Omologazione titolo e abilitazione esami avvocato in Italia

Redazione Controcampus 26 Ottobre 2013

La direttiva sul diritto di stabilimento (Direttiva 98/5/CE) consente agli aspiranti avvocati che abbiano conseguito l’abilitazione in uno Stato UE la possibilità di svolgere stabilmente l’attività forense nel nostro paese con il proprio titolo professionale di origine, per mezzo dell'omologazione titoli.

Ecco come ottenere l’omologazione titoli per l’esame avvocato svolto all’estero. Omologazione titoli in Italia ed esame svolto all’estero.

Ai sensi dell’art. 22.2 del D.Lgs. n. 206/2007, il riconoscimento della professione di avvocato è subordinato al superamento di una prova attitudinale.

Tuttavia l’avvocato che abbia esercitato in maniera effettiva e regolare la professione in Italia per tre anni può chiedere al proprio Consiglio dell’Ordine la dispensa della prova attitudinale e, se dispensato, può iscriversi nell’albo degli avvocati e esercitare la professione con il titolo di avvocato.

Durante il periodo dei tre anni l’avvocato rientrerà nella categoria dei cosiddetti  “Avvocati stabiliti”, e dunque:

  • viene iscritto in’apposita sezione dell’albo;
  • nello svolgere attività giudiziale deve agire di intesa con un professionista dello Stato ospitante abilitato a esercitare la professione con il titolo di avvocato;
  • per poter esercitare innanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre giurisdizioni superiori, deve dimostrare di aver esercitato la professione nella Comunità europea per almeno 12 anni, compresi quelli eventualmente già esercitati come avvocato stabilito;
  • deve rispettare le norme legislative, professionali e deontologiche dettate dall’ordinamento italiano;
  • non può avvalersi del titolo di avvocato italiano;
  • deve sottostare al potere disciplinare del competente Consiglio dell’Ordine.

Trascorsi regolarmente i tre anni l’avvocato, se dispensato dalla prova attitudinale, diventa integrato, in tutto equiparato al professionista italiano.

Omologazione Titoli e Abilitazione avvocato in Francia

L’abilitazione alla professione forense in Francia si articola in questo modo:  il giovane titolare di maitrise en droit (o titolo equiparato) deve chiedere l’ammissione ad uno dei Centri regionali di formazione professionale per avvocati (CRFPA), creati presso ciascuna Corte di Appello e gestiti da un Consiglio di amministrazione composto da avvocati. Ognuno di questi Centri è istituto di diritto pubblico con personalità giuridica e ha compiti molteplici, come quello di partecipare alla preparazione del certificato di attitudine per la professione di avvocato, di assicurare la formazione professionale dell’avvocato e di controllare le condizioni di svolgimento della pratica, di assicurare la formazione permanente degli avvocati e il conseguimento dei certificati di specializzazione. Per essere iscritti in un Centro l’aspirante toga dovrà avere superato con successo l’esame di accesso (denominato PRE-CAPA); l’esame comporta prove scritte e orali ed è organizzato dalle Università; non ci si può presentare a tale esame più di tre volte. Una volta ammesso, il candidato riceve dal Centro una formazione teorico-pratica per un periodo di circa 12 mesi e gli allevi devono contemporaneamente effettuare un periodo di pratica presso un avvocato o altro professionista giuridico, sia in Francia che all’estero. Alla fine della formazione così ricevuta, l’allievo deve superare il c.d. certificato di attitudine alla professione di avvocato (CAPA). Dopo di ciò, egli potrà chiedere la iscrizione al Consiglio dell’Ordine presentando idonei documenti, verrà iscritto in una lista di stage composta dal Consiglio dell’Ordine e dovrà prestare giuramento avanti alla Corte di Appello. Questa nuova pratica dura due anni e il CRFPA si assicura che l’allievo partecipi ai lavori, usi e pratica della professione e frequenti le udienze. La pratica può essere anche compiuta nello studio di un notaio, presso un avvocato straniero, presso un revisore dei conti, la Procura della Corte di Appello o di un Tribunale, presso un’Amministrazione Pubblica o servizi giuridici o fiscali di una impresa che comprenda almeno tre giuristi, ovvero di una organizzazione internazionale. Gli avvocati iscritti presso un Ordine forense francese possono effettuare una pratica della durata di un anno, rinnovabile due volte, presso un avvocato iscritto all’albo; questi praticanti conservano la qualità di avvocati stranieri.

Omologazione Titoli e Abilitazione avvocato in Germania

Chi ha conseguito la laurea in giurisprudenza in Germania può chiedere l’abilitazione all’avvocatura, che viene concessa su domanda. Ogni avvocato deve essere abilitato presso un determinato ufficio giudiziario della giurisdizione ordinaria; l’avvocato abilitato presso la Pretura deve essere contemporaneamente abilitato presso il Tribunale nel cui circondario ha sede la Pretura. La formazione professionale è compito dello Stato: è quindi regolamentata, diretta, organizzata e finanziata dalla pubblica amministrazione, in particolare dal Ministero della Giustizia e dalle Corti di Appello, che assumono al riguardo un ruolo importante; detta formazione è unitaria e uguale per tutti coloro che hanno compiuto gli studi di giurisprudenza, qualunque sia la loro successiva destinazione professionale: magistrati, avvocati, notai o giuristi in impieghi pubblici o privati.
La formazione del giurista tedesco è divisa in due parti: quella universitaria e quella post-universitaria. La prima si conclude, normalmente, dopo 8 semestri di studi, con il primo esame statale che consta di otto prove scritte e di una prova orale e dà diritto al titolo di Rechtsreferendar, ma non ad una carriera giuridica. Dopo il primo esame di stato, il Referendar è nominato funzionario in prova, cioè a revoca, e fino all’età di 26 anni riceve uno stipendio lordo. La seconda parte della pratica dura 24 mesi ed è suddivisa in cinque periodi chiamati «stazioni»; essa termina col secondo esame statale e il titolo di Assessor.

Il periodo di avviamento si svolge per 6 mesi presso gli uffici giudiziari civili, per 3 presso quelli penali, per 7 presso le autorità amministrative, per 4 presso avvocati a ciò autorizzati. Dopo questo periodo si deve superare la parte scritta del secondo esame di Stato. Solo allora il candidato potrà scegliere una pratica finale di 4 mesi con libera scelta della materia e del luogo.

Omologazione Titoli e Abilitazione avvocato in Gran Bretagna

Nel Regno Unito coesistono tre sistemi legali: Scozia, Irlanda del Nord e Inghilterra più Galles), che si differenziano per le figure professionali e il modo di valutare i casi ed aspetti della giurisprudenza. I ruoli attualmente presenti nell’Oltremanica sono quelli del solicitors e dei barristers. I primi si occupano a livello legale degli aspetti finanziari, mentre i secondi discutono i casi in tribunale, fuori da ogni aspetto di compravendita. Per arrivare a queste cariche bisogna seguire dei procedimenti che variano a seconda del Paese: la durata è tra i 3 e i 4 anni. Ottenuto un buon voto di base all’Esame di Stato e dimostrata un’ottima conoscenza di lingua inglese è possibile fare richiesta per accedere all’Academic Stage. In Scozia la laurea ha una durata di quattro anni, uno in meno rispetto al nostro percorso.

Conclusa la trafila accademica il candidato deve scegliere se diventare Solicitor o Barrister: per i primi in Inghilterra e Galles è pronto un Legal Practice Course, che dura un anno; in Scozia invece occorre completare il Diploma in Legal Practice.Per diventare Barrister invece bisogna ultimare il Bar Vocational Course, che dura un anno e successivamente iscriversi al General Council of the Bar. Superati gli esami bisognerà effettuare un tirocinio di 21 mesi presso uno studio legale: un aspetto molto simile al nostro sistema, che richiede un tirocinio di 18 mesi. Per la’bilitazione definitiva, il candidato abbisogna di nove mesi da pupil di un Member of the Bar, approvato dal Dean della Faculty of Advocates.

Omologazione Titoli e Abilitazione avvocato  in Spagna

Dopo aver conseguito la laurea, il giovane può ottenere immediatamente l’iscrizione all’albo, purché presenti una domiciliazione presso uno studio. Non esistono Corsi istituzionali obbligatori di formazione professionale. Gli Ordini più grandi organizzano Corsi della durata di due anni, l’ammissione ai quali è libera e gratuita e alla fine dei quali non vi sono esami da superare. Le materie insegnate sono quelle che concernono la professione dell’avvocato, non escluse la deontologia e il diritto comunitario. Con decreto reale 25 ottobre 1991 è stata attuata in Spagna la Direttiva n. 89/48 sul riconoscimento dei diplomi; la legge è stata seguita dal decreto ministeriale del 30 aprile 1996. La novità è rappresentata dall’introduzione di una prova attitudinale, alla quale è sottoposto l’avvocato straniero richiedente il riconoscimento.

Omologazione Titoli e Riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero

Per ottenere il riconoscimento del titolo professionale di avvocato, come per tutti i titoli professionali conseguiti nell’ambito dell’Unione Europea ai fini dell’esercizio della professione in Italia, è possibile seguire il procedimento di riconoscimento dei titoli professionali come previsto dal decreto legislativo n. 206 del 9 novembre 2007, che attua la direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Ai sensi dell’art. 22.2 del D.Lgs. n. 206/2007, il riconoscimento della professione di avvocato è subordinato al superamento di una prova attitudinale del richiedente cittadino comunitario che domanda, ai fini dell’esercizio della professione forense in Italia, il riconoscimento del titolo rilasciato dal Paese di appartenenza attestante una formazione professionale al cui possesso la legislazione del medesimo Stato subordina l’esercizio della professione.

La prova attitudinale ha luogo, almeno due volte l’anno, presso il Consiglio nazionale forense. L’esame, in lingua italiana, si articola nella prova scritta e orale o solo in una prova orale (sono consultabili il dizionario di lingua italiana e il codice commentato). Ove la prova non fosse superata, è possibile sostenerla nuovamente trascorsi sei mesi. Presso il Consiglio nazionale forense è istituita con decreto del Ministero una commissione d’esame che dura in carica tre anni.

Il richiedente presenta al Consiglio nazionale forense domanda di ammissione all’esame, integrata con i recapiti telefonici, con marca da bollo del valore euro di 16,00, corredata della seguente documentazione:

  • copia del decreto ministeriale di riconoscimento, autenticata anche ai sensi delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445:
  • copia del documento di identità;

Entro il termine massimo di sessanta giorni dal ricevimento della domanda, la commissione si riunisce su convocazione del Presidente per la fissazione del calendario delle prove d’esame. Dell’avvenuto superamento dell’esame la commissione rilascia certificazione all’interessato ai fini dell’iscrizione all’albo.

Superata la prova attitudinale, il decreto di riconoscimento adottato dal Ministero della Giustizia attribuisce al beneficiario:

  • il diritto di accedere alla professione e di esercitarla allo stesso modo del cittadino dello Stato ospitante
  • il diritto di usare il titolo professionale corrispondente.

In collaborazione con Matteo Napoli

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto