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26 ottobre 2013

Esame Avvocato. Le agenzie e offerte per l’esame avvocato e abilitazione all’estero

Piattaforma per l'Esame avvocato all'estero

Le vie alternative all’esame avvocato e abilitazione in Italia rappresentano un business milionario che investe ogni anno aspiranti avvocati stufi di dover soggiacere a una selezione non proprio naturale.

Accordo professionisti

Accordo professionisti

Le stime parlano di abilitati che non superano il 30% dei candidati: il numero degli avvocati si aggira sui 234mila a cui vanno aggiunti 57mila praticanti. Ecco spiegato perché in tanti decidono di investire su percorsi alternativi: Spagna e Romania.

L’esame avvocato e l’abilitazione in Italia sono un problema? Con noi avvocati o rimborsati.

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Recitano così la gran parte delle pubblicità che, soprattutto in internet, promettono agli aspiranti avvocati di bypassare il lungo praticantato ed, insieme, la temutissima prova finale esame avvocato.

Come diventare avvocato all’estero:  agenzie e offerte

Slogan accattivanti, che propongono, dietro compensi oscillanti tra 5.000-10.000,00 euro, un “servizio completo” che va dallo svolgimento delle pratiche amministrative all’ammissione all’esame avvocato (consistente in una serie di quiz a risposta multipla, predisposti in lingua italiana e straniera). Alcuni promoter garantiscono addirittura che non sarà necessario mettere piede in Spagna o Romania. Neppure una volta. Diventare legale non è mai stato così facile, ripetono. Come a dire che, con qualche giorno trascorso in Romania, anche realizzare un sogno che per la maggior parte dei giovani avvocati italiani giunge dopo anni di sacrifici e spese sanguinose può essere tutt’altro che proibitivo.

Piattaforma per l'Esame avvocato all'estero

Piattaforma per l’Esame avvocato all’estero

Sembra proprio, insomma, che le agenzie (italiane e straniere) abbiano trovato la formula migliore per “cucinare a puntino” i giovani praticanti terrorizzati dalle difficoltà delle prove di abilitazione nel nostro paese: fare la valigia e sostenere una prova simbolica, fare il temutissimo esame avvocato altrove. Una manciata di settimane, qualche migliaio di euro e passa la paura. Loro, i praticanti in fuga dall’esame avvocato ci scommettono il futuro. Volano oltre i Pirenei, sbarcano in Transilvania.

Affittano camere a 200 euro, per pochi giorni, ammazzando il tempo tra caffè ristretti e sogni di gloria (il rientro in patria, l’omologazione, l’iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti prima ed integrati poi, ed infine lo studio, il “loro” studio).

Spot ed annunci non sempre trasparenti, denunciati e sanzionati a più riprese dall’Antitrust come pubblicità ingannevole: i più non specificano che il titolo acquisito in terra iberico o romena non può essere riconosciuto automaticamente in Italia e non forniscono indicazioni adeguate su tempi, requisiti e modalità con cui lo stesso è conseguibile. Per non parlare dei costi: il sogno di evitare con un solo colpo praticantato ed esame avvocato, trovandosi immediatamente proiettati nel dorato mondo dell’avvocatura, costa caro. In alcuni casi anche sopra i 26 mila euro.

Esame Avvocato all'Estero

Esame Avvocato all’Estero

Complice l’impianto normativo europeo, che a quanto pare, ha favorito società truffaldine e “furbetti del tribunale”, pronti a fare affari agendo al di là dei requisiti di legge.

Morale: sono sempre più numerose le società pronte a cavalcare i sogni di generazioni di laureati in giurisprudenza che, ogni dicembre, si ripresentano colmi di speranza al toto esame avvocato. Tra i colossi di questa ideale classifica, figurano per la Spagna:

  • CEPU
  • Omologazione Titoli
  • IspeItalia
  • LeStanzediLeonardo
  • TitoliSpagna.com
  • ItaloAbogados

Per la Romania si segnalano, oltre ai sopracitati, anche:

  • Avocatul-meu
  • Eurolex
  • Bota
Avvocato

Avvocato

Alternativa last minute esame avvocato e abilitazione, la Romania. I siti internet non hanno perso tempo e, pronti più che mai a salvare i poveri praticanti, lanciano una nuova iniziativa: “diventa avocat”.

Anche in Transilvania stesso iter per l’esame avvocato e abilitazione: occorre prima di tutto omologare la laurea. Un’operazione che non richiede il coinvolgimento diretto dell’interessato, ma solo un po’ di denaro.

Le cifre variano sensibilmente a seconda delle agenzie prescelte. Ottenuto il riconoscimento del titolo di laurea, si passa all’esame avvocato vero e proprio. Qui le offerte si sprecano:  c’è chi promette di portare una commissione dell’ordine rumeno in Italia, con esame avvocato “a domicilio”, e chi invece propone una prova a crocette, in rumeno ma con traduzione italiana a latere ecc.

Non di rado le agenzie garantiscono che l’iscrizione al registro degli avvocati stabiliti è automatica, altre invece consigliano di dimostrare di aver lavorato un periodo in Romania, sempre passando attraverso un avvocato rumeno compiacente e una finta residenza.

Una volta raccolta tutta la documentazione necessaria, i destini sia per l’abogdo che per l’advocat – si incrociano:  basterà recarsi in uno dei Consigli dell’Ordine territoriali italiani per chiedere l’iscrizione nel registro degli “avvocati stabiliti”.

Servizio di successo, seri, collaudati, si apprende dai listini. Alla portata di ogni portafoglio, quindi accessibilissimi. Le tariffe? 7000 euro più Iva per un pacchetto completo. Le offerte si sprecano: dagli esercizi didattici (agli studenti vengono forniti un centinaio di quiz, sessanta dei quali compariranno nel test) alla prenotazione della stanza d’hotel a Bucarest ed affini, passando per il tutoraggio “continuo” (studio, corsi di lingua, pratiche e spostamenti in occasione degli esami). Un tutoring (si lascia intendere) “assolutamente necessario” se si vuole ottenere la sospirata abilitazione. Non si disperino tuttavia  i meno facoltosi, per i quali le agenzie mettono sul piatto pacchetti convenienza altrettanto irrinunciabili. Chiaro il messaggio: in Romania con 2-3000 euro, insomma,  si può fare tutto.

Una prassi pericolosa, avvertono dal CNF, che insieme alla “via spagnola”, ha permesso a molti soggetti di esercitare la professione forense in Italia senza superare l’esame avvocato di abilitazione, costituendo albi paralleli, “non ufficiali” ed ingolfando ulteriormente il già costipato mercato italiano, con gravi conseguenze anche per l’effettiva e corretta tutela dei diritti dei cittadini che si affidano ad avvocati non qualificati.

Non sempre univoco l’atteggiamento degli Ordini forensi italiani: alcuni accolgono le istanze senza problemi, come Milano, ritenendo che rifiutarle sarebbe in contraddizione con la normativa vigente, altri le tengono in stand by, altri ancora le respingono senza esitazioni, come Firenze e Venezia. Ma anche qui nessun timore: le agenzie spesso consigliano anche quali sono i Consigli più “elastici”, rassicurando i loro clienti: “Se rifiutano l’iscrizione un Ordine, puoi sempre bussare altrove”.

Frattanto il CNF pare essersi finalmente svegliato dal torpore, chiedendo alla Corte di Giustizia europea di pronunciarsi sull’eventualità che questo iter configuri gli estremi dell’abuso di diritto. Obiettivo: stringere il nodo intorno al problema delle “toghe facili”, vigilando sui pericoli di un utilizzo troppo disinvolto della normativa comunitaria.

Esame Avvocato “agevolato”, mezzo avvocato. La positiva apertura dei mercati, invocano i professionisti nostrani, deve tener conto necessariamente anche di interessi superiori a quelli economici, come la tutela dei diritti e l’affidamento che i cittadini ripongono nella preparazione e nella qualificazione dei professionisti e degli avvocati a cui si rivolgono.

In collaborazione con Matteo Napoli

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