Atto Giudiziario Esame Avvocato 2014: News tracce atto giudiziario

Redazione Controcampus 17 Dicembre 2014

Terza prova dell'esame avvocato: redazione degli atti giudiziari in materia civile, penale o amministrativaMa quali sono le possibili tracce degli atti giudiziari relativi all'esame di avvocato 2014? Ecco le tracce!Ecco le possibili tracce degli atti giudiziari, come scrivere un atto e i consigli della redazione che anche domani seguirà l'esame avvocato in diretta live.

 

Dalla comparsa di costituzione e risposta al ricorso al Tar, passando per l’atto di appello avverso sentenze penali di condanna. Quali tracce dell’atto giudiziario usciranno domani alla terza e ultima prova dell’esame avvocato 2014 presso le sedi designate dalle varie Corti d’Appello italiane?

Per gli aspiranti avvocati è tempo di rispolverare le conoscenze acquisite e di mettere in pratica l’esperienza maturata durante i 18 mesi di tirocinio.

I candidati dovranno cimentarsi nella stesura di un atto giudiziario ed avranno 7 ore di tempo per svolgere una delle tre tracce afferenti al diritto civile, penale ed amministrativo.

Su di loro, dunque, ricadrà l’onere di assumere le vesti d’avvocato e di arguire, dopo un’attenta lettura della traccia, quale sia l’atto giudiziario più idoneo.

Atto Giudiziario Esame Avvocato 2014: possibili tracce e soluzioni

Sebbene sia del tutto impossibile prevedere il contenuto esatto degli atti e le tracce complete relative alla terza prova scritta, il retaggio storico-culturale e l’esperienza maturata forniscono ai candidati diversi spunti.

Secondo alcune correnti di pensiero, foraggiate, peraltro, da statistiche tutt’altro che illusorie, gli atti giudiziari in materia di diritto civile “più in voga all’esame d’avvocato” sarebbero la comparsa di costituzione e risposta e l’atto di citazione. Per quel che concerne l’atto giudiziario in materia di diritto penale, invece, si va dalla redazione dell’atto di appello avverso sentenza di condanna alla richiesta di riesame di un’ordinanza cautelare. Quanto all’atto giudiziario di diritto amministrativo, infine, va detto che, di norma, le tracce scalfiscono tematiche inerenti ai ricorsi al Tar per l’impugnazione di provvedimenti amministrativi.

Come ben saprete, quest’anno, l’agognato esame si svolge a ridosso del periodo natalizio. Martedì 16 e mercoledì 17, gli aspiranti avvocati italiani si sono confrontati con i pareri motivati in materia di diritto civile e penale. Domani, invece, dovranno oltrepassare l’ultimo ostacolo, la terza prova scritta che, come anticipato, avrà ad oggetto la redazione di un atto giudiziario.

Prima di far luce sull’atto giudiziario e sui consigli relativi al loro svolgimento, cerchiamo di spiegare, in breve, quale sia la struttura dell’esame da avvocato. Per chi non lo sapesse, l’esame ha carattere teorico-pratico ed è caratterizzato da quattro prove: tre scritte ed una orale. L’attuale sistema, basato su pareri svolti ed atti giudiziari, affonda le proprie radici nel lontano 1989, ed in particolare, nella legge 20 aprile n. 142, recante modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale e di avvocato.

Per potersi fregiare dell’ambìto titolo di libero professionista è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti: laurea in giurisprudenza; frequenza di scuole di formazione professionali istituite dai vari Consigli dell’Ordine (requisito facoltativo); certificato relativo al compimento della pratica (o praticantato); superamento delle quattro prove di cui è costituito l’esame di avvocato, e conseguimento del titolo; iscrizione all’Albo dell’Ordine regionale d’appartenenza.

Come redigere un atto giudiziario all’esame avvocato: schema

Ma come si redige un atto giudiziario? Scopriamolo insieme. Come suindicato, l’aspirante giurista ha a disposizione sette ore per svolgere una delle tre tracce afferenti agli atti giudiziari in materia di diritto civile, penale ed amministrativo.

L’elaborazione dell’atto giudiziario simboleggia una vera e propria cartina di tornasole per verificare se il candidato abbia effettivamente svolto la pratica forense. Questa prova richiede adeguate conoscenze giuridiche, sia teoriche, sia pratiche. Per redigere un atto giudiziario, infatti, è necessario aver svolto, in maniera a dir poco proficua, i 18 mesi di pratica.

Assunte le vesti dell’avvocato, il candidato è tenuto, da un lato, ad arguire dalla traccia quale sia l’atto giudiziario più idoneo e, dall’altro, ad attuare una vera e propria osmosi tra strumenti di diritto processuale (procedura civile, penale, amministrativa) e sostanziale (diritto civile, penale, amministrativo). In sintesi, nel redigere un atto giudiziario, l’aspirante avvocato deve ottemperare ad alcune, sintomatiche, norme consuetudinarie.

  • Dopo aver letto attentamente la traccia ed individuato l’atto più idoneo, deve elencare, in maniera a dir poco minuziosa, tutte le norme ed i principi ad esso correlati e, in seguito, citare le massime giurisprudenziali di riferimento;
  • Dopo aver redatto la parte introduttiva (fate attenzione alla grafia) è necessario indicare la natura dell’atto giudiziario da adottare, inserendo all’interno dello schema giuridico i dettagli nevralgici relativi al quesito;
  • Infine, dopo aver completato lo schema dell’atto giudiziario, l’aspirante avvocato deve formulare le richieste (da espletare a beneficio, o per conto, del cliente) e redigere, se necessario, le eventuali annotazioni (con riferimenti normativi).

Ecco, infine, alcuni utili suggerimenti inerenti allo svolgimento dell’atto giudiziario.

  • 1 – Consigli atto giudiziario – Individuare l’atto più idoneo (ad es., atto di citazione o appello, etc.);
  • 2 – Consigli atto giudiziario – Individuazione dell’Autorità Giudiziaria competente;
  • 3 – Consigli atto giudiziario – Esaminare con attenzione tutte le norme che disciplinano l’atto prescelto;
  • 4 – Consigli atto giudiziario – Individuare gli elementi favorevoli al proprio assistito;
  • 5 – Consigli atto giudiziario Rielaborare la giurisprudenza favorevole evitando il sistema “taglia e incolla”;
  • 6 – Consigli atto giudiziario – Evitare di utilizzare elementi di fatto non contenuti nella traccia;
  • 7 – Consigli atto giudiziario – Graduare in modo opportuno le domande proposte

La fase orale dell’Esame da Avvocato 2014. Dopo aver superato, con successo, la parte scritta, gli aspiranti avvocati dovranno affrontare la prova finale, forse la meno ostica, cioè l’esame orale. La prova orale consiste nella dimostrazione di conoscenze deontologiche e nella risoluzione di brevi quesiti afferenti a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte fra le principali branche dello scibile giuridico. Ai colloqui, le cui date di svolgimento saranno divulgate in seguito, sono ammessi, però, soltanto i candidati che abbiano conseguito, nei tre test scritti, non meno di 90 punti e con un punteggio non inferiore a 30 punti per almeno due test. Gli aspiranti avvocati, infine, sono considerati idonei se superano le prove orali con un punteggio complessivo non inferiore a 180 punti.

Al fin di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alle possibili tracce dell’atto giudiziario e di far luce, nel contempo, sull’importanza nevralgica dell’esame d’avvocato abbiamo deciso d’intervistare l’Avv. Simone Perozziello del foro di Lamezia Terme (Cz).

Avv. Perozziello, crede sia verosimile ipotizzare che il Ministero della Giustizia scelga le tematiche afferenti all’atto giudiziario, basandosi sull’attualità ed, in particolare, sulle recenti pronunzie giurisprudenziali della Corte di Cassazione?

“In qualsivoglia ambito di studio, l’importanza dell’inserimento di tematiche di attualità nelle prove d’esame affrontate da un giovane è indubbia. Per quanto riguarda il settore giuridico, è chiaro, che il superamento di un esame che richiede la conoscenza della propria materia alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali sia chiara testimonianza di un poliedrico interesse del giovane, rivolto non solo all’approfondimento di concetti appartenenti alla propria materia di studio, ma anche a problemi sociali attuali. Sarebbe pertanto da apprezzare un esame incentrato sulla giurisprudenza attuale, in quanto si andrebbe sicuramente a premiare i giovani candidati più attenti alle dinamiche sociali e anche muniti di una coscienza civica più sensibile”.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto