Pareri Esame Avvocato 2014: tracce e svolgimenti pareri Esame Avvocato

Redazione Controcampus 5 Dicembre 2014

Tutto pronto per la tornata 2014 dell’Esame di avvocato.

Le date da cerchiare sul calendario sono 16, 17 e 18 Dicembre 2014: Ecco tutte le news sui Pareri Esame Avvocato 2014-2015

Il 16, 17 e 18 Dicembre 2014 si terranno le attese prove scritte, ovvero prima prova scritta sulla parte civilistica, seconda prova scritta sulla parte penale e infine terza prova e l’atto giudiziario.

superate le quali (e concluse le operazioni di correzione delle Corti di appello) si procederà alla prova orale.

La scaletta del maxi-concorso sarà quella classica: il primo giorno, il 16, sarà la volta del parere motivato civile, cui seguiranno, il 17, la redazione del parere motivato penale e l’elaborazione, per molti “meno impegnativa”, dell’atto giudiziario il 18.

Ma come si struttura nel dettaglio l’Esame di abilitazione alla professione forense? Come approcciare le prove e come superarle? In cosa si sostanziano i pareri esame avvocato e l’atto giudiziario? Come redigere dei pareri esame avvocato “vincenti”? E quali sono, in un elaborato, le qualità che più facilmente possono incontrare l’apprezzamento delle commissioni giudicanti? E ancora, come organizzare utilmente la preparazione in vista della redazione dei pareri esame avvocato 2014? Scoprilo con Controcampus.it.!

Pareri Esame Avvocato 2014: in cosa consistono le prove e tracce

Anzitutto chiariamo sinteticamente la “struttura dell’Esame di stato, appuntamento delicatissimo, spesso oggetto di scuole di pensiero divergenti, in cui la necessità di riesumare le nozioni istituzionali dei manuali universitari si interseca con l’esigenza di superare l’astrattezza della teoria con applicazione logica, pragmatismo ed originalità.

Il D.M. 28.5.2003 n. 191, che lo disciplina, lo definisce “prova attitudinale per l’esercizio della professione di avvocato” e stabilisce che  “l’esame, da svolgersi in lingua italiana, si articola in due momenti sostanzialmente e cronologicamente distinti: una prova scritta ed una orale”.

La parte scritta si distribuisce su tre momenti, tre prove scritte da svolgere sui temi formulati dal Ministero della Giustizia in giorni consecutivi ed hanno durata di 7 ore ciascuna.

Le prove hanno per oggetto:

  • redazione di un parere motivato da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
  • redazione di un parere motivato da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
  • redazione di un atto giudiziario che verifichi conoscenze di diritto sostanziale e processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale dell’esame avvocato segue, invece, la correzione da parte delle Corti d’appello preposte e verte su non più di cinque materie scelte dal richiedente tra quelle indicate nel decreto di riconoscimento oltre che su ordinamento e deontologia professionale”. Durante il colloquio ogni candidato dovrà, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, trattare brevi questioni relative a 5 materie preventivamente scelte dal seguente elenco (almeno una deve essere di diritto processuale):

  • Diritto costituzionale
  • Diritto civile
  • Diritto commerciale
  • Diritto del lavoro
  • Diritto penale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto tributario
  • Diritto processuale civile
  • Diritto processuale penale
  • Diritto internazionale privato
  • Diritto ecclesiastico
  • Diritto comunitario

Per la valutazione di ciascuna delle suddette prove ogni commissario dispone di dieci punti di merito. Sono ammessi agli orali solo i candidati che abbiano riportato in ogni prova scritta una votazione minima complessiva pari a 30.

Come svolgere e superare i pareri esame avvocato 2014: consigli

Cominciamo, ovviamente, dai “famigerati” pareri (civile e penale), ovvero dalle prove che (notoriamente) più tengono in ambasce gli aspiranti avvocati. Più dell’atto giudiziario, che ha invece fama di essere la “meno complicata” delle tre.

Non dei semplici atti in cui si perorano le ragioni dell’assistito, assumendo monoliticamente le argomentazioni della controparte solo per contestarle, né delle fredde rassegne degli orientamenti giurisprudenziali esistenti, di cui riportare acriticamente le massime.

La redazione dei pareri esame avvocato, tanto in materia civile che penale, consiste nell’esposizione ragionata, solida nel complesso, ma scorrevole e fruibile nelle sue articolazioni strutturali della soluzione giuridica di un caso concreto.

Per lo svolgimento dei pareri esame avvocato, i candidati hanno facoltà di scegliere tra due tracce: una di parte generale e l’altra di parte  speciale. Nel primo caso, i pareri esame avvocato si concretizzeranno nello sforzo argomentativo di sostenere la tesi più favorevole all’ipotetico assistito, anche se minoritaria o risalente in giurisprudenza. Nel secondo caso, invece, si tratterà di redigere dei pareri esame avvocato “pro veritate”, forniti, cioè, non nell’interesse esclusivo del cliente, bensì nell’interesse equidistante della verità .

Come redigere brillantemente i pareri esame avvocato: scaletta

Per un “solido” sviluppo dei pareri esame avvocato, la possibilità di consultare i codici all’esame avvocato rappresenta, indiscutibilmente, un’eccezionale database nozionistico. Ma a decidere la validità di un elaborato è, anzitutto, la capacità del candidato di comprendere la ratio degli istituti da applicare alle tracce attraverso un percorso  personale, coerente ed ordinato. Nella produzione dei pareri esame avvocato, pertanto, è buona prassi darsi una scaletta chiara ed organica:

  • nella fase di studio della traccia, definiamo il fatto giuridico portante e gli elementi accessori che integrano il quadro.
  • si inizia così con una breve introduzione in cui si individuano le questioni principali da affrontare;
  • si “inquadrano” gli istituti rilevanti, facendo riferimento alla giurisprudenza esistente sull’argomento, descrivendo brevemente la disciplina e arrivando rapidamente alla questione principale;
  • sulla base dei codici, descrivere gli orientamenti giurisprudenzialie le relative tendenze dottrinali;
  • si approfondisce la parte “motivazionale”, in cui si illustra la risoluzione della questione.
  • si chiude con brevissima conclusione in cui il candidato rassegna le motivazioni nell’interesse del richiedente.

Pareri Esame Avvocato 2014.  In cosa consiste l’atto giudiziario, come svolgerlo e  superarlo

Veniamo ora a note più liete: la redazione dell’atto giudiziario. Qui il compito appare spesso più agevole rispetto alla stesura dei pareri esame avvocato. Durante i due anni di pratica forense, la maggior parte dei candidati avrà probabilmente compilato un atto di citazione o una comparsa di risposta o, comunque, riscontrato delle ricorsività giurisprudenziali divenute col tempo familiari, maturando, quindi, rispetto a queste attività un proprio “stile”. Un motivo in più per non concedersi “autolesionistici” cali di concentrazione. Anche nella stesura dell’atto giudiziario occorre, insomma, usare alcune cautele ed accorgimenti:

  • inquadrare opportunamente il fatto, sulla base della rappresentazione di esso fornita dal cliente;
    valutare le risultanze documentali ed istruttorie (deduzioni);
  • articolare una propria tesi conforme al diritto;
  • confutare l’eventuale tesi avversaria, sia in fatto che in diritto (controdeduzioni);
  • sintetizzare armonicamente la pretesa nelle conclusioni.
  • adottare uno stile chiaro, scorrevole, logicamente solido ed adeguatamente persuasivo.

Come approcciare (e vincere), allora, le naturali difficoltà riscontrabili nella redazione dei pareri esame avvocato? Esistono tecniche o accorgimenti che possono aiutare il candidato a produrre elaborati sufficientemente convincenti? Lo abbiamo chiesto all’Avv. Paolo Franceschetti, Direttore scientifico della rivista “Schede di giurisprudenza”, Codirettore della rivista “La pratica forense” edita da Maggioli; Coordinatore della collana “L’esame da avvocato”, Docente nei corsi Altalex per l’esame da avvocato e, recentemente, esperto di esoterismo, delitti contemporanei e massoneria per Mistero (Italia 1).

Avv. Franceschetti, il giorno 16 Dicembre comincia la tre giorni dell’Esame di avvocato 2014. Intanto l’ansia dei candidati si fa di ora in ora sempre più palpabile, specie rispetto alla redazione dei pareri esame avvocato. Quali sono, a Suo giudizio, le difficoltà più comunemente riscontrate nella produzione di pareri motivati ed atto giudiziario?

“Normalmente i pareri (civile e penale) non sono particolarmente difficili, giacché riguardano materie generali, quindi solitamente sono alla portata del candidato. Il problema semmai è un altro: la scarsa preparazione dei candidati perché all’università si studia poco e, soprattutto, non ci si abitua allo scritto, non ci si abitua a risolvere casistica. Si studia il manuale e si va all’esame con un po’ di concetti di teoria generale e basta. È quello il problema: dopo la laurea, la maggior parte dei candidati non studia, quindi l’esame sembra difficile perché non si ha una preparazione adeguata a quello che viene richiesto. In realtà i pareri sono assolutamente a livello di un qualsiasi praticante avvocato che meriti questo nome. Un aspirante candidato, che vuole aiutare le persone a risolvere casi giuridici ed assisterle legalmente, deve sapere determinate cose. Purtroppo l’università e il percorso di lavoro che ci fanno fare dopo non ci prepara opportunamente. Questo per dire che non è tutta colpa dei candidati, ma è colpa anche del sistema che non ci mette nelle condizioni.”

