• Google+
  • Commenta
26 ottobre 2013

Abilitazione ed esame avvocato: un “gioco al massacro”

Abilitazione ed esame avvocato
Abilitazione ed esame avvocato

Abilitazione ed esame avvocato

Ecco come funziona l’esame di avvocato in Italia e all’estero e cosa accade per chi decide di affrontare l’esame di avvocato all’estero.

Un fenomeno quello dell’abilitazione all’estero che neppure il CNF  riesce a quantificare con precisione rispetto all’esame di avvocato in Italia.

Esame di avvocato e abilitazione alla professione forense, un fenomeno che ogni anno falcidia il 70% degli iscritti. Da tempo al centro di animate polemiche. Critiche costellate da interrogazioni parlamentari. Richieste di adottare iniziative volte a realizzare una maggiore omogeneità degli esiti. 

A causa  delle difficoltà connesse all’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione forense, sono sempre più numerosi i laureati che studiano percorsi alternativi. Aumentano gli avvocati stabiliti. Avvocati, cioè, con abilitazione conseguita all’estero.

L’anomalia? Per la maggior parte si tratta di italiani che decidono di sostenere l’esame di avvocato all’estero.

Succede così che migliaia di giovani laureati in legge si ritrovino costretti a fare e rifare l’esame di avvocato. Anche cinque o sei volte prima di conseguire finalmente il titolo.

L’esame di avvocato in Italia dovrebbe aprire al laureato in giurisprudenza  le porte della professione forense. Nella realtà, pare essersi trasformato in un preoccupante “gioco al massacro”.  Una farsa con l’obiettivo neanche troppo implicito, lamentano i giovani dottori, di sfoltire i troppi laureati che vorrebbero intraprendere l’ambita professione.

Un sistema, quello italiano, in cui lo studente viene portato su di un palmo di mano fino alla laurea. Salvo poi, al certificato di compiuta pratica, ritrovarsi centrifugato nella lotteria dell’esame di avvocato, almeno cosi funziona in Italia.

Ci sarebbero e ci sono nel nostro Paese molti troppi avvocati. Motivo per cui, si sente dire da più parti, alle istituzioni non resterebbe che rendere più scivoloso possibile  l’accesso alla professione. Ecco perché condizioni di sbarramento e trattamento particolarmente penalizzanti.

I dati forniti dal CNF ne danno un’impressione assai attendibile. Il numero degli avvocati si aggira sui 234.000. A questi si aggiunge la sterminata pattuglia dei 57.000 praticati. Un affollamento spropositato. Il mercato è saturo e per ovviare all’emergenza l’Italia renderebbe estremamente faticoso l’accesso alla professione. Un titolo, quello di avvocato che, per di più, non garantisce il posto fisso.

Abilitazione ed esame avvocato in Italia: una tre giorni al centro di polemiche, cosa succede

Il laureato cerca l’alternativa dell’esame di avvocato in Italia, un’abilitazione complicata e costosa. In Italia, infatti, ci sono migliaia di laureati in giurisprudenza che risultano precari a tempo indeterminato e che rappresentano un costo per il paese.

Non che i costi per l’aspirante toga siano meno gravosi, anzi. Tra questi vanno denunciati quelli per l’acquisto dei quattro codici aggiornati. Degli alberghi dove pernottare durante le prove scritte dell’esame di avvocato e dei corsi di preparazione allo stesso.

La spesa media per l’acquisto dei codici si aggira attorno ai 500 euro, quella per i corsi spazia tra 1.000 e 3.000 euro e quella per il soggiorno a minimo 300 euro. Un salasso di circa 2.800 euro l’anno a praticante. Se a ciò si aggiungono le basse retribuzioni percepite dagli esaminandi, risulta lampante come l’accesso alla professione sia, ad oggi, estremamente penalizzante. Specie per i meno abbienti (in barba alla tanto proclamata meritocrazia).

Senza dimenticare l’ostruzionismo dei professionisti già inseriti nel mercato. L’accesso alla professione incontrerebbe, cioè, a livello interno, la fiera resistenza degli avvocati iscritti all’ordine, intenti a mantenere integro il loro predominio sul mercato, inibendo l’accesso anche ai giovani praticanti.

Difficoltà di inserimento professionale che collidono con le disposizioni nazionali ed europee. Da tempo spingono in direzione di una  liberalizzazione progressiva dei titoli e delle professioni. In una prospettiva di riforma del sistema economico, volta a contrastare, superandola, la crisi vigente.

Esiste, infatti, una direttiva UE (direttiva 2005/36) che permette il riconoscimento del titolo di avvocato in tutta l’area comunitaria.

Abilitazione esame di avvocato all’estero: agenzie per chi fugge

Di qui la corsa verso i paradisi europei dell’abilitazione facile e il marketing delle agenzie truffa per l’esame di avvocato all’estero. Ogni anno in Italia circa 30.000 candidati sono bocciati ingiustamente all’esame di avvocato. Spesso per anni, condannati all’indigenza e alla disoccupazione. Vecchie e nuove anomali concorsuali colpiscono ogni anno lo Stivale.

Compiti non corretti, ma dichiarati tali. Disparità di trattamento ricevute durante le correzioni dei compiti scritti nelle varie corti d’Appello. Giudizi opinabili, commissioni illegittime. Limitazione all’accesso in un concorso a numero aperto. Inadeguatezza dei tempi di ricorso al TAR per impedimento, per onerosità e per inutilità, dati i tempi delle nuove sessioni.

Le condizioni di espletamento dell’esame di avvocato, in Italia, avrebbero assunto, secondo i respinti, contorni intollerabili per i praticanti, in contraddizione con l’obiettivo più volte ribadito dal Cnf. Accelerare il passaggio dal mondo universitario a quello lavorativo. Conseguita la laurea in giurisprudenza, il neo laureato è tenuto a svolgere 18 mesi di praticantato “gratuito” presso uno studio legale. Al termine del tirocinio, si impone il superamento di tre prove scritte, che si tengono ogni anno nel mese di dicembre.

I risultati, vengono pubblicati solo sei o sette mesi dopo, durante i quali l’aspirante avvocato non risulta né un tirocinante, né un lavoratore subordinato. Rimanendo così privo di qualsivoglia tutela giuridica.

Quanto alle tre prove scritte, i giudizi risulterebbero del tutto arbitrari e discrezionali. Privi di opportune griglie di valutazione e motivazione. La redazione dei due pareri (civile e penale) si svolgerebbe in un arco di tempo troppo esiguo. Insufficiente perché l’aspirante avvocato possa esaustivamente trovare la soluzione vincente o tutte le possibili soluzioni prospettabili al cliente.

La richiesta degli avvocati:  semplificare accesso ordine degli Avvocati

Accuse di eccessiva severità ed inadeguatezza  interessano anche  le stesse prove orali. Prove ritenute pesanti e ripetitive, prevedendo esse lo studio di sette materie, oggetto di esami universitari, già studiate in precedenza.

Morale. Il sistema di accesso alla professione di avvocato sarebbe basato sull’esame di avvocato non regolato dal principio meritocratico né nella fase di svolgimento, né in quella di valutazione, incapaci perciò di misurare l’effettiva capacità e predisposizione del candidato. Uno sbarramento incostituzionale, che esige un apparato organizzativo complesso ed inutilmente dispendioso per lo Stato, destinato a limitare in modo predeterminato l’accesso di nuovi professionisti al libero mercato.

Chiara la richiesta degli aspiranti avvocati. Semplificare i canali di accesso all’ordine degli avvocati per quanti hanno conseguito una laurea in legge e praticantato. In tale direzione, sarebbe due le soluzioni auspicabili.

  • riformare l’accesso alla professione attraverso l’abolizione dell’esame di avvocato in Italia;
  • oppure pensare a una modifica dell’esame di avvocato, in senso tecnico-pratico. Tesa ad eliminare i tempi, le procedure e i costi che gravano sugli esaminandi.

Addirittura non manca chi invoca, per giurisprudenza,  l’introduzione del numero chiuso  o almeno programmato alla facoltà.

Attualmente in Italia, su una popolazione di quasi 61 milioni di persone, ci sono ben 247 mila avvocati. Il numero maggiore in Campania (38 mila). Seguita dalla Lombardia (30 mila) e dalla Puglia (23 mila). In Germania il numero dei legali è di 150 mila. In Francia invece è di 20 mila, quanto quelli presenti solo a Roma. Un albo forense che conta il 40% di disoccupati intellettuali. Un precariato determinato dalle Università che consentono un ingresso indiscriminato alimentando aspettative sistematicamente deluse.

Come limitare il numero dei legali che accede alla professione
  • Sbarramento immediato. Al momento dell’immatricolazione;
  • Uno sbarramento intermedio. Dopo tre anni di università, attraverso un percorso formativo su misura e limitato nei numeri;
  • Uno sbarramento alla conclusione degli studi. Prima delle scuole di specializzazione.

Tutte soluzioni che, almeno per ora, appaiono lontane. Un fatto rimane il massacro dell’esame di avvocato in Italia.

Ma la scorciatoia conviene? Fare l’esame di avvocato all’estero è un’opportunità per tutti? Sembrerebbe di no. E non solo per gli esborsi sanguinosi e le truffe più o meno vistose.

Accanto alla ferma condanna del CNF sull’esame di avvocato in Italia, va infatti registrato un altro fattore disincentivante. Il giudizio svalutante e discriminatorio dei colleghi verso chi sostiene l’esame di avvocato all’estero.

Nell’ambiente è, infatti,  risaputo che il titolo di Abogado come quello di Avocat è a tutti gli effetti un escamotage per non fare l’esame di avvocato in Italia.

Abogadi o avocat “italiani” sono guardati come asini ignoranti. Il titolo in questo modo, non è mai valutato positivamente dagli studi Italiani. Molti finiscono per  esercitare a tariffe assai inferiori alle normali possibilità. Un marchio di infamia a tutti gli effetti. A dirlo è lo stesso Guido Alpa, presidente dell’OrdineInsomma avvocato avvisato, mezzo salvato.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy