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Esame Avvocati 2011: risoluzione di alcune tracce

Redazione Controcampus 15 Dicembre 2011
R. C.
27/09/2021

Fino a stasera gli aspiranti avvocate e avvocati di quest’anno saranno tenuti sotto torchio, ma poi definitivamente rilasciati in libertà! Abbiamo anticipato, nell'articolo dedicato agli azzeccagarbugli in erba, le tre giornate dell’Esame di Stato che si sta svolgendo in tutta Italia, per le quali sono state predisposte misure di sicurezza degne dei più recidivi delinquenti piuttosto che di futuri incorruttibili legali (cfr.



Controcampus
Fino a stasera gli aspiranti avvocate e avvocati di quest’anno saranno tenuti sotto torchio, ma poi definitivamente rilasciati in libertà! Abbiamo anticipato, nell’articolo dedicato agli azzeccagarbugli in erba, le tre giornate dell’Esame di Stato che si sta svolgendo in tutta Italia, per le quali sono state predisposte misure di sicurezza degne dei più recidivi delinquenti piuttosto che di futuri incorruttibili legali (cfr. articolo di Lina Scalea). Nonostante questo, le tracce dei compiti trapelavano già dalle prime ore del mattino.

Avevamo fatto anche alcuni pronostici, tuttavia i casi da esaminare sono stati scelti all’insegna della sofisticazione e ispirati eminentemente ai reati contro la Pubblica Amministrazione. Da sempre corre voce che per la correzione non verranno dedicati più di 3-5 minuti alla lettura degli elaborati e che la commissione valuterà le argomentazioni alla luce delle soluzioni dottrinali più accreditate, comprese quelle che circolano on line.

Per questo motivo, proponiamo la risoluzione di due tracce, le più inflazionate dai candidati: un parere e un atto giudiziario, entrambi di diritto penale; con l’ulteriore intento di “tradurre” il linguaggio giuridico, rendendolo comprensibile non solo agli studenti di giurisprudenza: è fondamentale che il sistema delle regole che trasformano parte della realtà e che si applicano ai cittadini, a prescindere dalla loro diretta partecipazione alla formazione delle norme, sia accessibile a chiunque senta la necessità e la responsabilità di sapere ciò che riguarda tutti e non solo i pochi esperti della materia.

Traccia del 14.12.11: Sempronio, maresciallo della stazione dei Carabinieri del Comune di Delta, avvalendosi della propria casella di posta elettronica non certificata, con dominio riferito al proprio ufficio e accesso riservato mediante password, invia all’ufficio dell’anagrafe del comune una e-mail, da lui sottoscritta, con la quale richiede che gli siano forniti tutti gli elenchi di tutti gli individui di sesso maschile e femminile nati negli anni 1993-1994, precisando che tali informazioni sono necessarie per lo svolgimento di un’indagine di Polizia Giudiziaria, indicando il numero di procedimento penale di riferimento della locale Procura della Repubblica. Di tale richiesta viene casualmente a conoscenza il comandante della stazione, il quale intuisce immediatamente, come poi effettivamente si accerterà, che non esiste alcuna indagine che richiede quel genere di accertamento. Si accerta altresì che Caia, moglie del maresciallo Sempronio è titolare di un’autoscuola, sicché l’acquisizione di nominativi dei residenti del comune che hanno compiuto da poco, o si accingono a compiere, la maggiore étà è finalizzata ad indirizzare mirate proposte pubblicitarie per i corsi di guida. Di tanto, il maresciallo rende un’ampia confessione mediante memoria scrittta indirizzata al PM. In seguito, temendo le conseguenze penali del fatto commesso, Sempronio si rivolge ad un avvocato. Il candidato, assunte le vesti del legale, analizzato il fatto, valuti le fattispecie eventualmente configurate redigendo parere motivato.

Innanzitutto, rileva il fatto che Sempronio sia maresciallo, questo lo qualifica come pubblico ufficiale (art. 357 codice penale) e dunque la sua condotta, posta in essere durante l’esercizio delle sue funzioni, lede la Pubblica Amministrazione. P.A. da intendersi come pubblica funzione legislativa, giudiziaria o propriamente amministrativa, ossia l’attività discplinata dalle norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e manifestazione della volontà della P.A. o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi (sempre art. 357 c.p.).

(Ciò premesso, è da escludersi immediatamente l’ipotesi del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato: la truffa è infatti un reato comune, cioè commissibile da “chiunque”, invece in questo caso ci troviamo di fronte ad un “reato proprio”, cioè ad un reato che può essere commesso soltanto da colui che rivesta una determinata qualifica, sia investito di uno status richiesto dalla norma, o possieda un requisito necessario per la commissione dell’illecito).

Occorre analizzare se la responsabilità di Sempronio integra un’ipotesi di peculato (art. 314 c.p.) o di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.). Soccorre la recentissima sentenza 20094/2011 della Cassazione penale (sezione VI), la quale fissa un principio di diritto (proprio rispetto ad un caso concreto analogo alla traccia) argomentando che la violazione dei doveri d’ufficio (imputabile alla fattispecie del peculato) costituisce esclusivamente la modalità della condotta (cioè dell’appropriazione di un bene della pubblica amministrazione); mentre nel delitto di abuso d’ufficio (figura delittuosa avente carattere sussidiario), la condotta si identifica con l’ABUSO FUNZIONALE, cioè con l’esercizio delle potestà e con l’uso dei mezzi inerenti ad una funzione pubblica per finalità differenti da quelle per le quali l’esercizio del potere è concesso, e finalizzate, mediante attività di rilevanza giuridica o comportamenti materiali, a procurare un vantaggio patrimoniale per sé o per altri (dolo). In questo caso, quindi, ci troviamo di fronte ad un caso di abuso d’ufficio.

A proposito dell’elemento soggettivo, va fatto presente che il reato di abuso d’ufficio è stato significativamente rinnovato a seguito di un intervento legislativo del 1997, il quale ha trasformato la figura criminosa dell’abuso d’ufficio da reato a dolo specifico, in reato di evento e a dolo generico (intenzionale), finalizzandola non alla punibilità di qualsiasi azione amministrativa che abbia avuto un ingiusto vantaggio patrimoniale, bensì a rendere penalmente perseguibili tutte quelle condotte contraddistinte da un favoritismo nei confronti del beneficiario.

(È da escludersi anche l’ipotesi del falso ideologico, non solo perché la posta, come specificato nella traccia, non era certificata e dunque non assumeva valenza probatoria tipica della scrittura privata (secondo il codice dell’Amministrazione digitale: D.Lgs. 82/2005), ma soprattutto perché nel caso di specie, le dichiarazioni non veritiere contenute nella mail del maresciallo (in riferimento ad indagini della Polizia Giudiziaria menzionate a pretesto per mascherare un’indebita richiesta di dati personali) sono teleologicamente orientate a commettere abuso d’ufficio. Di più, va tenuto conto di un problema di natura giuridica: il falso ideologico offende la fede pubblica e l’affidamento che i consociati ripongono nella circolazione di atti pubblici genuini; mentre l’abuso d’ufficio (e gli altri delitti contro la P.A.) ledono il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza della pubblica amministrazione, ed è questo il bene giuridico scalfito con maggiore gravità nel caso in esame).

Tuttavia, il maresciallo Sempronio è stato sorpreso dal comandante che ha interrotto la condotta prima che il reato si consumasse, perciò la questione giuridica consiste nel trattare l’ipotesi di tentativo di abuso d’ufficio. Il tentativo è previsto dall’art. 56 c.p. ed è un istituto che costituisce titolo autonomo di reato e che si applica a chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto (in questo caso abuso d’ufficio). Si risponderà, dunque, di delitto tentato (in questo caso tentato abuso d’ufficio) se l’azione non si compie o l’evento non si verifica. Così, Sempronio.

L’inquadramento del tentativo e la considerazione del ravvedimento del maresciallo che di sua spontanea volontà, con una memoria, confessa tutto al PM sono elementi utili per concludere le considerazioni svolte, integrando il parere con il profilo sanzionatorio prospettabile. La pena base prevista per l’abuso di ufficio è della reclusione da 6 mesi a 3 anni. Dato che l’evento non si è realizzato (configurandosi così un delitto solo tentato) la pena andrà diminuita da un terzo a due terzi. Infine, la collaborazione dimostrata dal reo verrà valutata, in sede di commisurazione della pena, dal giudice che potrà discrezionalmente tenerne conto come circostanza attenuante (art. 133 c.p.).

A seguire la risoluzione dell’atto giudiziario…

Laura Testoni

© Riproduzione Riservata
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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto