Esame avvocato 2020: cambia il tirocinio causa del Coronavirus

Daniela Saraco 21 Maggio 2020

Novità esame avvocato 2020 ai tempi del Coronavirus: date di quando si faranno gli esami per l'abilitazione all'esercizio della professione, cosa e come cambia il tirocinio e la pratica forense per diventare avvocati.

Con l’emergenza sanitaria Covid-19, per i praticanti avvocati cambia il tirocinio, che deve rispettare nuove regole e nuovi requisiti.

Il tirocinio forense è ridotto per limitare le possibilità di contagio da coronavirus,  ma questa non è l’unica novità che riguarda la nuova pratica forense.

Difatti, con il  blocco dei tirocini presso studi legali e aule di tribunale, il  ministero della Giustizia  ha  riorganizzato le attività di svolgimento della pratica legale da remoto.

Con l’adozione delle ultime disposizioni, anche il  Ministero dell’Università e della Ricerca sta studiando come rimodulare le abilitazioni alla professioni.

Le novità legate al periodo Coronavirus per l’esame avvocato 2020 arrivano con il decreto Scuola – Dl 22/2020 dell’8 aprile -, con cui il Governo lavora per migliori modalità di svolgimento degli esami di stato. E per la rimodulazione della relativa pratica e tirocinio.

Governo e MIUR devono ridefinire con un nuovo decreto le modalità delle prove di abilitazione. Se non risulta possibile svolgerle in presenza, si potrebbe pensare di attivare modalità telematiche, come sta accadendo per gli esami universitari. Stesso discorso vale per la pratica d’avvocato in viste delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale imposte dall’emergenza. Tante le ipotesi e le proposte pervenute dalle associazioni di categoria.

La prima novità riguarda il tirocinio ridotto per i praticanti avvocato. La pratica forense sarà più breve, e da 18 mesi passa a 16. Vediamo nel dettaglio tutti gli scenari possibili e come si svolgerà, allora, l’esame di avvocato 2020.

Novità esame avvocato 2020: tirocinio e pratica forense breve, 16 mesi a causa del Coronavirus

Vista l’emergenza Coronavirus, i praticanti si chiedono: esame avvocato 2020 a dicembre confermato o rinviato? E quali sono le modalità di svolgimento delle prove scritte e degli orali? A risponderci è Francesco Savastano, già Presidente dell’Associazione Forense Stabiese, attualmente Consigliere dell’Ordine degli Avvocati. Cerchiamo quindi di capire come sono organizzate le attività per i praticanti, tirocinanti e studenti di Giurisprudenza in procinto di laurearsi.

Con la sospensione dell’attività lavorative, sono state sospese anche le attività di tirocinio e pratica forense presso studi legali e tribunali. Nonostante le udienze rinviate o sospese, è ugualmente stato considerato valido il semestre di tirocinio, anche senza aver raggiunto le venti presenze ad udienze in tribunale. Per i neolaureati in giurisprudenza, invece, il praticantato è ridotto a 16 mesi.

Il Consigliere spiega: “Il Decreto Legge  22/20, con riferimento alla Pratica Forense ha rimesso al Ministro della Giustizia la facoltà di stabilire modalità, diverse da quelle ordinarie, per l’esercizio della pratica. Tali modalità non sono ancora rese note.”

– Continua – “Per i laureati nell’anno accademico 2018/2019 e comunque entro la data del 15 giugno 2020  la durata del tirocinio professionale è ridotta da 18 a 16 mesi. Durante il periodo di emergenza sanitaria , è considerato positivamente superato il semestre di pratica forense anche se non sono state svolte le 20 presenze in udienza. Infine, i tirocinanti sono esonerati dalla loro attività fino alla revoca del periodo emergenziale.”

Come cambiano gli esami per avvocato a dicembre 2020 causa Covid-19

Finito il periodo di tirocinio forense ed ottenuto il certificato di compiuta pratica da parte del Consiglio dell’Ordine, è possibile procedere con l’iscrizione dell’esame di stato per avvocati. Quest’ultimo consiste nello svolgimento di tre prove scritte ed una prova orale. Al superamento di dette prove, l’aspirante legale consegue l’abilitazione per  la professione e può iscriversi all’Albo di categoria. Vista l’emergenza sanitaria in atto, come cambierà l’esame avvocato  2020?

A risponderci è il  Consigliere Savastano. “Per quanto concerne gli esami per l’attività forense, che si svolgono annualmente a dicembre, ad oggi non c’è alcuna comunicazione ufficiale. Voci ufficiose parlano di uno slittamento ad inizio anno 2021. Ma questo è tutto da verificare. Sicuramente saranno adottate tutte le misure di sicurezza per la tutela degli studenti e della commissione. Se il rischio del virus sarà ancora alto, non si esclude di utilizzare una modalità a distanza.”

Il Consigliere conclude. ” La notizia certa, invece, è che la correzione degli scritti dell’anno 2019, inizierà tra il 24 e il 25 maggio. A tal proposito, alcune commissioni si sono organizzate da remoto. Altre lo faranno fisicamente nel pieno rispetto della normativa anti COVID-19.”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto