Date esami avvocato 2019: prove scritte, orali e come prepararsi

Daniela Saraco 23 Settembre 2019

Ecco quali sono le date degli esami avvocato 2019: quando si tengono le prove scritte e gli orali, tutte le novità della nuova legge sull'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense e come prepararsi.

 I consigli dell’Avvocato Michele Calvanico.

Le date delle prove dell’esame d’avvocato 2019 sono pubblicate  in Gazzetta Ufficiale. Dopo  il periodo di tirocinio forense, ricevuto il certificato di compiuta pratica da parte del Consiglio dell’Ordine competente, ogni futuro avvocato partecipa alla sessione annuale dell’esame di avvocato. La prova consiste nel  superamento di tre  prove scritte ed una orale. Al termine, l’aspirante legale consegue l’abilitazione per poter svolgere la professione e può , finalmente, iscriversi all’Albo degli Avvocati presso l’Ordine di riferimento.

La trasmissione della domanda può avvenire esclusivamente in via telematica entro l’ undici novembre.

Le materie su cui i candidati devono prepararsi per affrontare le prove scritte sono diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo, sia in relazione alla redazione di pareri che alla costruzione di veri e propri atti difensivi. La Legge n. 19/2017, di conversione del Decreto mille proroghe 2016,  ha previsto dei cambiamenti, nonchè l’entrata in vigore dopo un anno. E’ ufficiale, pertanto, che la riforma è  attiva  dalla sessione di esame 2019. Scopriamo tutte le novità per l’esame di avvocato 2019.

Date esami avvocato 2019 delle prove scritte e orali: quando si tiene l’esame di abilitazione

Il 28 Giugno 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale  il Bando di esame di abilitazione alla professione di avvocato. Le date degli esami avvocato 2019, sono fissate per il 10,11 e 12 Dicembre. I temi su cui vertono le tre prove scritte sono trasmessi dal Ministero della Giustizia al Presidente della commissione distrettuale, a mezzo posta elettronica certificata. Difatti , il Ministero attiva un’apposita casella Pec per il Presidente di ciascuna commissione.

La prima prova è dedicata alla redazione di un parere in materia di diritto civile.  La seconda alla redazione di un parere in materia di diritto penale.  La terza, infine, alla redazione di un atto giudiziario di diritto civile, di diritto penale o di diritto amministrativo. Il numero e la tipologia delle prove scritte non subiscono alcuna variazione in seguito alla riforma.

Le date degli esami avvocato 2019 parte orale verte, invece, sulle materie:

  • 10 dicembre 2019, parere di diritto civile;
  • 11 dicembre 2019, parere di diritto penale;
  • 12 dicembre 2019, redazione di un atto giudiziario a scelta tra procedura penale, procedura civile o amministrativo.

Per i candidati promossi, segue poi orale che verterà su deontologia forense, diritto civile,  penale,  processuale civile,  processuale penale. 

A queste, vanno aggiunte altre due a scelta del candidato tra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario, diritto internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario. La scelta va effettuata al momento dell’iscrizione all’esame. Aumenta, dunque, il numero delle materie obbligatorie.

Come prepararsi all’esame di avvocato: prove scritte e orali

Dal 2019 cresce, quindi, la mole di studio per il candidato. I quesiti posti al candidato  sono scelti  con modalità informatiche da un maxi database presso il Ministero della Giustizia. Per ottenere l’idoneità è necessario ottenere un punteggio complessivo di almeno 180 punti , con una valutazione di almeno 30 in tutte le materie. Una delle peculiarità di questo esame pubblico è data proprio dal fatto che i praticanti lamentano la poca chiarezza circa l’applicazione dei criteri di valutazione. E tra i momenti di attesa più forti c’è di certo quello che riguarda la pubblicazione degli abbinamenti . È cosa nota che ci sono corti di appello dove le percentuali di ammissione sono piuttosto elevate.

L’Avvocato Michele Calvanico consiglia:Per prepararsi all’esame di avvocato, sembra banale dirlo, è necessario studiare. La prova consiste nell’elaborazione di due pareri e nella predisposizione di un atto. Esistono numerosi  corsi, annuali o semestrali,  per la preparazione dei candidati al superamento della prova che hanno lo scopo di abituare l’avvocato alla predisposizione di un parere che generalmente, durante il tirocinio, è difficile predisporre. La frequenza di questi corsi è molto utile per acquisire la familiarità nello svolgimento degli atti.”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto