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6 dicembre 2013

Esame Avvocato: svolgimento parere penale esame avvocato 2013 / 2014

Esame Avvocato

Esame Avvocato 2013, primo atto del maxiconcorso che si svolge in tutta Italia secondo la consueta partizione in parere di diritto civile, parere di diritto penale.

Esame avvocato 2013

Esame avvocato 2013

Nei giorni 10, 11 e 12 ci saranno le prove scritte per l’esame avvocato 2013 per potersi iscrivere all’albo degli avvocati.

Cresce il fermento per la seconda giornata dell’esame avvocato 2013.

Mercoledì 11 Dicembre, ore 9, va in scena la seconda delle tre prove scritte che scandiscono la blindatissima lotteria dell’abilitazione forense: l’attesa redazione del parere motivato in materia penale.

Ma in cosa consiste e come si svolge la redazione del parere penale? Quali sono gli aspetti principali che ciascun candidato è tenuto a considerare per capire quale sia l’approccio migliore alla seconda prova dell’esame avvocato 2013?

La redazione del parere motivato penale all’esame di avvocato consiste sostanzialmente nell’esposizione ragionata della soluzione giuridica di un caso concreto.

Né semplice atto, in cui si perorano le ragioni dell’assistito, prendendo in considerazione le argomentazioni della controparte solo per contestarle, né una mera rassegna degli orientamenti giurisprudenziali esistenti, di cui riportare acriticamente le massime.

Il parere penale è l’esposizione delle ragioni che stanno dietro agli orientamenti contrastanti, indicando con adeguata motivazione al cliente la strada migliore da percorrere nel suo interesse. Il che può condurre anche a prospettare soluzioni svantaggiose per l’assistito o addirittura a criticare l’indirizzo prevalente in giurisprudenza.

Come svolgere e superare l’esame avvocato 2013: tracce e svolgimenti

Come per la prima prova dell’esame avvocato, i candidati avranno facoltà di scegliere la traccia a loro più congeniale tra due pareri: uno di parte generale e l’altro di parte  speciale. Nel primo caso, il parere si concentrerà sullo sforzo argomentativo di sostenere la tesi più favorevole all’ipotetico assistito, anche se minoritaria o risalente in giurisprudenza. Nel secondo caso, invece, bisognerà redigere un “parere pro veritate”, dato, cioè, non nell’interesse esclusivo del cliente, bensì nell’interesse equidistante della verità .

Per la struttura del parere penale, è buona prassi per i partecipanti all’esame avvocato rispettare la seguente scaletta:

  • si inizia con una breve introduzione in cui si individuano le questioni principali da affrontare;
  • si “inquadrano” gli istituti rilevanti, facendo riferimento alla giurisprudenza esistente sull’argomento, descrivendo brevemente la disciplina e arrivando subito alla questione principale di cui è richiesta la soluzione;
  • sulla base dei codici, descrivere gli orientamenti giurisprudenziali e le relative tendenze dottrinali;
  • fondamentale è la parte “motivazionale”, in cui si illustra la risoluzione della questione. Chiarezza, sinteticità e logicità sono la ricetta di un parere vincente;
  • si chiude con una brevissima conclusione. Da evitare ripetizioni, banalità ed inutili lungaggini argomentative.

Dopo l’apertura delle buste e la dettatura  delle tracce, il tempo concesso per la redazione del parere penale è di 7 ore complessive. A gestire la seconda prova dell’esame avvocato 2013 una Commissione esaminatrice, formata da avvocati, magistrati e docenti universitari di diritto. Per il superamento della seconda prova dell’esame avvocato 2013 è necessario ottenere un punteggio minimo di almeno 30 punti (90 su 150 il punteggio minimo per l’ammissione alla prova orale).

  • Prima della prova di esame dovrà essere dimostrata la propria identità esibendo la carta d’identità o altro documento di identificazione.
  • Dopodiché si provvederà alla verifica dei testi consultabili nel corso della prova. In virtù del comma 7 dell’art. 46 Legge di Riforma dell’Ordinamento forense, la prova si svolgerà con il solo ausilio di testi “puri”, senza commenti e citazioni giurisprudenziali.
  • Vietati testi o scritti, anche informatici, ed ogni sorta di strumenti di telecomunicazione, anche se spenti e non funzionanti, pena la immediata esclusione dall’esame.
  • Non è consentito cambiare i posti assegnati, i candidati non possono conferire tra loro, né comunicare in qualsiasi modo con estranei.
  • Vietato introdurre borse o cartelle di qualsiasi tipo ad eccezione di borse di piccola dimensione contenenti esclusivamente effetti personali e generi alimentari.
  • Vietato fumare.
  • Durante lo svolgimento del parere, i candidati non possono allontanarsi per nessuna ragione dal banco assegnato, se non previa autorizzazione della Commissione.
  • I candidati debbono usare esclusivamente la carta munita del sigillo della Commissione e della firma del Presidente fornita dallo scrivente ufficio. Dovranno essere consegnate tanto la minuta quanto l’originale.
  • I candidati all’esame avvocato, compiuto il loro lavoro, devono chiudere l’elaborato senza apporvi sottoscrizione o altro contrassegno identificativo, assieme alla minuta, nella busta grande. Nella stessa dovranno includere la busta più piccola, nella quale inseriranno il cartoncino bianco riportante in modo chiaro e leggibile nome, cognome, data e luogo di nascita.

La redazione del parere penale presenta insidie particolari, diversa, com’è, dai comuni esami universitari e, contemporaneamente, distante da ciò cui abitua la pratica forense. Una prova delicata, oggetto di varie scuole di pensiero, che impone al candidato di riesumare le nozioni istituzionali dei manuali universitari e, contestualmente, di superare l’astrattezza della teoria con applicazione logica e pragmaticità. Spesso manca nei candidati impegnati nell’esame avvocato la necessaria familiarità col ragionamento giuridico. Scarsa incisività argomentativa, incapacità a giungere in maniera chiara e rigorosa dalla premessa data alla conclusione scelta e di collegare coerentemente, bilanciando i vari passaggi dell’elaborato gli scogli più comuni.

Come affrontare (e superare), allora,  le difficoltà legate alla seconda prova scritta dell’esame avvocato? Quali strategie e consigli possiamo applicare per produrre pareri penali meno livellati sotto il profilo contenutistico e, quindi, a prova di bocciatura? Ce lo spiega  Giulio Forleo, avvocato del Foro di Roma organizzatore di corsi di preparazione all’esame avvocato.

Giulio Forleo

Giulio Forleo

Avvocato, spesso i candidati fraintendono l’esatto significato del “parere motivato” penale. In cosa consiste esattamente la seconda prova dell’esame avvocato 2013? 

“Il parere motivato è sostanzialmente una risposta che l’avvocato – candidato dà alla domanda prospettata dall’ipotetico cliente, che espone una serie di fatti potenzialmente idonei ad incidere positivamente o negativamente sulla propria sfera giuridica.”

“Trattandosi di un parere “motivato”, il candidato, oltre ad indicare le conseguenze giuridiche dei fatti rappresentati nella traccia, deve altresì specificare il percorso logico e le motivazioni che lo hanno portato ad una determinata conclusione.”

Quali sono le difficoltà cui i candidati impegnati nella seconda prova dell’esame avvocato 2013 potrebbero imbattersi? Come superarle?

“Il lavoro fondamentale è quello di individuare le questioni giuridiche poste dalla traccia, le relative norme applicabili al caso concreto e la giurisprudenza formatasi sul punto. Il successo del parere sta proprio nella capacità di fondere l’analisi fattuale del caso concreto con le appropriate e ben argomentate motivazioni giuridiche. Vengono valutati negativamente tanto gli elaborati che si dilungano in inutili dissertazioni dottrinali e giurisprudenziali tanto quelli che si limitano al “copia e incolla” delle massime giurisprudenziali che si trovano sui codici commentati (non bisogna dimenticare che alla fine di ogni giornata d’esame tutti avranno trovato le stesse sentenze e tutti avranno dato la stessa soluzione al parere, quindi non sono questi gli elementi che vi permetteranno di passare gli scritti).”

Esistono tecniche e suggerimenti  per redigere con successo il parere?

“L’aspirante avvocato che voglia affrontare con sicurezza la seconda prova dell’esame avvocato deve sfruttare al meglio le proprie attitudini alle prove scritte, rispolverando la conoscenza generale degli istituti e la casistica più attuale. Il parere risulta difficile ai laureati in giurisprudenza, poco abituati a scrivere durante il percorso universitario, perché all’ordinaria ma controllabile difficoltà di trovare adeguate soluzioni alle questioni giuridiche poste dalla traccia, si aggiunge l’ulteriore difficoltà di esporre tali soluzioni per iscritto in modo chiaro, logico, coerente e comprensibile. Prima di mettere mano ai codici ed iniziare la stesura dell’elaborato è assolutamente necessaria una lettura attenta, non frettolosa della traccia. Studiata la traccia e coltone l’effettivo significato,occorre inquadrare la tesi “prevalente” o più recente e le tesi eventualmente minoritarie, applicandole al caso concreto, ricercando la giurisprudenza utile e costruendo una motivazione organica e logicamente ordinata: fissare una scaletta dei punti da sviluppare rende più schematico e lineare lo svolgimento del compito e aiuta a sviluppare spunti critici che ci permettono di fruttare al meglio la freschezza mentale delle prime ore. Consiglio in ogni caso di adottare un linguaggio tecnico ma semplice, senza eccedere in prolissi inquadramenti generali, mantenendo un equilibrio, anche quantitativo, tra la parte dedicata all’introduzione del parere e quella dedicata alla soluzione dei quesiti”.

Come si gestisce psicologicamente la seconda prova dell’esame avvocato 2013?

“Anzitutto occorre vincere la cosiddetta “paura del foglio bianco”, che spesso scatena nei candidati all’esame avvocato uno stato d’ansia che si esprime nella nevrotica ricerca di sentenze, massime giurisprudenziali ecc. Il risultato sono elaborati scopiazzati e anonimi, che annoiano i commissari e predispongono a bocciature sicure. Siate autonomi ed “originali”. Altra raccomandazione: non ascoltate i vicini di banco che dicono di aver studiato questo o quello il giorno prima della prova o i saccentoni che affermano di aver sperimentato tutto durante la pratica forense. Non chiedete soluzioni a nessuno.. Evitate di mettervi inutili tarli nel cervello fino alla fine della prova. Non cercate nevriticamente la sentenza, ma ricordate che state illustrando il vostro ragionamento a qualcuno che poco o nulla sa di giurisprudenza, che dovete accompagnare per mano alla soluzione. La chiarezza dell’elaborato discende dall’ordine mentale che saprete dare al vostro ragionamento. Mantenete calma e lucidità.”

Di seguito proponiamo una ricca rassegna delle tracce di diritto penale proposte negli anni passati corredate dai relativi svolgimenti: Scarica da qui

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