Diventare avvocato in Spagna: costi esame abilitazione abogados

Redazione Controcampus 26 Ottobre 2013

Ecco come diventare avvocato in Spagna: costi esame abilitazione abogados, modalità previste per chi sceglie l’abilitazione all’esercizio della professione forense in SpagnaLe vie alternative all’abilitazione italiana rappresentano ormai un business milionario che investe ogni anno migliaia di aspiranti avvocati stufi di dover soggiacere a una selezione non proprio naturale.

Le stime parlano di abilitati che non superano il 30% dei candidati: il numero degli avvocati si aggira sui 234mila a cui vanno aggiunti 57mila praticanti.

Ecco spiegato perché in tanti decidono di investire su percorsi alternativi: in primis la Spagna segue poi la Romania.

Nell’ultimo decennio si è diffuso largamente tra le aspiranti toghe un sistema piuttosto brevettato: “aggirare” il calvario dell’esame di abilitazione volando nella più “accogliente” Spagna, Paese europeo, dove, difatti, fino al 30 ottobre 2011, l’esame per l’iscrizione all’albo non esisteva (la laurea in Giurisprudenza abilitava a ipso facto all’esercizio della professione, senza biennio di pratica né esame di Stato).

Per cui per diventare “abogado” (il corrispondente dell’avvocato italiano) era sufficiente sostenere, bypassando i due anni di praticantato, un test scritto a crocette. La conversione del titolo da “abogado” ad avvocato sarebbe stata, in seguito, automatica in virtù del d.lgs n. 96 del 2 Febbraio 2001, attraverso cui l’Italia si impegna a riconoscere l’esercizio dell’avvocatura a tutti i cittadini di uno Stato UE in possesso del medesimo titolo professionale.

Il procedimento per diventare avvocato in Spagna è disciplinato dalla ley 34/2006 così come modificata dalla ley 5/2012. Fino al 30 ottobre 2011 la Spagna non prevedeva alcun esame per diventare abogado. Era infatti sufficiente il possesso della licenciatura en derecho per potersi iscrivere all’ordine. Di conseguenza gli italiani che volevano conseguire il titolo di avvocato in Spagna avviavano il procedimento di omologazione del titolo, sostenevano la prueba de aptitud e dopo aver ottenuto la credencial de homologacion si collegiavano presso qualsiasi ordine spagnolo.

Come diventare avvocato in Spagna: costi esame abilitazione abogados

Gli step da seguire per diventare Avvocato in Spagna. Dal 30 ottobre 2011 le cose sono cambiate. Il real decreto 775/2011 ha previsto il seguente iter per diventare avvocato in Spagna: frequenza di un Master en Abogacia y Practica Juridica e superamento di una prova attitudinale consistente in un test a crocette di 50 domande a risposta multipla e in una prova scritta su una materia a scelta del candidato: 3 domande a risposta aperta.

Soffermiamoci quindi sul contenuto e le modalità della prueba. Questo l’iter classico per diventare avvocato in Spagna:

  • avvio del procedimento amministrativo di omologazione del titolo di laurea italiano al corrispondente titolo di licenciado en derecho presso il Ministero de Madrid. È necessario telefonare all’ambasciata spagnola a Roma che in breve tempo fornisce tutte le informazioni possibili, inviando i moduli di domanda e l’elenco dei documenti da produrre. Questi vanno tradotti in spagnolo e portati a legalizzare al consolato spagnolo più vicino con una spesa di circa 15 € per foglio. Dopo circa un anno viene comunicato che la richiesta è stata accettata. Nei sei mesi successivi vengono comunicati gli esami integrativi da sostenere e la richiesta della scelta dell’università. A completamento degli esami, il candidato deve fare richiesta del certificato con esami sostenuti all’Università e contestuale richiesta al Ministerio de Educacion della Credencial de Homologacion (ritiro certificato esami sostenuti incluso e invio di copia dello stesso al domicilio cliente);
  • ottenimento acto de resolucion. Al termine del procedimento amministrativo spagnolo viene rilasciato l’acto de resolucion. Una volta in possesso dell’acto è possibile sostenere gli esami indicati dal Ministero presso una delle Università spagnole accreditate. L’atto subordina il riconoscimento dell’omologazione al superamento di una prueba de aptitud su determinate materie appartenenti all’ordinamento giuridico spagnolo;
  • frequenza di un Master en Abogacia y Practica Juridica presso un legale riconosciuto;
  • Prueba de aptitud. I requisiti imposti dal Ministero per diventare avvocato in Spagna sono due:
    • la prueba de aptitud deve essere svolta in castillano
    • la prueba de aptitud può essere svolta esclusivamente dai soggetti in possesso al momento dell’immatricolazione dell’acto de resolucion definitivo.
    • La prueba de aptitud consiste in un esame inerente le seguenti materie:Diritto amministrativo, Diritto civile, Diritto costituzionale, Diritto penale, Ist. di diritto comunitario, Diritto tributarioDiritto internazionale privato, Diritto commerciale, Diritto processuale, Diritto del lavoro. L’esame si svolge su quesiti a risposta multipla. Sono previste 10 materie di esame. Ogni materia di esame contiene 10 quesiti, ognuno recante 4 possibili risposte delle quali solo una è la corretta. Il candidato ha a disposizione 20 minuti per svolgere i quesiti a risposta multipla di ogni materia. Per superare l’esame di avvocato in Spagna è necessario rispondere correttamente a 6 dei 10 quesiti. Le risposte errate non sottraggono punti. Durante lo svolgimento dell’esame vengono messi a disposizione degli alunni dizionari bilingue spagnolo/italiano.
  • Iscrizione Colegio de Abogados in Spagna e Albo avvocati stabiliti in Italia. Superata la prueba si ottiene dal Ministero la Credencial de homologaciòn che attesta l’avvenuta omologazione del titolo italiano a  quello spagnolo e si procede con l’iscrizione all’albo provinciale spagnolo;
  • Conclusa l’iscrizione, in base alla legge europea, chi è munito del titolo di avvocato in Spagna ed intenda esercitare la sua attività in Italia, può alternativamente: chiedere al Ministero della Giustizia italiano l’immediato riconoscimento del titolo di avvocato con iscrizione al relativo albo. Il Ministero della Giustizia, previo parere della Conferenza dei Servizi, stabilisce quali prove il soggetto deve sostenere per compensare la diversità di formazione rispetto alla legge italiana (la cosiddetta prova attitudinale) oppure può chiedere l’iscrizione nella sezione speciale dell’Albo del foro italiano nel luogo ove intende esercitare l’attività professionale, avvalendosi del procedimento di “stabilimento/integrazione”. Dopo un periodo di tre anni di effettiva attività in Italia, il professionista può chiedere di essere integrato con il titolo di avvocato italiano e iscritto nell’Albo ordinario. In questo caso, l’interessato è esonerato dal sostenere la prova attitudinale.
  • l’iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti si ottiene mediante apposita richiesta corredata con una serie di documenti attestanti l’identità, la formazione e il titolo professionale del richiedente. Dalla presentazione della richiesta alla data di iscrizione all’albo speciale passano abitualmente dai 15 ai 35 giorni. Una volta iscritto all’albo speciale, l’abogado potrà esercitare senza alcun limite la professione di avvocato.

Costi per diventare avvocato in Spagna e per l’abitazione da Abogados

Le procedure di omologazione richiedono il pagamento di una tassa di 92,83 euro tramite bonifico bancario direttamente al Conto Corrente del Ministero spagnolo all’Istruzione.

Restano da chiarire le spese connesse al superamento dell’esame.

I costi per decide di sostenere l’esame di avvocato in Spagna variano sensibilmente: da 500 a 25000 euro, a seconda che la strada si intraprenda da soli o “supportati” da una delle infinite agenzie che promettono omologazione del titolo e pacchetti formazione/assistenza a prezzi stiacciatissimi (a volte anche di 200 euro!).

Pacchetti ed offerte esame Avvocato in Spagna. Il business degli abogados è stato subito “fiutato” da una pletora di società che, per a prezzi variabili, seguono passo passo, dalla laurea all’iscrizione all’albo italiano, il praticante avvocato interessato alla via spagnola. Figurano in questa speciale classifica:

  • CEPU
  • Omologazione Titoli
  • IspeItalia
  • LeStanzediLeonardo
  • TitoliSpagna.com
  • ItaloAbogados
  • Eurolex
  • Eurolaurea.com
  • Avvospagna.com
  • Avvocatospagna.info
  • Avvocatoeuropeo.com
  • Curso-tutelado.com

Tra spese di omologazione, tutoraggio, Iva e costi di viaggio, l’esborso medio per candido si può dunque stimare nell’ordine dei 1500-2900 euro, a seconda delle esigenze.

Ma si può arrivare anche a cifre più alte se si scelgono corsi online o si opta per i cosiddetti “pacchetto-sicurezza” ( spesso i titoli rilasciati sono “tarocchi”).

Pacchetti all inclusive per diventare avvocato in Spagna che (in considerazione delle possibilità economiche degli interessati) compongono un menù così sintetizzabile:

  • offerte complete-euro 25000,00 oltre iva invece di 2.000,00 fino al 31.12.13
  • offerte basic (euro 5.000,00 oltre iva)
  • offerte simple (euro 1000,00 oltre iva)

Pro e contro del diventare Avvocato in Spagna. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Diventare avvocato in Spagna, per quanto allettante, può riservare non pochi dispiaceri.

Prima di decidere sulla maggiore o minore convenienza del percorso spagnolo rispetto a quello tricolore, è dunque bene verificare responsabilmente le opportunità sul piatto, controbilanciandole con le difficoltà che immancabilmente accompagnano a questa scelta delicatissima.

Vantaggi di diventare avvocato in Spagna

  • possibilità di diventare avvocato superando un esame di abilitazione più “blando”, equo e selettivo;
  • criteri di selezione più moderni  ed accesso diretto alla professione forense;
  • maggiori chance occupazionali, con possibilità di inserimento sotto i 30 anni, uscendo dal loop infinito dell’esame di abilitazione e senza costringere i neolaureati ad “invecchiare” trascorrendo anni alle dipendenze di grossi, medi ,e piccoli studi legali senza  guadagnare un euro;
  • risparmiare anni grazie a master e tirocini professionali più “corti”, quindi tempi di formazione dimezzati;
  • procedure di abilitazione più snelle, il che si traduce tempi di attesa più brevi sia per l’abilitazione che per l’iscrizione agli appositi albi professionali;
  • vantaggio competitivo legato al conseguimento di un titolo “internazionale”: l’omologazione del titolo di laurea in un altro paese arricchisce il curriculum vitae, ti fa diventare avvocato europeo, titolo che consente di svolgere stabilmente l’attività forense in ogni Stato UE
  • possibilità di imparare lo spagnolo (la seconda più parlata al mondo dopo l’inglese) e, quindi, di poter interagire con una clientela internazionale, acquisendo un know how aggiuntivo da spendere sul mercato dell’avvocatura.

Svantaggi di diventare avvocato in Spagna

  • costi di preparazione all’esame di abilitazione piuttosto onerosi (circa 5.500 euro a candidato tra testi, tasse di omologazione dei titoli, trasferte in Spagna per vedersi riconosciuta la laurea italiana, sostenere gli esami integrativi e la prueba);
  • tempi di richiesta per l’omologazione del titolo di laurea in Giurisprudenza relativamente lunghi (1 anno);
  • apprendimento della lingua spagnola non sempre agevole ed economico (per un corso di primo livello servono circa 300 euro, ma si richiede una preparazione più solida e settoriale);
  • atteggiamento non univoco degli Ordini forensi italiani rispetto alle domande di iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti/integrati provenienti da legali comunitari (ivi compresi gli abogados), che le ostacolano e spesso respingono, causando, anche in considerazione degli eventuali ricorsi, inevitabili allungamenti nei tempi di attesa;
  • non va escluso neppure il pericolo “truffa”, rappresentato dall’infinita pletora di agenzie di tutoraggio che propongono agli aspiranti abogados servizi e pacchetti spesso ingannevoli e cari, senza cavillare troppo sulla qualità ed opportunità degli stessi;
  • difficoltà di ambientamento ed inserimento professionale legate all’immagine svalutante che si accompagna alla figura dell’abogados: legale di serie B,  tacciato di furberia ed asineria dai colleghi italiani, che, ponendo in essere condotte discriminatorie spesso ai limiti del  mobbing, incoraggiano nel cliente atteggiamento squalificante di diffidenza ed inadeguatezza. Morale: diffamazione, concorrenza sleale e forte pregiudizio al libero esercizio della professione in terra italiana.

In Collaborazione con Matteo Napoli

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto