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27 ottobre 2013

Avvocato all’Estero. L’esame di avvocato all’estero e abilitazione facile per Mascherin

“Sì alla libera circolazione; no a scorciatoie illegittime”. Ecco cosa significa diventare avvocato all’estero per Mascherin

Avvocato Estero

Avvocato Estero

Per l’abilitazione forense alcune strade sembrano più facili di quella “ordinaria”: studiare, frequentare uno studio legale, preparare e sostenere in Italia l’esame di abilitazione. Ecco il perchè del fenomeno esame di avvocato all’estero.

Le vie alternative all’Italia per l’abilitazione alla professione forense, l’esame di avvocato all’estero: ma cosa significa e cosa succede? Lo chiediamo al consigliere segretario del Consiglio nazionale Forense, Andrea Mascherin

Adesso, mentre ormai anche Madrid si prepara a stringere definitivamente le maglie per l’abilitazione professionale, inizia a prendere forma una nuova frontiera per gli aspiranti avvocati: la Romania.

Si tratta di un fuggi fuggi generale dei giovani laureati in giurisprudenza, che vogliono divenatre avvocato all’estero, o meglio che preferiscono diventare avvocato all’estero. Problema che affonda le radici nello spauracchio del nostro esame di Stato, noto per essere particolarmente difficile. Obiettivo: evitare il praticantato e l’esame di Stato, trovandosi subito proiettati nel mondo dell’avvocatura.  Da più parti si lamenta che in Italia ci siano molti/troppi avvocati, motivo per cui si ostacolerebbe l’accesso alla professione con esami di “forzata” durezza. Altri invece vorrebbero eliminare l’esame di abilitazione, ritenuto non adeguato a valorizzare il merito degli aspiranti avvocati.

Esame di avvocato all’estero e abilitazione facile per Mascherin

Consigliere Mascherin, cosa non va nell’esame di abilitazione “tricolore”? Si tratta di uno strumento da riformare? Perché preferire l’esame di avvocato all’estero oggi?

Mascherin

Mascherin

“L’esame di Avvocato in Italia è impegnativo, ma lo è sicuramente meno del concorso per magistrato o per notaio”.

“Peraltro, il tema dell’accesso alla professione di avvocato è complesso, dovendosi garantire da un lato ai cittadini una categoria forense qualificata nell’esercizio costituzionale del diritto di difesa; dall’altro la possibilità ai giovani di poter operare in un mercato sano e non “drogato”. Per Da sempre l’avvocatura è per il numero programmato di accesso alla professione, sperando che prima o poi il Legislatore si indirizzi in tale direzione. Allo stato, comunque, un passo in avanti possiamo individuarlo nella legge di riforma dell’Ordinamento professionale, la  n. 247/12, entrata in vigore a febbraio scorso.”

Cosa è cambiato e cosa potrebbe bloccare il fenomeno dell’esame avvocato all’estero?

“La riforma disegna un sistema che accompagna l’aspirante avvocato fino alla abilitazione, motivandolo nel percorso. Il tirocinio in studio, che deve rimanere centrale nella formazione forense, sarà accompagnato da  corsi di formazione professionalizzanti. Gli Ordini costituiranno scuole forensi  che metteranno a disposizione dei giovani corsi qualificati, nei quali non si insegnerà solo la tecnica della professione, ma anche i principi deontologici della stessa, ed elementi di gestione degli studi legali, il cosiddetto “management” oggi sempre più indispensabile.
Le novità del nuovo tirocinio sono tante, ma mi preme sottolineare l’esigenza che il giovane laureato approcci con convinzione, continuità ed intensità al percorso per divenire avvocato, scelta che deve essere di vita, dunque non relegabile a soluzione di ripiego o residuale, tantomeno oggetto di percorsi di accesso “truffaldini”.

Come è possibile combattere gli abusi che provengono da offerte di esame avvocato all’estero e le scorciatoie offerte dalla direttiva europea?

Piattaforma per l'Esame avvocato all'estero

Esempio di Piattaforma per l’Esame avvocato all’estero

“La libera circolazione dei professionisti in  Europa è un valore; è essenziale però che la normativa comunitaria,volta a promuovere questo risultato, non sia utilizzata per perpetrare “abusi”, come la stessa Corte di Giustizia ha affermato. Dunque gli abusi vanno contrastati su più livelli, da quello nazionale a quello comunitario. Il CNF, per esempio, è dell’idea che  gli Ordini forensi, enti titolati a vagliare le richieste di iscrizione nel registro degli avvocati stabiliti, debbano effettuare dei controlli sostanziali, verificando la esperienza effettiva compiuta all’estero e soppesando ogni elemento”.

Ci aiuti a fare chiarezza sull’esame avvocato all’estero. Quale procedimento occorre seguire per ottenere il riconoscimento del titolo professionale di avvocato, così come di altri titoli professionali conseguiti all’estero, ai fini dell’esercizio della professione in Italia? E chi è l’avvocato stabilito-integrato? A che condizioni può svolgere la sua attività forense in Italia?

“In maniera molto schematica possiamo dire che un avvocato abilitato all’estero, e che acquisisce dei titoli indicati esplicitamente nella legge,  può esercitare in Italia seguendo due percorsi: o decide di “stabilirsi” per tre anni, affiancandosi ad uno studio legale nazionale, esercitando con il proprio titolo d’origine per poi chiedere l’integrazione; oppure, accorciando i tempi, sostiene la prova attitudinale nazionale presso il CNF,  il cui perimetro è di volta in volta determinato con un decreto ministeriale.”

Avvocato

Avvocato

Quali sono, le lacune del sistema Italia in merito al fenomeno esame avvocato all’estero e  “toghe facili”?

“Ritengo che non ci siano lacune nella legislazione, che va tuttavia interpretata ed applicata a tutela dei cittadini, e non va invece piegata ad esasperate logiche mercatistiche, che finiscono con lo sconfinare in distorti modelli ideologici. Come ho già accennato, la legge prevede i controlli degli Ordini, non discrezionali e non meramente formali, a tutela degli utenti, i quali devono poter essere certi di affidarsi ad un legale qualificato; ma anche a tutela degli stessi avvocati che devono poter contare su una concorrenza tra colleghi “ad armi pari”. Importante che la primazia della tutela dei diritti fondamentali venga posta alla base anche delle interpretazioni giurisprudenziali interne e comunitarie, e dell’azione delle autorità competenti per materia. Un conto è il principio e le regole che sovraintendono alla libertà di circolazione dei professionisti; altro è l’ abuso di tali norme per superare supposti ostacoli nel proprio paese e acquisire una qualificazione. Esasperare la cultura del libero mercato, significa favorire un mercato senza regole, terreno fertile per chi, privo di scrupoli, promette i miracoli della via estera. Sul web si rincorrono miti e leggende, offerte truffa  e pubblicità ingannevoli, che non specificano che il titolo acquisito in terra straniera non può spesso essere riconosciuto automaticamente in Italia e che non forniscono indicazioni sui tempi, sui requisiti e sulle modalità con cui lo stesso poteva essere conseguito. Senza parlare poi dei costi (l’avanscoperta, costa tra i 5 e i 10mila euro).”

Come si pone il CNF di fronte a questi fenomeni esame avvocato all’estero e della “toghe facili” Come distogliere i giovani dal miraggio della toga facile

“Il CNF svolge un’attività costante di monitoraggio. Non si tratta di fare accordi con l’Antitrust, che spesso ci appare distratta sui temi della tutela dei cittadini rispetto a pratiche scorrette.  All’Antitrust abbiamo inoltrato esposti, denunciando  la promozione, con messaggi non corretti, di servizi  di intermediazione per l’acquisizione del titolo di abilitazione. Nel caso Cepu, ad esempio, il CNF ha presentato un esposto proprio per denunciare una pratica commerciale scorretta ed  abbiamo ottenuto, dapprima e in via cautelare, l’interruzione di quelle promozioni via Internet, e poi la condanna al pagamento di una multa di 100 mila euro. Nel caso rumeno, ci siamo attivati insieme con il Ministero della Giustizia presso le autorità rumene, perché fosse identificata senza rischio di confusione l’autorità nazionale competente a rilasciare  il titolo di avocat, che potrà essere riconosciuto in Italia. Si tratta dell’Uniunea Nationala a Barourilor din Romania (U.N.B.R.) con sede in Palatul de Justitie, Splaiul Indipendentei, nr. 5, Sector 5, 050091 Bucarest (email: unbr@br.ro; sito: www.unbr.ro). Lo specifico a vantaggio dei suoi lettori. Avevamo infatti avuto notizia che enti non qualificati si autopromuovevano come competenti, con un evidente rischio anche per i giovani che ad essi si rivolgevano. Ancora, sul tema delle abilitazioni “facili” acquisite all’estero,  il CNF ha formulato un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Ue perché stabilisca una volta per tutte se queste pratiche costituiscano abuso del diritto comunitario. Del resto, chi, per arrivare primo al traguardo della maratona olimpica, “tagliasse” il percorso, verrebbe squalificato, e questa non mi pare proprio una regola di ostacolo all’accesso alla competizione sportiva più antica del mondo.”

In collaborazione con Matteo Napoli

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