Un esame spesso contestato dai candidati, che ne lamentano l’eccessiva selettività e farraginosità fino a parlare di prova iniqua, di tritacarne, lotteria. Con esiti spesso emblematici, come la corsa ai cosiddetti paradisi dell’”esame facile” italiani e stranieri (Spagna docet9. Accuse fondate? Se sì, in che misura?

“L’esame tricolore è assolutamente iniquo, un vero terno al lotto, per due fattori patologici tipici un po’ di tutta l’amministrazione italiana: il primo problema è che non ci sono commissari adeguati, che abbiano la preparazione sufficiente per giudicare in molti casi. Questa è la prima grosso difficoltà. In molti nel loro percorso professionale non hanno, ad es., pubblicazioni, quasi la maggior parte, oppure se sono docenti universitari spesso insegnano materie diverse a quelle dell’esame, quindi sono docenti di altre materie, oppure sono avvocati che hanno fatto solo attività pratica e non attività di studio, di docenza ecc. Insomma il 90% dei commissari è spesso inidoneo a giudicare i candidati. Il secondo elemento patologico è l’alto numero di candidati per commissioni, che fa sì che in molti casi parte dei compiti non venga corretta e che i voti siano dati in modo arbitrario. Non in tutte le sedi chiaramente, ma nella maggior parte. Ricordiamoci ad es. lo scandalo di Catanzaro del 2001. Da docente, mi piacerebbe dire che più si studia più sono alte le possibilità di superare l’esame. Purtroppo invece data l’aleatorietà del nostro sistema, lo dico forse contro il mio stesso interesse,i compiti non sono sempre corretti in modo equilibrato ed imparziale. Poi non meravigliamoci se la gente fugge verso la Spagna o altrove. Il che mi sembra un fenomeno assolutamente naturale e normale, stanti cosi le cose.”

Come ci si prepara alla produzione dei pareri esame avvocato e dell’atto giudiziario?

“Bisognerebbe prepararsi adeguatamente oltre il manuale, quindi improntare la preparazione sia sui concetti generali sia sulla giurisprudenza per esercitarsi a ragionare e maneggiare i casi giuridici. Un percorso che spesso non fa nessuno. Prevedo, anzi, che per il prossimo anno, se non dovesse cambiare la legge, l’esame di avvocato, come avvenuto in questi 25 anni, continuerà a dare degli esiti pessimi relativamente alla preparazione dei candidati.”

Toto traccia 2014. Secondo Lei, è ipotizzabile che le tracce dei pareri esame avvocato possano essere attinte dall’attualità giuridica o quantomeno ispirate alla giurisprudenza più recente?

“Normalmente vengono selezionate tracce che sono tratte da sentenze relativamente recenti, che affrontano questioni di attualità e possono essere ispirate dalla cronaca giudiziaria più attuale, quindi senza sentenze oppure spiegabili attraverso la teoria generale del diritto. Per il 70/80% delle volte, comunque, la selezione ricade su questioni giuridiche controverse su cui si è prodotta una giurisprudenza spesso recente.”

Esistono tecniche o accorgimenti teorico-pratici per strutturare più efficacemente i pareri esame avvocato?

“Se vogliamo sintetizzare il candidato deve in prima battuta semplificare l’istituto giuridico rilevante, la problematica rilevante del caso, dopodiché porsi la questione se ci sono eventuali domande che la traccia sottende e che si dovranno articolare progressivamente, poi si svolge la parte centrale, in cui si spiega perché si propone una certa soluzione eventualmente supportata dalla giurisprudenza, che non necessariamente deve essere richiamata per esteso o virgolettata come fanno molti che vanno sulle massime giurisprudenziali tout court. Piuttosto la giurisprudenza va assunta come un supporto per rafforzare quello che è il proprio orientamento per arrivare in maniera fluida e scorrevole alle conclusioni. Conclusioni che, ovviamente, debbono riassumere senza troppe lungaggini il percorso così come lo abbiamo impostato, con opportuna chiarezza ed immediatezza”.

Quali sono le caratteristiche dei pareri esame avvocato solitamente più apprezzate in sede di correzione? L’originalità può essere un’alleata?

“Spesso purtroppo l’originalità non viene premiata come dovrebbe. Il giurista non deve essere per forza originale, deve, però, scrivere bene, in modo chiaro, esaustivo e convincente. Poi che sia originale, non è quello che si richiede in primissima battuta, ma si richiede, invece, chiarezza di idee e di esposizione, oltre ad un percorso giuridico che sia ferreo, a prova di critica”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto