosterranno l’esame. Infatti, un’ordinanza del Consiglio di Stato del 27 novembre ha stabilito che all’esame di abilitazione alla professione forense pareri (quello civile il primo giorno e quello penale il secondo) e atti giudiziari non hanno lo stesso valore.

Nel parere, il candidato deve inserire tutte le tesi, anche quelle contrarie; nell’atto giudiziario bisogna evitare quelle sfavorevoli. Nel parere, in sostanza, l’avvocato deve prospettare il caso in tutte le sue sfaccettature, favorevoli e sfavorevoli, così da permettere al cliente di prendere una decisione con cognizione di causa. Nell’atto giudiziario, invece, l’avvocato deve sviluppare gli argomenti favorevoli e non indebolire la posizione del cliente.

Insomma, all’esame di abilitazione alla professione forense è richiesto ai candidati di vestire i panni di legali e strateghi.

Google+
© Riproduzione Riservata