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8 dicembre 2013

Commissioni esame di avvocato 2013 / 2014

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Commissioni esame di avvocato 2013

Commissioni esame di avvocato 2013

Consigli delle commissioni esame di avvocato 2013 per l’ultimo step per diventare avvocato è sostenere l’esame di stato.

Per coloro che riusciranno a superare l’esame di avvocato potranno iscriversi all’Albo ed esercitare la professione da professionisti.

Le prove scritte dell’esame di avvocato 2013/2014 sono formulate dal Ministero della Giustizia e sono di carattere teorico-pratico.

Le prove scritte sono tre e hanno come oggetto:

  • la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
  • la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
  • la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo

Consigli delle commissioni esame di avvocato

Qui di seguito ci occuperemo punto per punto dei tre quesiti dell’esame di avvocato 2013/2014, occupandoci in ordine cronologico: del parere di diritto civile, del parere di diritto penale e infine lo svolgimento dell’atto giudiziario da affrontare rispettivamente nei giorni 10,11 e 12 dicembre 2013.

Come suggerisce la denominazione della prima prova scritta esame avvocato 2013 il tema riguarderà il diritto civile e quindi l’insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti tra privati: contratti, obbligazioni, diritti reali delle persone e della famiglia, successioni a causa di morte, responsabilità civile. Il candidato dovrà indicare la relativa soluzione pratica al problema senza alcun tipo di dissertazione su un particolare istituto.

Come svolgere un parere di diritto civile secondo le commissioni esame di avvocato

  • Leggere attentamente la traccia,
  • Individuare l’istituto giuridico rilevante per la soluzione della questione,
  • Utilizzare un linguaggio chiaro,
  • Non uscire fuori traccia dalla trattazione dell’istituto,
  • Una volta scelta la soluzione motivarla.

Consigli su come svolgere il parere di diritto civile per l’esame di avvocato 2013/2014:

  • Studiare con i codici alla mano per l’esame di avvocato può essere particolarmente utile in sede d’esame perché in questo modo si potrà acquisire la metodica di consultazione dei codici.
  • Avvalersi durante l’esame di avvocato e del proprio senso di giustizia e farsi guidare dalla propria logica.
  • Realizzare un proprio iter, un proprio programma una volta individuato il caso. Lo schema potrà essere utile per non lasciare nulla al caso.
  • Linguaggio da utilizzare durante l’esame di avvocato è uno stile tecnico ma allo stesso tempo semplice e armonioso in cui  ci sia equilibrio tra la parte dedicata all’introduzione del parere e quella dedicata alla soluzione del quesito. Portate un dizionario ed evitate latinismi se non ne siete certi.
  • Le ultime due ore sono dedicate alla rilettura ed alla copiatura in bella del parere.

Consiglio delle commissioni esame di avvocato sul parere di diritto civile

Riportiamo un abstract di un’intervista rilasciata dall’avvocato Giulio Forleo che così consiglia gli aspiranti avvocati: “Vista la molteplicità di argomenti che spesso richiedono di essere affrontati all’interno del parere di civile, consiglio di essere molto incisivi nell’incipit del parere in cui è opportuno che vengano indicate sinteticamente le questioni giuridiche che successivamente verranno approfondite nel corpo del parere. In questo modo verrà data, sin da subito, ai commissari l’impressione di aver compreso le questioni e li si condurrà facilmente alle conclusioni.”

Passiamo ora ai consigli della commissioni esame di avvocato circa il secondo parere quello di diritto penale che verrà affrontato durante la prova scritta esame di avvocato 2013/2014.

Non bisognerà prendere in considerazione le argomentazioni della controparte soltanto per contestarle e bisognerà indicare al cliente la strada migliore da percorrere nel suo interesse. Gli aspiranti professionisti potranno scegliere tra due tracce a seconda delle proprie predisposizioni naturali.

Nel primo caso, il parere si concentrerà sullo sforzo argomentativo di sostenere la tesi più favorevole all’ipotetico assistito mentre nel secondo caso bisognerà redigere un “parere pro veritate” e quindi nell’interesse equidistante della verità

Ecco come svolgere un parere di diritto penale per l’esame di avvocato 2013/2014:

  • Redigere una breve introduzione in cui si indicano le principali questioni che si vogliono affrontare,
  • Inquadrare gli istituti rilevanti e arrivare alla questione principale di cui è richiesta la soluzione;
  • Sulla base dei codici, descrivere gli orientamenti giurisprudenziali e le relative tendenze dottrinali;
  • La parte più importante è la parte motivazionale che spiega la risoluzione del quesito,
  • Utilizzare un linguaggio chiaro, semplice e tecnico,
  • Breve conclusione. Da evitare le ripetizioni e ovvietà.

Consigli commissioni esame di avvocato sul parere di diritto penale

L’aspirante avvocato che voglia affrontare con sicurezza la seconda prova dell’esame di avvocato deve sfruttare al meglio le proprie attitudini alle prove scritte, rispolverando la conoscenza generale degli istituti e la casistica più attuale.Il parere risulta difficile ai laureati in giurisprudenza, poco abituati a scrivere durante il percorso universitario, perché all’ordinaria ma controllabile difficoltà di trovare adeguate soluzioni alle questioni giuridiche poste dalla traccia, si aggiunge l’ulteriore difficoltà di esporre tali soluzioni per iscritto in modo chiaro, logico, coerente e comprensibile”.

Così conclude l’avvocato Forleo: “Prima di mettere mano ai codici ed iniziare la stesura dell’elaborato all’esame di avvocato è necessaria una lettura attenta della traccia. Studiata la traccia e coltone l’effettivo significato, inquadrare la tesi “prevalente” o più recente e le tesi eventualmente minoritarie, applicandole al caso concreto, ricercando la giurisprudenza utile e costruendo una motivazione organica e logicamente ordinata: fissare una scaletta dei punti da sviluppare rende più schematico e lineare lo svolgimento del compito e aiuta a sviluppare spunti critici che ci permettono di fruttare al meglio la freschezza mentale delle prime ore. Consiglio in ogni caso di adottare un linguaggio tecnico ma semplice, senza eccedere in prolissi inquadramenti generali, mantenendo un equilibrio, anche quantitativo, tra la parte dedicata all’introduzione del parere e quella dedicata alla soluzione dei quesiti”.

Il candidato all’esame di avvocato per redigere l’atto giudiziario dovrà individuare l’atto più idoneo e in seguito dovrà elencare tutte le norme ed i principi ad esso correlati. Dopo la redazione della parte introduttiva, il candidato dovrà indicare la natura dell’atto giudiziario da adottare, inserendo all’interno dello schema giuridico i dettagli nevralgici relativi al quesito. Infine il candidato dovrà formulare le richieste e redigere eventualmente le eventuali annotazioni.

Consiglio commissioni esame di avvocato sulla terza prova. Riportiamo un abstract dell’intervista rilasciata da Raffaele Barra in cui indica quali sono le principali difficoltà che il candidato affronta durante l’esame di avvocato per quanto riguarda la terza prova: “Paradossalmente, la prova relativa alla redazione dell’atto giudiziario è la più facile, ma a condizione che si sia fatta la pratica. Infatti, nei due anni di praticantato, capita di doversi confrontare con citazioni, comparse di costituzione, ricorsi per decreto ingiuntivo o per sequestro, ecc. Ad ogni modo, anche se tali tematiche non fossero state scalfite in maniera diretta, il candidato, grazie ai due anni di pratica, dovrebbe ugualmente aver compreso lo schema essenziale dell’atto giudiziario. L’atto di citazione, ad esempio, ha uno schema ben preciso. Il suo contenuto variabile è rappresentato soltanto dalla descrizione della fattispecie giuridica e del caso di cui ci si occupa. L’altra parte dell’atto ha, invece, uno schema fisso: l’intestazione, l’esposizione dei motivi, le richieste istruttorie e le conclusioni da formulare.

“Quindi, anche per un semplice ricorso, sia esso effettuato per decreto ingiuntivo o per sequestro conservativo, si osservano i medesimi schemi logici. Pertanto, se il candidato avesse svolto una proficua pratica, non dovrebbe aver grandi problemi nella redazione di un atto giudiziario. Spesso, purtroppo, non tutti i candidati sostengono l’esame di avvocato con alle spalle una buona pratica. In tal caso, il candidato resta ancorato ad una preparazione prettamente teorica, che potrebbe esser sufficiente per la redazione dei pareri, ma non per l’atto giudiziario”.

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